Decreto sicurezza bis e diritti umani, Salvini all'Onu: "Fa ridere, è da scherzi a parte"

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"Ci sono fondate ragioni per ritenere che le direttive del governo italiano" su migranti e ong costituiscano una "grave violazione delle convenzioni internazionali" sui diritti dell'uomo e la protezione dei migranti e rifugiati. L'atto d'accusa arriva dalle Nazioni Unite che attraverso l'Ufficio del Commissario per i Diritti Umani di Ginevra ha inviato una lettera di 11 pagine al ministro degli Esteri italiano, documento pubblicato integralmente da 'Avvenire.it'.

"Il decreto sicurezza viola i diritti umani": la lettera dell'Onu all'Italia

Dal ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero, arriva la conferma: "Abbiamo ricevuto dalla Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra una lettera con richieste di chiarimenti e rilievi di preoccupazione con riguardo alla bozza del cosiddetto decreto sicurezza bis non ancora discusso dal Consiglio dei ministri. La lettera è stata trasmessa anche al ministero dell'Interno e, naturalmente, riceverà da parte del governo la dovuta attenzione, in coerenza con il tradizionale rispetto degli impegni internazionali e dell'assoluta tutela dei diritti umani".

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La firmataria è Beatriz Balbin, capo delle procedure speciali dell’Alto commissariato per i Diritti umani. Attraverso il rappresentante dell’Italia alla sede delle Nazioni Unite di Ginevra, la lettera è arrivata al ministero degli Esteri a Roma. Nella lettera, spiega 'Avvenire', "sono riportate le considerazioni dello staff di relatori sui diritti umani, la xenofobia, le migrazioni. Vengono espresse preoccupazioni per il decreto sicurezza, che nella versione bis potrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri lunedì".

Le multe per chi salva i migranti

"Tra i punti più criticati – si legge su Avvenire – vi è il varo delle multe per chi salva migranti. Inoltre viene messa in discussione la capacità dell’Italia di rispettare le convenzioni internazionali, di cui l’Italia è firmataria e non di rado è stata promotrice. Comprese le modalità con cui adempie agli 'obblighi di prevenire la perdita di vite umane' delle persone che scappano dalla Libia e da altri Paesi attraverso il Mar Mediterraneo".

Nella lettera si allude a "rapporti Onu che documentano le sistematiche violazioni dei diritti umani in Libia", paese che in alcun modo può essere considerato porto sicuro e la cui collaborazione alla cattura dei migranti con la cosiddetta Guardia Costiera costituisce uno degli elementi di allarme. Uniche parole di apprezzamento e gratitudine sono riservate alle forze navali italiane per il loro impegno nei salvataggi. Ma a causa della mancanza di indicazioni governative per favorire i soccorsi, il ruolo delle Ong diventa "essenziale per salvare vite umane".

In queste ore, la Sea Watch 3 è entrata in acque italiane. L'imbarcazione della ong, con a bordo 47 persone, ha deciso di infrangere le direttive del Viminale e di superare le acque territoriali per ragioni umanitarie. La nave si trova davanti al porto di Lampedusa, dopo l'autorizzazione arrivata dalla capitaneria di attraccare nella fonda. La posizione di Salvini, però, non cambia. "Se qualcuno mi chiama per farli sbarcare io dico no. Non vedo perché dovremo aiutare degli scafisti. E' giusto rispettare le competenze di ciascuno, ma sulla sicurezza e sull'immigrazione le competenze sono mie".

La risposta del Viminale all'Onu

"Da parte del ministero dell'Interno resta confermato l'auspicio di vedere approvato il decreto Sicurezza Bis nel Cdm di lunedì. L'augurio è che l'autorevole Onu dedichi le energie all'emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia". E' quanto si apprende da fonti del Viminale, a commento della lettera inviata dall'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'Onu con rilievi e critiche sul Decreto Sicurezza Bis. "Il Viminale non ha sottovalutato la lettera dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'Onu, soprattutto alla luce della competenza e dell'autorevolezza delle Nazioni Unite in materia. Autorevolezza testimoniata da alcuni Paesi membri dell'Onu come Turchia e Corea del Nord". "E' quindi singolare – proseguono le fonti – che l'Alto Commissariato per i Diritti Umani non si fosse mai accorto che la multa per chi favorisce l'ingresso non autorizzato di immigrati fosse già presente da tempo nell'ordinamento italiano (articolo 12 del Testo unico sull'immigrazione)".

"Il Decreto Sicurezza Bis, necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile, aggiorna la norma – si aggiunge ancora -. Una svista che gli uffici del ministero dell'Interno avrebbero segnalato riservatamente agli autori della lettera, se solo l'Alto Commissariato l'avesse inviata prima al Viminale e poi – eventualmente – ai media e non viceversa".

[ Fonte articolo: TODAY ]

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