"Tutto pronto, poi qualcosa è cambiato". Salvini e la crisi, retroscena sulle ultime 48 ore

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Era tutto già pronto. Poi, all’ultimo minuto, Matteo Salvini avrebbe cambiato copione. Secondo un retroscena del Corriere della Sera, i leghisti più insofferenti nei confronti del Movimento 5 Stelle assicurano che il Capitano fino a giovedì era pronto a tuonare dal palco di piazza Duomo contro Luigi Di Maio, quasi a "dimissionare" Giuseppe Conte e mandare a casa il governo al culmine di un mese di pressioni e tensioni quasi insopportabili. E invece qualcosa è cambiato alla vigilia della grande manifestazione sovranista di Milano. 

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Pochissimi riferimenti ai 5 Stelle, e quelli Salvini ha fatto sono stati "armoniosi" e concilianti, assicurando che "il governo non cadrà. Voglio garantire all’Italia stabilità e tranquillità. Poi, certo, siamo in due al governo. Io posso parlare di quello che voglio fare io. Spero che valga per tutti". Parole al miele per l’alleato, almeno in confronto agli attacchi piovuti fino a poche ore prima sulla testa di Salvini e della "ultradestra pericolosa". 

E così, la svolta di Salvini e il "discorso ben più duro" messo nel cassetto all’ultimo ha spiazzato molti salviniani. "Non possiamo essere quelli delle risse – ha spiegato il leader -. Ci mordiamo la lingua e avanti…". E così le nuove parole d’ordine, flat tax al 15% e lotta a islam e immigrazione clandestina, per un pomeriggio tornano a occupare la scena politica.

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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