Il leghista anonimo: "Martedì crolla tutto". Fine dei giochi, la prova decisiva: governo, addio

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I giorni di vita che restano al governo si contano ormai sul palmo di una mano. La guerriglia tra Lega e M5s ha raggiunto ormai un livello di intensità talmente alto, che i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio neanche si parlano più. Come è successo all’ultimo Consiglio dei ministri, quello tenutosi a Reggio Calabria, dove il grillino è arrivato in auto e in ritardo, il leghista con un volo diverso. Durante il loro viaggio, è successo il finimondo quando è scoppiato il caso delle indagini su Armando Siri. Di Maio ha subito invocato le dimissioni del sottosegretario leghista, il ministro grillino Danilo Toninelli gli ha rapidamente ritirato le deleghe, mossa che ha fatto letteralmente saltare i nervi a Salvini.

Quel gesto di Toninelli, riporta un retroscena del Corriere della sera, è stato visto da sponda leghista come una mancanza "non si dice di grammatica politica, ma almeno di buone maniere", come ha detto sbuffando un leghista. Stando così le cose, altro che "andremo avanti per altri quattro anni", come da settimane si affrettano a dire i due vicepremier dopo ogni scontro tra loro. Ci sono leghisti che hanno già cominciato il conto alla rovescia: "Siamo a meno quattro", intendendo i giorni che mancano alla caduta del governo, a questo punto prevista per il prossimo martedì, dopo Pasquetta, quando in Consiglio dei ministri arriverà il provvedimento Salva Roma. I debiti della Capitale potrebbero fare da innesco per far brillare l’esecutivo, uno scenario tutt’altro che semplice a poche settimane dal voto delle Europee.

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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