Egitto, ex presidente Morsi morto in tribunale

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Egitto, ex presidente Morsi morto in tribunale

(Afp)

L’ex presidente egiziano Mohammed Morsi è morto in un tribunale del Cairo al termine di un’udienza del processo a suo carico per spionaggio a favore del movimento islamico palestinese di Hamas. Lo rende noto al-Masry al-Youm, spiegando che Morsi aveva chiesto al giudice di prendere la parola. Il giudice gliel’aveva concessa. Al termine dell’udienza, dopo il suo intervento, Morsi ha perso i sensi ed è deceduto sul colpo. La sua salma è stata trasferita in ospedale dove verranno condotti gli esami necessari a stabilire le cause della morte. L’ex presidente Morsi aveva 67 anni. Secondo alcune fonti giudiziarie e della sicurezza sarebbe morto una volta arrivato in ospedale, dopo essere collassato in tribunale. ”Ha parlato per venti muniti davanti al giudice, poi si è molto agitato ed è svenuto. E’ stato rapidamente trasportato in ospedale dove è morto”, ha detto una fonte giudiziaria. Morsi stava scontando una condanna a 20 anni di carcere perché ritenuto responsabile di aver ordinato l’uccisione di manifestanti, durante le proteste del 2012 e un’ergastolo per spionaggio in un caso relativo a rapporti con il Qatar.

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L’esponente dei Fratelli musulmani viene considerato il primo presidente democraticamente eletto in Egitto. Presidente del partito Giustizia e Libertà, fondato dopo la rivoluzione di Piazza Tahir che portò alla deposizione di Hosni Mubarak, Morsi è diventato capo di Stato all’età di 61 anni. Era stato deputato come indipendente fra il 2000 e il 2005, e nel consiglio direttivo dei Fratelli Musulmani.

Con una formazione islamica, era stato eletto con lo slogan ”L’Islam e’ la soluzione”. Morsi è stato promotore di un “progetto di rinascita” dell’Egitto, uno dei cui pilastri era l’applicazione di alcuni principi della sharia (la legge islamica) nel sistema giuridico egiziano. Rappresentava l’ala più conservatrice del movimento islamista. Morsi è stato deposto il 3 luglio del 2013 dal ‘suo’ ministro della Difesa e capo delle Forze armate, l’attuale presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. E’ stato proprio lui a raccogliere il malcontento popolare delle piazze egiziane sostenuto dal movimento Tamarod e a condurre quello che la comunità internazionale ha bollato come un golpe militare.

Si era laureato in ingegneria all’università del Cairo e proseguito gli studi negli Stati Uniti, con un PhD all’Università della California del sud conseguito nel 1982. In seguito, aveva mantenuto per alcuni anni una carica di ‘assistant professor’ all’Universita’ di stato della California a Northridge, prima di fare ritorno in Egitto. Prima di dedicarsi alla politica, aveva insegnato all’Universita’ Zagazig.

A esprimere le sue condoglianze il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che lo ha definito un ”martire”. Lo rende noto l’agenzia di stampa Anadolu. Parlando del ”primo presidente democraticamente eletto dell’Egitto”, Erdogan ha fatto le sue condoglianze alla famiglia del defunto e all’intero popolo egiziano.

Un gruppo di deputati e avvocati inglesi denunciarono, solo mercoledì scorso, che le condizioni di detenzione in cui era tenuto l’ex presidente egiziano Mohamed Morsi potevano causargli una morte prematura. In un rapporto, il Detention Review Panel (Drp) aveva scritto che il deposto presidente egiziano stava “ricevendo cure mediche inadeguate, soprattutto per il diabete e per la malattia epatica” di cui soffriva. Inoltre si legge che ”la conseguenza di questa cura inadeguata rischia di peggiorare le sue condizioni di salute durante la detenzione prolungata e rischia di provocargli una morte prematura”. Il panel guidato dal deputato britannico Crispin Blunt sottolineava che le condizioni di detenzioni potevano essere equiparate alla tortura in base alla legge egiziana e al diritto internazionale. Veniva quindi affermato che il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi “poteva, in linea di principio, considerato responsabile del reato di tortura”. Il Drp aveva chiesto al governo del Cairo di poter incontrare personalmente Morsi, ma senza ricevere risposta.

Il leader dei Fratelli musulmani Mohamed Sweidan, riporta l’agenzia di stampa Anadolu, ha descritto la morte dell’ex presidente egiziano come un ”omicidio premeditato”.

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[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]