Roma, l'annuncio di Ranieri: "A fine stagione andrò via"

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Il tecnico fuga ogni dubbio circa il futuro mentre si avvicina la sfida alla Juve: "Serve determinazione e concentrazione, dobbiamo reagire dopo Genova"

ROMA – "Finito il campionato, finirà anche il mio lavoro alla Roma". Dopo Antonio Conte e Maurizio Sarri, anche Claudio Ranieri si sfila per le selezioni estive per la panchina giallorossa del prossimo anno. Mentre sembra sempre più vicino l'accordo con il ds del Torino Gianluca Petrachi, il tecnico romano è concentrato solo sulla corsa verso la Champions, che si è fatta ormai parecchio in salita dopo il pareggio contro il Genoa. Dzeko e compagni non possono fare calcoli: se vogliono arrivare quarti devono fare nove punti nelle prossime tre gare e sperare in un passo falso di Milan e Atalanta. Le buone notizie in vista della sfida con la Juventus di domenica sera sono il ritorno in gruppo di Florenzi, Santon e De Rossi. Quest'ultimo, che attende ancora di discutere il rinnovo con la dirigenza, contro i bianconeri potrebbe essere schierato da titolare anche se la sua tenuta fisica è tutta da valutare.

La Roma contro la Juventus è costretta a vincere, come si battono i bianconeri?
"E' una bella domanda. Prima di tutto serve determinazione e concentrazione, abbiamo perso una buona opportunità a Genova ma dobbiamo reagire. Sono arrivato che era difficile entrare in Champions ma siamo lì, non dobbiamo lasciare nulla di intentato. Diamo il massimo, poi tireremo le somme".
Perché i tifosi delle squadre del campionato sono tutti scontenti?
"Non lo so, forse le aspettative erano diverse, tutti vogliono vincere ma alla fine vince solo uno. Bisogna fare i complimenti alla Juve".
Che impressione ha su Dzeko?
"E' un giocatore forte e determinato, si allena sempre bene. Ci sta un anno in cui non riesce a far gol come in altre annate. Ma la sua voglia e la sua determinazione mi hanno sempre fatto scegliere lui, sta facendo comunque un lavoro importante per i suoi compagni".
Cosa ne pensa del fatto che ci sono quattro inglesi in finale delle Coppe Europee?
"Un po' mi ha sorpreso, facevo questo discorso in passato: non hanno mai un break invernale e non arrivano a fine stagione con tutte le energie. Evidentemente gli allenatori hanno cambiato qualcosa".
Qual è la situazione di Zaniolo? Kluivert può partire dal primo minuto?
"Di Zaniolo ho parlato più volte, è una mezzala a tutto campo, è stato importante sia da trequartista che come esterno di destra, non i suoi ruoli. Ma ha una prestanza fisica tale che può ricoprirli all'occorrenza. E' logico che un ragazzo al debutto in A e con tutte le attenzioni non sia sempre al 100%, ma lo vedo determinato e voglioso".
Nei giorni scorsi aveva detto che sarebbe andato a prendere Conte a Fiumicino…
"Ora andrò a prendere qualcun altro allora".
Ora non andrà proprio a Fiumicino?
"Sono qui perché la Roma mi ha chiamato, da tifoso ho risposto con tutta la buona volontà. Finito questo campionato, finirà anche il mio lavoro alla Roma".
Il rientro di De Rossi può favorire un cambio di ruolo di Zaniolo?
"Ho ancora due giorni per valutare, poi deciderò per la squadra e vedrò quanto mi possono dare nei novanta minuti".
Cosa le piace di Under e in cosa deve migliorare?
"Cengiz vede la porta come pochi. L'infortunio gli ha fatto perdere qualità, durante gli allenamenti vedo che si avvicina sempre di più tirando in porta. Quando rientriamo non può restare avanti, deve coprire. Deve migliorare l'aspetto di perdita di palle".
Si è parlato molto del nuovo allenatore, Pallotta ha pure fatto un appello sullo stadio. Non crede che si sia un po' perso di vista il campionato?
"E' difficile dirlo, sono cose che ci sono in ogni società. Il calcio è uno sport molto seguito per quanto se ne parla. Noi a Genova dovevamo essere più pratici e concentrati, non subire quel gol su calcio piazzato. Dopo che Mirante aveva parato il rigore, avevo detto che speravo che questo punto potesse essere utile. Restare concentrati è la cosa più importante. E' giusto che si parli di tutto, ma noi addetti ai lavori dobbiamo essere concentrati sul nostro lavoro".
Lei esclude di restare alla Roma? Da tifoso si sente di promuovere la Roma? Ci sono le condizioni per un progetto vincente?
"Quando ho firmato avevo già deciso, sono arrivato qui in un momento di necessità. A fine campionato il mio lavoro finirà. Ed è logico che mi sento di promuovere la mia squadra del cuore".
A che punto è questa società rispetto alla Juventus?
"La Juventus è un punto di riferimento tra i top team. Credo che per la Roma sia vitale avere lo stadio, poi potrà pensare ad una rincorsa alla Juventus, altrimenti ci saranno grandi difficoltà".
Alla squadra è mancata un po' di cattiveria. Questo dipende dall'allenatore o dai dirigenti?
"La determinazione e le caratteristiche di una squadra vengono marcate dai giocatori. L'allenatore può non dare grande carattere, ma con giocatori di personalità, ma tira fuori il meglio. E' bello quando si costruisce una squadra a somiglianza dell'allenatore. Klopp è riuscito a prendere dei giocatori che sposano al meglio la sua filosofia. Sono contento che sia riuscito a far vedere quello che c'era all'inizio. A Liverpool ha riscontrato alti e bassi, riusciva a farlo in casa ma non fuori casa, oggi invece c'è una grande unione tra società, allenatore e giocatori".
Come ha visto Pastore in settimana?
"L'ho visto bene, non ha accusato il colpo dell'esclusione e questo è importante. Ci sono giocatori sensibili che pensano che l'allenatore non abbia fiducia in loro, invece lui ha capito".
Come stanno Santon e Karsdorp? Florenzi può agire da esterno alto?
"Karsdorp e Santon si sono allenati tutta la settimana, stanno bene ma non hanno i 90 minuti nelle gambe. Florenzi è un jolly e abbiamo sempre la possibilità di utilizzarlo nei due ruoli".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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