Libia, Onu: "27.000 gli sfollati a Tripoli". Unicef: "1.800 bambini a rischio"

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L’allarme della dichiarazione congiunta del direttore generale dell’Unicef e del Rappresentante speciale del Segretario dell’Onu per i bambini ed i conflitti armati

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È salito a 27.000 il numero degli sfollati dall’inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni. Lo scrive l’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA)  in un “aggiornamento flash” sulla situazione nei dintorni della capitale, precisando che i fattori che spingono le persone ad abbandonare le aree colpite includono combattimenti, bombardamenti, attacchi aerei, così come la mancanza di servizi chiave e beni come elettricità e acqua.

La nota dell’OCHA da’ anche conto che “un numero significativo di civili è stato in grado di uscire dalle aree di Khalat al Furjan/Ain Aara, a sud ovest di Tripoli il 17 aprile, accompagnato da squadre di evacuazione locali. Questo sviluppo è stato possibile dopo gli interventi delle Nazioni Unite, che hanno chiesto un passaggio sicuro per i civili in aree colpite da conflitti. Attraverso questo corridoio umanitario, anche i primi soccorritori hanno potuto assistere anche le persone che hanno deciso di rimanere nelle aree colpite per proteggere i loro beni”.

Unicef: 1.800 bambini a rischio
Circa 1.800 bambini hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone in prima linea di combattimento in Libia, mentre altri 7.300 sono già stati sfollati dalle loro case a causa delle violenze: nel complesso, sono circa 500.000 i bambini colpiti finora in tutta la parte occidentale del paese. È l’allarme lanciato oggi in una dichiarazione congiunta del direttore generale dell’Unicef e del rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu per i bambini ed i conflitti armati. 

Un numero crescente di bambini è a rischio imminente di ferite o morte a causa dell’escalation dei combattimenti, i peggiori degli ultimi anni, a tripoli e dintorni”, recita la nota congiunta del direttore generale dell’Unicef Henrietta Fore e del rappresentante speciale Virginia Gamba. “Ricordiamo a tutte le parti in guerra in libia l’obbligo di proteggere i bambini in ogni momento, nel pieno rispetto del diritto internazionale – prosegue la nota -. uccidere, ferire e reclutare bambini, gli attacchi su strutture scolastiche, mediche e idriche sono tutte gravi violazioni dei diritti dei bambini e devono cessare immediatamente. devono essere messe in atto misure di prevenzione per proteggere meglio i bambini, in linea con la risoluzione 2427 del consiglio di sicurezza”.

E poi: “Esortiamo inoltre ad un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli per tutti i bambini bisognosi, e ad un cessate il fuoco per consentire ai civili di lasciare in sicurezza le aree in conflitto”.

Trump parla con Haftar: serve pace e stabilità
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il maresciallo Khalifa Haftar per discutere gli sforzi antiterrorismo in corso e la ”necessità di raggiungere la pace e la stabilità”. Lo afferma la Casa Bianca. ‘Il Presidente ha riconosciuto il significativo ruolo di Haftar nel combattere il terrorismo, e i due hanno discusso una visione comune per la transizione della libia verso un sistema politico stabile e democratico”.

AMSI, finora almeno 240 morti, 75 sono bambini
Continua a salire, di giorno in giorno, il bilancio delle vittime in Libia a causa degli scontri: ad oggi si registrano 240 morti, tra i quali 75 bambini, 42 donne decedute a seguito degli stupri subiti e 17 sanitari. Lo afferma all’ansa Foad Aodi, presidente dell’associazione medici di origine straniera in italia (AMSI) e consigliere dell’ordine dei medici di roma, dall’inizio del conflitto in contatto costante con i medici libici nelle aree colpite. I feriti sono ad oggi 1.400, tra i quali 300 minorenni.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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