Google-Huawei, trattative in corso. Colosso cinese: siamo affidabili

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Le autorità statunitens hanno dato un  primo segnale di voler cercare di distendere la tensione,  concedendo 90 giorni di tempo prima di imporre la messa al  bando

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“Abbiamo passato diverso tempo a cercare un canale con il governo degli Stati Uniti. Volevamo mostrare loro che tipo di azienda siamo, sperando che i nostri sforzi potessero risolvere i malintesi. Abbiamo persino promesso che, se avessero avuto dubbi, avremmo cercato di trovare soluzioni per affrontare i rischi più rilevanti. Si sono sempre rifiutati”. Così la vicepresidente di Huawei, Catherine Chen, intervistata dal Corriere della Sera: “Gli Stati Uniti dovrebbero presentare prove a sostegno delle loro accuse, altrimenti si tratta di un comportamento menzognero. Credo che il loro naso stia crescendo sempre di più, ricordano Pinocchio”.   Sulla possibilità che i Paesi europei possano adottare scelte simili a quelle americane, Chen afferma: “Non pensiamo che ciò possa accadere in Europa.  Huawei lavora con operatori locali da10 o 20 anni. Hanno usato i prodotti Huawei. Le nostre soluzioni per 5G e altre tecnologie sono state sviluppate in collaborazione con le compagnie europee. Credo che prenderanno decisioni in modo indipendente”.   All’accusa di essere eteroguidati dal governo di Pechino, risponde che “Huawei prende le sue scelte strategiche in modo indipendente, senza alcuna interferenza da parte del governo cinese o del Partito comunista. Secondo il diritto societario cinese, tutte le società operanti in Cina devono istituire un comitato all’interno della propria organizzazione se hanno più di tre membri del partito tra i propri dipendenti. Tuttavia il comitato di partito non interferisce nelle nostre operazioni quotidiane”.
 
 
 
 
 Huawei intanto è in trattativa con Google per cercare di trovare una  soluzione alla rottura dei legami con il colosso  statunitense. Lo ha dichiarato oggi il fondatore del gruppo  cinese delle telecomunicazioni Ren Zhengfei.  Google e Huawei  stanno negoziando per cercare una risposta “al divieto degli  Stati Uniti di vendere apparati al gigante cinese degli  smartphone”, ha dichiarato Ren Zhengfei. Google ha annunciato che avrebbe interdetto il sistema  Android ai telefonini Huawei a causa della decisione presa la  scorsa settimana dall’amministrazione Trump di mettere al  bando i gruppi cinesi.  Le autorità statunitensi, tuttavia, ieri hanno dato un  primo segnale di voler cercare di distendere la tensione,  concedendo 90 giorni di tempo prima di imporre la messa al  bando. 

[ Fonte articolo: Rai News ]

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