Razzismo: i giocatori inglesi boicottano i social contro gli abusi

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Al via con l'hashtag "Enough" ("Basta") una campagna lanciata dalla Professional Footballer's Association contro gli episodi sempre più frequenti di discriminazione verso giocatori di colore: "Stiamo prendendo posizione contro questo problema e chiediamo alle piattaforme di social media e agli enti calcistici di fare di più"

LONDRA – "Enough", ovvero "Basta". E' l'hashtag con cui in Inghilterra è stata lanciata dalla Professional Footballer's Association una campagna social contro gli abusi razzisti, una risposta forte e chiara agli episodi sempre più frequenti di discriminazione verso giocatori di colore. In particolare, i calciatori in Inghilterra e in Galles stanno boicottando i social media nel tentativo di costringere le piattaforme online e le autorità calcistiche a fare di più per combattere tale fenomeno. Il boicottaggio si svolge dalle 9 odierne alle 9 di sabato.

Rose: ''Nel calcio problema razzismo, prendiamo posizione"

"Stiamo prendendo posizione contro gli abusi razzisti – si legge nel post che sta diventando virale anche tra i calciatori della Premier League e non solo – Riconosciamo che le nostre piattaforme hanno responsabilità, e stiamo usando la nostra voce per contrastare gli abusi razzisti. Insieme chiediamo alle piattaforme di social media e agli enti calcistici di fare di più". Questa forma di protesta arriva dopo una serie di episodi di abuso razzista diretti a giocatori sia online che sul campo. All'inizio di questo mese, il difensore del Tottenham Danny Rose ha detto che non vedeva l'ora di finire con il calcio a causa degli abusi che ha ricevuto, mentre la scorsa settimana tre tifosi del Chelsea sono stati messi al bando per aver fatto circolare un video di loro stessi che chiamavano l'attaccante del Liverpool Mohamed Salah un "bombardiere". "Il calcio ha un problema con il razzismo – le parole dello stesso Rose in un comunicato pubblicato dalla Professional Footballer's Association – Non voglio che i futuri giocatori passino attraverso quello che ho passato nella mia carriera. Semplicemente non siamo disposti a stare a guardare mentre le autorità calcistiche e le società dei social media fanno troppo poco per proteggere i giocatori da questo disgustoso abuso".

Smalling: ''Piattaforme social deve mettere regole"

La Uefa ha anche avviato un procedimento disciplinare contro il Montenegro dopo un comportamento razzista da parte dei suoi tifosi verso i giocatori dell'Inghilterra in una gara di qualificazione a Euro 2020 il mese scorso. "Nel corso della mia carriera ho sviluppato una spessa corteccia contro gli abusi verbali, giustificandolo come 'parte del gioco – ha aggiunto il difensore del Manchester United Chris Smalling – Ma è giunto il momento per Twitter, Instagram e Facebook di prendere in considerazione la possibilità di regolare i propri canali, assumendosi la responsabilità di proteggere la salute mentale degli utenti indipendentemente da età, razza, sesso o reddito".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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