Whirlpool, presidio operai al Mise. Di Maio all'azienda: soluzione in 7 giorni o stop fondi pubblici

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Tavolo di crisi con ministro Luigi Di Maio. Re David, della Fiom Cgil: governo pretenda rispetto piano. Di Maio: dal 2014 l’azienda ha preso 27 milioni di fondi pubblici; lo Stato si farà rispettare. L’azienda: non vogliamo chiudere. Nuovo incontro la settimana prossima

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Sono partiti con 9 autobus da Napoli questa mattina i circa 350 operai dello stabilimento partenopeo Whirlpool a rischio cessione e chiusura per raggiungere il ministero dello Sviluppo economico di via Veneto dove si è tenuto un tavolo di crisi alla presenza del ministro Luigi Di Maio, dei sindacati di categoria e dell’azienda. Lo scorso venerdì, 31 maggio, la multinazionale di elettrodomestici ha annunciato ai sindacati la volontà di cedere lo stabilimento dove lavorano 420 persone, cogliendoli di sorpresa rispetto a quanto previsto nel piano 2019-2021 firmato dalle parti al Mise il 25 ottobre 2018.

I lavoratori in presidio hanno indossato delle magliette con la scritta in rosso ‘Napoli non molla’ e innalzato cartelli in cui hanno ricordato l’impegno preso dall’azienda solo otto mesi fa: quello di investire sulla produzione di questo sito circa 17 milioni di euro.

Re David, della Fiom Cgil: governo pretenda rispetto piano
Sul futuro dello stabilimento Whirlpool di Napoli a rischio cessione “ci aspettiamo che il Ministero chieda all’azienda di rispettare il piano industriale firmato lo scorso 25 ottobre sulla quale la Whirpool si impegnava a investire 250 milioni in Italia di cui 80 a Napoli e a fronte di questo il ministero dava parecchi ammortizzatori sociali per gestire il piano”. Così la segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David, partecipando al presidio degli operai.

“Noi ci aspettiamo che governo e ministero non si facciano prendere a schiaffi e pretendano il rispetto del piano perché se cosi non sarà, lo chiederanno i sindacati”, ha continuato Re David aggiungendo che “non abbiamo nessuna intenzione di accettare presunte vendite”.

Il sindacato pretende, infatti, che il piano dello scorso ottobre valido per il periodo 2019-2021 “sia rispettato perché il settore non è in crisi e siamo certi che se vogliono andare via da Napoli è per andare a produrre in Polonia piuttosto che in Ucraina, chi firma un piano industriale a ottobre e dopo pochi mesi comunica che se ne va, sicuramente pensa che il governo non abbia voce in capitolo sulla politica industriale del proprio Paese. Voglio sperare che il governo non sapesse nulla prima”.

Di Maio: da 2014 azienda ha preso 27 milioni di fondi pubblici
Dal 2014 a oggi la Whirlpool ha preso 27 milioni di fondi pubblici. Così, secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti all’incontro in corso al Mise, il ministro Luigi Di Maio ha iniziato la discussione al tavolo di crisi convocato per chiedere il rispetto del piano aziendale firmato ad ottobre.

Il vicepremier Di Maio rivolto ai rappresentanti della Whirlpool presenti al tavolo di crisi al Mise – secondo fonti presenti all’incontro – ha aggiunto: “Se non siete in grado di dare risposte e devo rivolgermi ai vertici della multinazionale ditelo subito. Non perdiamo tempo”. 

“Lo Stato si farà rispettare. Si sono firmati accordi ben precisi, state creando un precedente gravissimo. Dovete rispettare le Istituzioni e i lavoratori. Io sono e sempre sarò al loro fianco. Siamo disposti a impegnarci ancora di più con l’azienda per trovare una soluzione”. Così il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ai vertici dell’azienda, accolto dagli applausi dei presenti, come riferito da fonti del Mise.

“Se non si rispettano accordi siamo pronti a revocare tutti gli aiuti che sono stati dati”. È quanto ha detto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, parlando al tavolo Whirlpool. È quanto riferiscono fonti del Mise. Il dato, sempre secondo quanto riferisce il Ministero, ammonterebbe a circa 25 milioni. 

“Lo Stato non si può permettere che una multinazionale americana venga nel nostro Paese, firmi un accordo e poi metta per strada 700 persone, soprattutto se questa multinazionale americana ha preso negli ultimi anni 50 milioni di euro di incentivi”. Così il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio sul caso Whirlpool. “Gliel’ho detto chiaramente oggi al tavolo: o entro sette giorni portano una soluzione per lasciare aperta quell’azienda e far lavorare le persone, o noi gli togliamo i soldi che hanno preso dallo Stato. Gli tolgo quelli che gli stavamo per dare e gli tolgo quelli che già gli abbiamo dato, con alcuni strumenti che dovevano servire a creare più lavoro. Parliamo di almeno 15 milioni di euro già concessi, più quelli che stavano per arrivare”.

L’azienda: non vogliamo chiudere
“Non vogliamo chiudere ma individuare soluzioni per garantire posti di lavoro sostenibili a lungo tempo. Oggi una soluzione non l’abbiamo”. Così, secondo quanto si apprende da fonti sindacali, l’ad di Whirlpool, Luigi La Murgia, ha replicato al ministro Di Maio sulla possibile cessione dello stabilimento di Napoli.

Nuovo ‘round’ prossima settimane 
Di fronte a risposte generiche della Whirlpool il ministro Luigi Di Maio riconvocherà il tavolo tra una settimana. È quanto si apprende da fonti presenti all’incontro al Mise, che si è da poco concluso. Luigi La Murgia, ad di Whirlpool Italia, secondo quanto riferito da fonti sindacali, ha detto di non voler “chiudere” lo stabilimento di Napoli ma di voler “individuare soluzioni per garantire posti di lavoro sostenibili a lungo tempo. Oggi una soluzione non l’abbiamo”, ha aggiunto il dirigente, confermando la volontà di vedere a terzi. Di fronte a questa posizione il ministro avrebbe invitato l’azienda ad una ulteriore riflessione, rimandando il punto alla prossima settimana. Le parole dell’azienda vengono definite “vaghe e ambigue” dalla segretaria della Fiom, Barbara Tibaldi.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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