Spreco alimentare: il risparmio arriva dai prodotti… ‘sottozero’

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Secondo il Rapporto 2018 Osservatorio Waste Watcher nellultimo anno, in Italia, è stato sprecato cibo per un valore complessivo di 8,5 miliardi di euro, lo 0,6 per cento del PIL. Gli sprechi si concentrano soprattutto a livello domestico: fra ciò che rimane nel piatto e ciò che finisce direttamente dal frigo alla pattumiera, ogni italiano getta poco meno di 1 etto di cibo al giorno. Tra i cibi meno sprecati risultano i surgelati (solo il 2,5 per cento), tra quelli più gettati invece i prodotti a breve scadenza (che arrivano fino al 63 per cento). Un dato molto positivo, quello dei surgelati, che conferma una delle loro principali caratteristiche: permettono di usare solo quello che mangiamo davvero, senza buttare nulla. ll cibo surgelato è nemico dello spreco alimentare! Si stima che un maggiore consumo domestico di prodotti surgelati, rispetto agli analoghi a temperatura sopra lo zero, potrebbe contribuire ad abbattere gli sprechi in cucina fino al 47 per cento, dichiara Vittorio Gagliardi, presidente dellIstituto Italiano Alimenti Surgelati (Iias), in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio scorso.

Il 92 per cento degli italiani dichiara di sentirsi in colpa buttando il cibo ancora buono, tanto che 4 consumatori su 10 hanno affermato di aver ridotto negli ultimi due anni lo spreco domestico. Eppure, è proprio nelle nostre case che lo spreco alimentare assume il peso più rilevate (oltre il 50 per cento): la maggior parte del cibo acquistato finisce direttamente dalla tavola al cassonetto dellimmondizia, perché cucinato in quantità eccessiva o non consumato entro la data di scadenza (nel 46 per cento dei casi). Il progetto Reduce del 2017 ha individuato nella cena il momento in cui si getta più cibo, tra verdure (19,4 grammi pro-capite/giorno, pari a 7,1 kg/anno), latte e latticini (13,16 grammi/giorno a testa,4,8 kg/anno), frutta (12,24 grammi/giorno a testa, 4,5 kg/anno) e prodotti da forno (8,8 grammi/giorno, 3,2 kg/anno). Ma in nostro aiuto possono arrivare i prodotti surgelati, che rendono utilizzabili prodotti non sempre disponibili durante lanno, andando a prendere direttamente dal freezer le quantità realmente necessarie. E i dati più recenti, diffusi da Iias, sul consumo di surgelati in Italia confermano come i nostri connazionali abbiano ormai imparato ad apprezzare le potenzialità e i vantaggi dei prodotti sottozero: quasi 1 Italiano su 2 li porta in tavola almeno 1 volta a settimana, con un consumo pro-capite di quasi 14 Kg annui.

Lo spreco alimentare commenta Vittorio Gagliardi non è soltanto una perdita economica per il consumatore, ma anche un tema sociale, visto che con quanto si spreca si potrebbe sfamare un terzo della popolazione mondiale. E sprecare significa, non solo non poter garantire cibo sufficiente per tutti, ma anche perdere risorse preziose utilizzate nella produzione, come terreno fertile, acqua, energia, concimazioni. Il sostegno che i prodotti surgelati offrono alla lotta allo spreco inizia ancor prima di arrivare sulle nostre tavole, con un utilizzo ottimale delle materie prime che arrivano pronte per luso in cucina: attraverso la surgelazione, è possibile massimizzare la resa produttiva, contenere gli sprechi che avvengono durante tutta la filiera e ridurre le emissioni di inquinanti nellatmosfera. (FABRIZIA MASELLI)

I 5 motivi per cui i surgelati sono alleati della riduzione dello spreco

Perché i prodotti sottozero svolgono unimportante funzione anti-spreco e pro-ambiente? A spiegarlo è lIstituto italiano alimenti surgelati, che illustra 5 semplici motivi, sotto gli occhi di tutti i consumatori:

1) la unga durata di conservazione,che permette di utilizzare i cibi surgelati prima che si deteriorino;

2) un maggior controllo nelle porzioni e nelle quantità: si usa solo ciò di cui si ha davvero bisogno, riponendo in freezer il resto di ogni prodotto;

3) la quantità acquistata corrisponde a quella che si mangia (niente sbucciature, spinature, lavaggi), con pochi scarti in casa: si consuma tutto ciò che si acquista e diventa più facile fare anche la raccolta differenziata dei rifiuti (quando si acquista, ad esempio, un filetto di pesce surgelato, si mangia il 100 per cento di ciò che si compra, lasciando alle aziende – e non nella propria cucina – spine, viscere, squame, pelle, grasso e scarti di ogni genere; così come, quando si comprano ortaggi surgelati);

4) si riduce il consumo di acqua nelle proprie case, perché tutti gli ortaggi sono già lavati e puliti; e cè un minore spreco di risorse energetiche per la cottura dei cibi, in quanto i tempi di preparazione sono nettamente più brevi;

5) il risparmio economico è garantito, dal momento che i prodotti surgelati non risentono delle oscillazioni di prezzo in base alla stagionalità e sono sempre disponibili, 12 mesi lanno, allo stesso costo; in più, le materie prime utilizzate vengono raccolte, pescate e lavorate nelle zone più vocate, dove la grande esperienza locale sa come risparmiare acqua, risorse energetiche e ottimizzare il recupero degli scarti.

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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