Trenta, la grillina bombarda Salvini? Come la chiamano nel Palazzo: si spiega tutto

0

Creatura politica proteiforme, il ministro alla Difesa (non ci costringerete mai a scrivere "ministra") Elisabetta Trenta, da qualche giorno ha messo nel mirino Matteo Salvini: il ministro degli Interni ha ribadito per giorni che nonostante, o forse proprio per, l’ escalation libica i porti sarebbero rimasti chiusi, e la "rifondarola", così l’ hanno soprannominata le alte sfere della Difesa, ha incassato per un po’, poi ha emesso un ruggito: «Basta tirare i militari per la giacca e mostrare i muscoli». Il Viminale, quattro giorni fa, aveva diramato una direttiva con la quale intimava a Marina, Guardia di Finanza e Guardia costiera di impedire alle navi delle Ong di entrare nelle acque nazionali, e lo Stato maggiore si era un po’ adontato, aveva parlato di «ingerenza grave» perché «i soldati dipendono dalla Difesa e dal capo dello Stato». Eppure, fonti del Viminale hanno sottolineato che «all’ articolo 12 del testo unico sull’ immigrazione è previsto che le navi della Marina Militare possono essere utilizzate per concorrere alle attività di polizia in mare». E all’ articolo 11, si attribuisce al ministro degli Interni la responsabilità di «emanare le misure necessarie per il coordinamento unificato dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana». Tralasciando quest’ ultimo battibecco, in cui sembra che i muscoli abbia dovuto mostrarli più Trenta che non Salvini, il ministro alla Difesa non sembra una che in genere s’ impunta su questioni vitalissime: pensa al dossier sull’ uranio impoverito, pensa alla ciccionaggine dei nostri militari («D’ ora in poi i soldati in sovrappeso non dovranno più vergognarsi», aveva detto contenta).

«RIFONDAROLA»
Perché la chiamano "rifondarola"? Per quel che di sinistra che porta con sé, anche se è cresciuta in un humus democristiano da prima repubblica e poi è sbocciata nel Ccd di Mastella e Casini; e per quel senso di disagio che manifesta nel maneggiare un dicastero così armato. Con Salvini, non è mai andata d’ accordo: alla proposta del leghista di ripristinare la leva, rimbalzò: «Idea romantica. Ma è meglio l’ esercito professionale».
Poi, però, sulle politiche contro l’ immigrazione, romantica fu lei: «La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta». Adesso che ha sposato le due donne marinaio, figurarsi. Anche agli addetti ai lavori non piace.

Quando, il giugno scorso, è stata piazzata dai Cinque Stelle alla Difesa, pare che Marco Bartolini, ex comandante del Coi, non sia riuscito a trattenersi: un’ altra donna a Palazzo Baracchini, dopo Roberta Pinotti, era troppo. «Completeranno la distruzione delle forze armate con queste incompetenti allo sbaraglio; d’ altronde è un dato acquisito, se non sei donna non puoi fare il ministro della Difesa», si liberò, «abbiamo concesso a dilettanti che, in attesa di un impiego più consono alle loro capacità, vengono trasformati in militari, gli stessi gradi che diamo a ufficiali che devono superare una durissima selezione». Di sicuramente politico, e di italiano, però, Trenta ha la natura mutaforma: una che è cresciuta fra i cattolici e che sembra di sinistra, vederla a Velletri in una giunta guidata da un sindaco di An e infine approdare tra le fila dei grillini, fa strano.

Ora, è vero che il curriculum della Trenta è ben lontano da quello dello stereotipo grillino: è laureata in Scienze Politiche, ha conseguito un master in cooperazione internazionale e in intelligence e sicurezza. È stata docente alla Link Campus (fondata dal ministro della Dc Enzo Scotti), è stata in missione in luoghi non amenissimi, vedi Iraq, Libano, Libia. Dal 1997 al 1999 è stata consigliere comunale nelle fila del Ccd, poi assessore con An. Eppure, come personalità istituzionale è spuntata dal nulla, e la prima cosa che si è saputa di lei è stato un presunto conflitto di interessi del marito, capitano dell’ Esercito, Claudio Passarelli: gli è stato assegnato un diverso incarico appena la moglie ha preso possesso dell’ ufficio in via XX Settembre. La seconda è la polemica che fu innescata da un articolo del settimanale francese Le Point, secondo il quale il consorzio SudgestAid, legato alla Link, avrebbe reclutato soldati mercenari da inviare in Medio Oriente.

DONNE ALLA DIFESA
Una cosa, fra tutte queste inconcludenti polemiche, ci è rimasta in testa, le parole del generale Bertolini sulle delle donne alla Difesa. Nel mondo, gli Stati dove davvero si crede nelle forze armate, diciamo, per esempio, Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Francia, Israele, solo la Francia ha avuto al ministero della difesa delle donne: Alliot-Marie, tra il 2002 e il 2007, era il secondo mandato di Chirac, poi Goulard con Macron, durò un mese; e ora Parly. Ma sembra che lo facciano più per rispettare le quote rosa nel governo, e non sono pochi a rimpiangere i bei tempi di De Gaulle.
In Inghilterra, il Segretario di Stato per la difesa è Gavin Williamson, conservatore. E, negli anni passati, tutti con i pantaloni. Israele? Dal 2013 è Moshe Ya’ alon, ultimo uomo di una storia con soli maschi.

E nonostante il quotidiano Repubblica, a proposito delle elezioni israeliane, abbia titolato «Israele non è un Paese per donne: almeno in politica», duole informarli che lo stato ebraico ha più donne in Parlamento degli Stati Uniti. Negli Usa, il segretario alla difesa è James Mattis, prima generale dei Marine, poi al comando dello United States Central Command, aveva cioè la responsabilità strategica di tutto il teatro medio-orientale. Di questi Stati, basti pensare a Margaret Thatcher, a Hillary Clinton, a Golda Meir, non si può certo dire che il genere femminile non abbia avuto i suoi spazi. Insomma, l’ uomo per imparare a fare la guerra è passato dalla selce ed è arrivato al kalashnikov; la donna, la parte con le pietre è l’ unica che si è risparmiata. Però non possiamo non pensare che se questi Paesi di donne alla Difesa non ne hanno né ne hanno mai avute, una ragione, in fondo, ci sia…

di Costanza Cavalli

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.