Consiglio dei Ministri, revocato l'incarico al sottosegretario Siri

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La proposta sarà presentata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il cui decreto formalizza la revoca dell’incarico. Salvini attacca sulla Raggi: ‘Indagata da anni ed è sempre al suo posto’

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Sarà presentata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella la proposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di revoca dell’incarico di sottosegretario ad Armando Siri. È quanto emerge al termine della riunione del Consiglio dei ministri. La revoca dell’incarico di sottosegretario avviene formalmente con decreto del presidente della Repubblica. 

La Lega, che parla di discussione “civile e pacata”, è intervenuta con i ministri Bongiorno e Salvini: ribadisce fiducia nel premier ma anche la convinta difesa del sottosegretario Armando Siri, “innocente fino a prova contraria come tutti i 60 milioni di Italiani”.

“In Cdm delibera del presidente per revoca Siri ma nessun voto. La Lega ha espresso contrarietà alla decisione e prende atto della facoltà del presidente del consiglio di chiedere la revoca del sottosegretario. La Lega difende un principio: non può esserci un automatismo tra indagini e colpevolezza. È un principio di civiltà giuridica che vale per tutti. Lega e 5 stelle”. Così fonti della Lega. Per il Carroccio “l’apertura di un’inchiesta non può coincidere con la chiusura o la condanna”. “Siamo dell’opinione che chi ha incarichi istituzionali deve pagare il doppio se colpevole, ma contrari al principio di colpevolezza senza processo”, ribadiscono dal partito di Matteo Salvini.

Salvini: la Raggi indagata da anni è al suo posto
 “Prendo atto – è andato all’attacco il leder della Lega Matteo Salvini – del fatto che la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto. I nostri candidati sono specchiati. Se ci sono colpe di serie A e colpe di serie B, presunti colpevoli di serie A e di serie B…. a casa mia se uno vale uno, inchiesta vale inchiesta”. “Noi abbiamo nessun problema, la questione morale riguarda altri. Mi dispiace che qualcuno si stia sporcando la bocca su Attilio Fontana”, ha aggiunto. 

Dopo il Cdm intervento a Palazzo Chigi del vicepremier Di Maio: “Questo è un governo che non protegge chiunque. Non è una vittoria M5S ma degli italiani onesti che ci chiedono atti forti contro la corruzione”, ha detto. Per il vicepremier del M5S “in una giornata come quella di oggi in cui l’Italia è scossa da inchieste su temi che riguardano la cosa pubblica, per me è altrettanto importante che il governo oggi abbia dato un segnale di discontinuità rispetto al passato”. “È un grande orgoglio far parte di questo governo. Ci siamo detti che andiamo avanti e che ci sono tante cose da fare per gli italiani: le faremo nei prossimi quattro anni”, ha detto Di Maio.

Il Consiglio dei Ministri
Giuseppe Conte ha illustrato in Consiglio dei ministri punto per punto motivi e opportunità che lo hanno spinto a proporre la revoca dell’incarico di sottosegretario ad Armando Siri. Dopo la relazione del presidente del Consiglio, si è svolto il dibattito tra i ministri di Lega e M5S. Ad illustrare la posizione della Lega al tavolo della riunione il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, che già nei giorni scorsi si era spesa per la linea contraria alle dimissioni. ​Il dibattito è stato allargato praticamente a tutti i ministri in Cdm. Sono intervenuti diversi ministri del M5S e della Lega, a cominciare dai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Dichiarazioni a pm e depositata memoria 
Si è svolto un confronto tra l’oramai ex sottosegretario Armando Siri e i pm della Procura di Roma che indagano per una presunta dazione di denaro in suo favore da parte dell’imprenditore Franco Arata.

L’atto istruttorio, durato circa una ora, si è svolto in un ufficio distaccato della Procura di Roma. In base a quanto si apprende Siri ha rilasciato dichiarazioni spontanee e messo a disposizione dei magistrati anche una ampia memoria difensiva.

Difensore: mai ricevuto denaro da nessuno
Il senatore Siri “ha ribadito con fermezza di non aver mai ricevuto, né da Paolo Franco Arata, né da chiunque altro, promesse di pagamento o dazioni di denaro,che avrebbe rifiutato con sdegno, facenti riferimento al merito della sua attività di senatore della Repubblica e disottosegretario di Stato”. Lo afferma in una nota l’avvocatoFabio Pinelli, difensore dell’esponente della Lega che ha rilasciato oggi dichiarazioni spontanee ai pm di Roma.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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