Corruzione, arrestati il sindaco leghista di Legnano e due assessori

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La guardia di finanza ha arrestato il sindaco leghista di Legnano (Milano), Giambattista Fratus, e due assessori nell’ambito di un’indagine su turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale. La misura cautelare è stata compiuta su disposizione della Procura di Busto Arsizio.

A Fratus sono stati concessi gli arresti domiciliari, così come a uno dei due assessori coinvolti, quello alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. L’assessore al bilancio e vicesindaco Maurizio Bozzi è invece in carcere.

Corruzioni, arrestati il sindaco di Legnano e due assessori

Gli arrestati sono accusati anche di turbata libertà del procedimento di scelta. Il reato di “turbata libertà degli incanti” prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni e una multa da 103 a 1.032 euro per “chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche Amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti”. Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall'Autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da euro 516 a euro 2.065.

Nell’ambito dell’operazione “Piazza Pulita” sono stati impegnati oltre 50 finanzieri.

La mozione di sfiducia, la crisi in consiglio e lo spettro del commissariamento

A fine marzo la giunta guidata da Fratus si era trovata nell'occhio del ciclone dopo la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti proprio della neoassessora Chiara Lazzarini, che faceva riferimento alla pendenza giudiziaria che la riguarda come ex presidente della municipalizzata Amga. Situazione arrivata in prescrizione in sede penale, mentre in sede civile la magistratura deve ancora esprimersi.

Nella mozione le minoranze si riferivano ai fatti di Amga sottolineando come fosse "tuttora in corso la causa promossa da Amga contro Chiara Lazzarini ed altri per richiedere un risarcimento danni derivati dalla sua attività di amministrazione di questa società". Secondo le opposizioni sussistevano "evidenti ragioni di incompatibilità politica e di possibili conflitti di interesse istituzionale". La mozione aveva scatenato una crisi in consiglio comunale e il comune era arrivato un passo dal commissariamento.

[ Fonte articolo: TODAY ]

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