Emmanuel Macron, altra follia "Notre-Dame, lavoro rapidi": choc, come riduce la cattedrale

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Se pensate di andare a Parigi, fra 10 anni, quando i lavori di ricostruzione saranno terminati, con l’ idea di ritrovare la stessa cattedrale gotica che fino a lunedì mattina troneggiava sull’ Île de la Cité, beh ecco scordatevelo. Perché il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, vuole un «gesto architettonico contemporaneo» per la Notre Dame che verrà, una nuova cattedrale che non avrà nulla a che vedere con la precedente, più «cool», per dirla con i parigini, e più laica. «Rinascerà ancora più bella, e forse più alta», ha dichiarato la moglie dell’ inquilino dell’ Eliseo, Brigitte Macron, due giorni fa. L’ esecutivo è più che mai determinato a «modernizzare» Notre Dame, e infatti il primo ministro, Edouard Philippe, ha lanciato mercoledì un concorso internazionale per architetti per rifare la celebre flèche, la guglia a spina sgretolatasi tra le fiamme. «L’ obiettivo è ridare alla cattedrale una nuova guglia adatta alle tecniche e alle sfide della nostra era», ha spiegato il premier durante una conferenza stampa, presentando un progetto di legge che prevede anche una sottoscrizione nazionale.

I TRADIZIONALISTI
Come per la Piramide del Louvre, che trent’ anni fa suscitò polemiche aspre, il dibattito attorno alla futura Notre Dame si è già acceso, provocando una frattura tra chi vorrebbe restituire ai parigini e almondo una cattedrale identica a quella che svettava con fierezza fino a qualche giorno fa e chi invece vi intravede un’ opportunità perfetta per stravolgerne l’ estetica e adattarla al panorama moderno della capitale francese. Il capofila dei «tradizionalisti», e cioè di quelli che vorrebbero lasciare intatta la cattedrale gotica, è l’ archistar Roland Castro. «È fuori discussione. Non è il momento di fare una nuova cattedrale.

Bisogna ricostruirla tale e quale, è quello che si aspettano tutti e che si fa quasi sempre per dei grandi monumenti storici», ha dichiarato Castro al Parisien, prima di aggiungere: «È iscritta in maniera troppo profonda nel nostro patrimonio. È un edifico troppo carico di storia per essere toccato».

I «modernisti», ossia quelli che vorrebbero trasformarla e adattarla alle linee della nostra epoca, sono invece più numerosi, oltre che più rumorosi. Monique Barge, architetto originario di Châteauroux, la città natale di Gérard Depardieu, fa parte dei primi candidati al concorso internazionale indetto dal governo, e sostiene che non bisogna creare una copia di Notre Dame. La sua idea è condivisa da un altro architetto molto in voga in Francia, Jean-Michel Wilmotte. «Mi piace l’ idea che (la guglia, ndr) sia della stessa altezza.

Se fosse rifatta di cristallo sarebbe assolutamente straordinario. Un vetro puro, un vetro bianco, con una struttura di metallo che scintilli in mezzo a questa torre potrebbe essere molto interessante», ha detto Wilmotte a France Info.
E ancora: «Bisogna utilizzare i materiali della nostra epoca».

Come sottolineato da Rtl, una guglia più moderna permetterebbe di realizzare i lavori molto più rapidamente e forse di esaudire il sogno di Macron che è quello di ricostruirla in 5 anni (molti esperti hanno cercato di riportarlo alla realtà, dicendogli che il calendario della politica non coincide con il calendario dei restauri di grandi monumenti storici come Notre Drame, e che rifarla in 5 anni è una «bella ambizione», ma difficilmente realizzabile).

Paul Godard e Pierre Russel, due architetti di Digione, propongono anche di modernizzare il tetto della cattedrale, con acciaio, cemento armato e pannelli di vetro, abbandonando il legno che era lì, prima di essere carbonizzato, dal 850 d.C.
Ma anche qui, potrebbero esserci grandi litigi. Jean-Marie Henriquet, pronipote di Eugène Viollet-le-Duc, colui che concepì la flèche originaria, si è espresso, come era immaginabile, a favore dei tradizionalisti: «La guglia era bellissima e sarebbe davvero un peccato non ricostruirla come prima. Significherebbe amputare la cattedrale».

CHIESA PROVVISORIA
In attesa di sapere chi vincerà tra i «tradizionalisti» e i «modernisti» (l’ apertura di Macron al «gesto architettonico contemporaneo» lascia però immaginare chi dovrebbe spuntarla), è pronta a essere costruita una cattedrale «effimera», in legno, proprio davanti all’attuale cattedrale.

«Sarà un luogo di accoglienza», ha dichiarato il rettore di Notre Dame, Monsignor Patrick Chauvet. La chiesa provvisoria sarà costruita «rapidamente», ha assicurato il rettore, in seguito al benestare della sindaca parigina Anne Hidalgo, che, come confermato dal Monde, ha accettato di prestare «una parte del piazzale di Notre Dame».

di Mauro Zanon

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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