Europeo Under 21, Italia-Spagna 3-1: Chiesa e Pellegrini ribaltano le furie rosse

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Avanti gli spagnoli con Ceballos, poi ci pensano l'esterno della Fiorentina (doppietta) e il centrocampista su rigore

BOLOGNA – È una festa, prima e dopo la partita, la prima dell'Italia nell'Europeo di casa. I trentamila del Dall'Ara spingono gli azzurrini all'impresa che mancava da 13 anni, battere la Spagna. E in una fase finale del torneo non accadeva addirittura dal '96. Prova di maturità dell'Italia, che soffre un primo tempo approcciato male e iniziato subito ad handicap, regge l'urto delle Rojita che gioca meglio, fa ballare e correre a vuoto anche i nostri big, ma poi manca il colpo di grazia e si fa rimontare. Il cambio di marcia di Chiesa la chiave più evidente, la crescita in convinzione e consapevolezza dopo un inizio stordente la svolta più mentale che tattica. Serve anche un po' di fortuna, sì, con il pari arrivato su errore del portiere ospite e il vantaggio su un mezzo rimpallo. Ma anche quella è parte del gioco.

Il Dall'Ara, con le curve senza cuscinetti di sicurezza, è pieno più di quanto possa esserlo in campionato, ma non ci sono gli ultras, e il tifo è sommesso e a corrente alternata dell'abitudine, col solo coro del famigerato "popopopo". Il supergol sotto il sette per il vantaggio spagnolo di Ceballos arriva quasi nell'indifferenza del pubblico impegnato nella ola. Ha il merito di far entrare in partita il pubblico, ma lascia disorientata l'Italia. Il trequartista iberico è un grattacapo irrisolto, top del torneo due anni fa, nel frattempo ha maturato esperienza madridista e dà l'impressione di essere qui per sottolineare che "se anche voi avete chiamato tutti i big, il migliore resto io". Partendo dalla sinistra fa sfracelli, subito dopo il vantaggio semina tutta la difesa e fa sfiorare ai suoi l'immediato raddoppio. È in generale quando la Spagna attacca con fraseggi di prima in velocità che gli azzurrini si perdono, vedi l'azione conclusa da Soler su cui Meret mette una pezza al 52', mentre Kean a lungo sembra il solo in grado di dar da lavorare agli spagnoli.

Ma le belle giocate restano solo utili per gli occhi, e intanto l'Italia si ritrova. Servono i top player per cambiare la gara, e quelli ci sono. Pescano il pareggio due dei big che fin lì avevan giocato a nascondino: lancio perfetto di Barella per Chiesa, ingresso in area e tiro cross che infilza un Simon con posizionamento disastroso. Come a ribadire che nel calcio alla fine la differenza la fan sempre i campioni, e infatti è sempre lui a sfiorare il 2-1 a inizio ripresa, e poi a farlo davvero, sfruttando un rimpallo creato da Cutrone appena entrato per Kean. Uscito presto tra le perplessità, ma è una mossa che paga. Delude invece Zaniolo, che abdica per infortunio (solo una forte botta, al primo controllo) dopo 42' di anonimato, facendo felice il pubblico di casa che può vedere Orsolini. E applaudirne il cross che vale il rigore di Pellegrini che chiude i conti, con anche l'arbitro Gozubuyuk che fa pace coi tifosi di casa dopo una direzione poco casalinga scegliendo al Var per il classico penality da fifty-fifty.Giro finale sotto la curva, e ora il gironcino è già in discesa, battuto l'avversario che più faceva paura e contro cui non vincevamo mai.
 
Italia-Spagna 3-1
Italia (4-3-3):
Meret – Calabresi, Mancini, Bonifazi (43'st Bastoni), Dimarco – Barella, Mandragora, Pellegrini – Zaniolo (42'pt Orsolini), Kean (15'st Cutrone), Chiesa. All: Di Biagio
Spagna (4-1-4-1): Simon – Aguirregabirria, Vallejo, Meré, Martin – Zubeldia (22'st Fornals) – Oyarzabal (40'st Rafa Mir), Ceballos, Fabian Ruiz (1'st Merino), Soler – Mayoral. All: De la Fuente
Arbitro: Gozubuyuk
Reti: 9'pt Ceballos, 36'pt e 19'st Chiesa, 37'st Pellegrini
Note: ammonti Calabresi, Vallejo, Zaniolo, Mandragora, Orsolini, Soler. Spettatori 29580

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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