Reddito, quando spettano gli arretrati

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Reddito, quando spettano gli arretrati

Per alcuni di coloro che hanno fatto domanda per il reddito di cittadinanza a marzo i tempi per la ricezione dell’esito sono più lunghi del previsto: dopo più di due mesi, infatti, c’è ancora chi attende una risposta da parte dell’Inps, il quale a quanto pare per alcune casistiche sta impiegando più tempo per la valutazione dei requisiti.

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Quindi, mentre ci sono persone che attendono persino l’arrivo della seconda mensilità del reddito di cittadinanza, ce ne sono altre che ancora non sanno se potranno fare affidamento su questa misura per il sostegno del reddito nonostante ne abbiano fatto domanda più o meno nello stesso periodo.

C’è però una norma contenuta nel decreto 4/2019 che tutela questi individui: nel testo che disciplina il reddito di cittadinanza, infatti, si legge che questo decorre dal mese successivo a quello in cui ne viene fatta richiesta. Questo significa che indipendentemente dal tempo che l’Inps impiega nel dare una risposta, colui che ne ha fatto domanda – e ovviamente ne soddisfa i requisiti – ha sempre diritto di ricevere la prima mensilità del reddito di cittadinanza nel mese successivo a quello in cui ne ha fatto richiesta.

Di conseguenza, in caso di ritardo considerevole della risposta da parte dell’Inps, l’interessato potrebbe ricevere non una, bensì due mensilità del reddito di cittadinanza: la prima a titolo di arretrato per il mese di aprile, e la seconda che invece corrisponde al mese di maggio.

Un’indiscrezione che trova conferma dell’Inps per la Famiglia, pagina Facebook dell’Istituto interpellata da Money.it: questa, infatti, ha confermato che è lecito pensare che coloro che ne hanno fatto domanda entro il 31 marzo, ma non hanno ancora ricevuto risposta, potrebbero ricevere due rate del reddito di cittadinanza, una di aprile e l’altra di maggio.

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[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]