Quante volte era stato assalito il tabaccaio che ha sparato  Salvini: "Oggi, fare il ladro."

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"Ero stremato, non ce la facevo più". Per tutti a Ivrea è solo Franco, l’uomo che da trent’anni gestisce il bar tabacchi Winner Point. Ma ad oggi è il tabaccaio che ha aperto il fuoco dopo l’ennesimo tentativo di rapina, il settimo per la precisione: "La pistola è mia, non è l’unica che ho. Sono tutte regolarmente registrate. Le ho prese quando ho iniziato a subire i primi furti", ha detto ai poliziotti Marcellino Franco Iachi Bonvin. Il 67enne all’arrivo dei carabinieri era sconvolto, con ancora la pistola in mano quando la volante della polizia è arrivata. Sul marciapiede, poco lontano dal locale, un uomo a terra. Si chiama Ion Stavila, ha 25 anni, è un incensurato moldavo ed è stato abbandonato dagli altri due complici. Il ragazzo è ancora vivo, ma lo sarà per poco perché morirà nonostante i tentativi dei sanitari. "Era notte, l’ho visto con un cappuccio in testa, aveva un palanchino in mano. È stata una situazione di grande confusione. Ma adesso sono sconvolto". Una passione, quella di Franco, quasi spasmodica nei confronti della sua attività. Anche dopo essere andato in pensione e aver lasciato l’attività a due dei suoi tre figli, Vanessa e Cristian, c’era sempre Bonvin dietro al bancone.

Qualche anno fa aveva ristrutturato il locale, una palazzina arancione in cui si trova anche la sua abitazione, e aveva separato la parte dei tabacchi e dei giochi con quella della caffetteria, data in gestione a una ragazza. Ed era stato in quel momento che aveva anche deciso di proteggersi dai ladri che lo avevano preso di mira. Aveva messo vetrate anti sfondamento, pesanti saracinesche e aveva installato un allarme collegato con le forze dell’ordine, che la scorsa notte si è attivato poco prima delle tre. "Alcune volte sono entrati sfondando la porta con un tombino – raccontano in paese, a Pavone Canavese – ed è per questo che aveva messo davanti alla porta del negozio anche delle transenne, per evitare che qualcuno facesse una spaccata con un’auto". "È legittima difesa, ha fatto bene", prendono tutti le difese di quell’uomo che ieri notte, 7 giugno, dopo aver sentito l’allarme è balzato giù dal letto con un revolver 357 magnum. "È sconvolto, questa situazione lo ha fatto stare male – dice chi gli è stato vicino. Ha passato la giornata chiuso in casa, mentre fuori il circo mediatico mandava in onda la vicenda di cui è stato protagonista". "Sono ancora più fiera di portare il cognome che condivido con lui – dice la cugina Simona – La legge sulla legittima difesa è stata fatta proprio per lui e per chi ha lavorato onestamente per tanti anni".  

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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