"Quello lì non doveva starci" Il fango di Travaglio su Siri: il soldatino M5s apre il fuoco

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Buttare giù l’editoriale per Marco Travaglio il giorno in cui mettono sotto indagine un sottosegretario leghista per corruzione deve essere stato facile come un rigore a porta vuota. Il direttore del Fatto quotidiano ha rispolverato le manette per agitarle contro il malcapitato Armando Siri, che addirittura nel governo con i purissimi grillini "non avrebbe dovuto entrarci – ringhia Travaglio – avendo patteggiato 1 anno e 8 mesi per bancarotta fraudolenta".

Questa indagine Travaglio se la sentiva nel profondo, prima o poi doveva succedere, di certo lui ci sperava tantissimo: "Se ci avessero chiesto di scommettere su chi avrebbe provocato il primo scandalo giallo-verde, avremmo puntato su Siri. Specie alla luce delle sue incredibili interviste a favore del Tav, dei condini, delle deregulation sugli appalti e contro l’Anticorruzione". Tutto lineare, Siri è a favore della Tav, in qualche modo l’indagine uno così se la cerca: strano che i magistrati non abbiamo usato questi granitici argomenti come prova schiacciante per la condanna, che naturalmente per i grillini e Travaglio è già arrivata con l’avviso di garanzia.

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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