Case popolari,

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Case popolari, Rom discriminati nel Lazio

(Fotogramma)

I Rom sono discriminati per quanto riguarda l’assegnazione di alloggi popolari nel Lazio in quanto non sono in grado di dimostrare, per la loro situazione di fatto, i requisiti richiesti per l’assegnazione quali la residenza e lo sfratto. Lo ha detto l’assessore alla Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio, Alessandra Sartore, durante la seduta del consiglio regionale alla Pisana convocata dal presidente Buschini per l’esame sulla Relazione informativa annuale della Giunta al Consiglio regionale relativamente alla partecipazione della Regione alle politiche dell’Unione Europea, adottata dalla Giunta con delibera del 6 marzo 2019.

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La Commissione Ue, riferisce la Sartore, ha chiesto alla Regione Lazio una serie di informazioni in tema di assegnazione di alloggi popolari in base alle quali ha concluso che le popolazioni Rom sarebbero discriminate essendo richiesti requisiti quali la residenza e lo sfratto che, per la loro situazione di fatto, non sarebbero in grado di dimostrare. “In data 5 gennaio 2016, la Commissione europea ha dunque chiuso negativamente il caso di pre-infrazione Eu Pilot 3945/12/JUST, riservandosi di avviare la procedura di infrazione ai sensi dell’art. 258 Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). In caso di apertura di una procedura di infrazione – ha concluso l’assessore – la Regione Lazio potrebbe essere coinvolta per l’aspetto della compatibilità della L.R. 12/99 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica) con la Direttiva 2000/43/CE”.

“La Commissione europea insiste per l’assegnazione delle case ai rom. Follia. Ennesima ragione per votare Lega domenica 26 maggio” ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

A proposito dell’apertura di una procedura di infrazione nei confronti della Regione Lazio, Sartore ha successivamente precisato che “quanto riportato oggi nella mia relazione in Consiglio regionale fa esclusivamente riferimento allo stato dell’arte e, come corretto, segnala che, nell’eventualità della procedura di infrazione, la Regione si troverebbe nelle condizioni di dover valutare la compatibilità della Legge regionale 12/1999 con la Direttiva 2000/43/CE”. “Nel 2012 – ricostruisce l’assessore – la Commissione europea ha aperto un’analisi di pre-infrazione con l’obiettivo di verificare, per tutte le regioni d’Italia, le normative di accesso della popolazione Rom agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Tale condizione di pre-infrazione ha riguardato la legge regionale 12/1999 che disciplina le funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica ed è stata conclusa nel gennaio 2016 e da quel momento la Commissione non ha espresso pareri nel senso di un’apertura formale dell’eventuale procedura di infrazione“.

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[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]