Trump spinge al ribasso l’azionario, vendite sull’automotive

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Trump spinge al ribasso l’azionario, vendite sull’automotive

(Fotogramma)

Rischio calcolato o fine delle trattative tra Washington e Pechino? Non è chiaro quale sia la strategia del presidente statunitense Trump, che in un tweet ha minacciato di incrementare dal 10 al 25% le tariffe su 200 miliardi di dollari di “made in China”. L’incremento, che potrebbe essere effettivo da venerdì, rappresenta il tipico fulmine a ciel sereno: i negoziati in questi giorni avrebbero dovuto suggellare la tregua commerciale tra le prime due economie mondiali.

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Le dichiarazioni di Trump, rilevano da Goldman Sachs, “potrebbero significare che le trattative hanno raggiunto un punto critico” e sarebbero funzionali a uno sblocco. Per la banca newyorkese, le possibilità di successo si sono ridotte ma l’incremento delle tariffe potrà essere evitato nel caso in cui la delegazione cinese si recherà a Washington dopodomani 8 maggio.

Sostanzialmente in linea con gli altri listini continentali, il Ftse Mib ha terminato a 21.409,29 punti, -1,63% sul dato precedente, a causa delle vendite che hanno colpito i titoli maggiormente esposti all’economia del Regno di Mezzo: Stm è scesa del 4,82% facendo segnare la performance peggiore tra le blue chip, Salvatore Ferragamo ha lasciato sul parterre il 3,04% e Ferrari ha perso l’1,17 per cento.

In rosso anche Fca (-2,23%): dopo la pubblicazione dei conti gli analisti di Banca IMI hanno incrementato il prezzo obiettivo sulla casa automobilistica da 14,3 a 15,1 euro confermando la valutazione “hold”. Tra i titoli legati all’automotive, lettera anche su Pirelli (-3,3%) e Brembo (-2,89%), che venerdì ha annunciato il cambio di Ad con l’arrivo di Daniele Schillaci.

Nel comparto bancario spicca il -3,27% di UniCredit e il -1,4% di Intesa Sanpaolo alla vigilia delle presentazione dei conti del primo trimestre. Per gli analisti di Mediobanca (-1,54%), l’utile si attesterà a 906 milioni di euro, contro gli 898 milioni del consenso, a fronte di un margine di intermediazione a 1,776 miliardi (1,750 miliardi il consenso) rispetto a 1,738 miliardi del 2018. Secondo quanto riportato dai giornali, le trattative con Prelios sui crediti incagliati (Utp, Unlikely to pay) dovrebbe riguardare uno stock da 10 miliardi di euro. -0,9% per Generali dopo che il presidente Gabriele Galateri di Genola ha escluso la partecipazione del Leone al risiko che potrebbe scatenarsi nel comparto assicurativo europeo. “È vero che questo è un mondo che richiede pesanti investimenti” ma è altrettanto vero “che si tratta di un universo dove il locale assume un’importante rilevanza”, ha detto Galateri nel corso di un’intervista. La dimensione sino a un certo livello è positiva, “poi lo è meno”. “Vogliamo essere i migliori, non i più grandi”.

Sul mercato dei titoli di Stato lo spread ha fatto segnare un incremento dell’1,27% a 255,9 punti base mentre tra le valute l’eurodollaro è stabile a 1,1196.

(in collaborazione con money.it)

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[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]