Uniqlo vuole espandersi

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Soprattutto in Asia ma anche in Europa e negli Stati Uniti, dove collabora con personaggi famosi come il tennista Roger Federer

Uniqlo è azienda di fast fashion nata nel 1984 in Giappone e ora nota in tutto il mondo: il suo fondatore, Tadashi Yanai, è l’uomo più ricco del paese e la formula vincente dell’azienda sta nella qualità dei prodotti e nel fatto che – contrariamente a Zara o H&M – non punta a inseguire le mode del momento ma propone capi casual, funzionali e essenziali. L’Economist ha da poco pubblicato un articolo sui prossimi piani di espansione dell’azienda, che in Italia aprirà il suo primo negozio, a Milano, il prossimo autunno.

Nel 2018 Fast Retailing – il gruppo che possiede Uniqlo, e che è controllato per il 20 per cento da Yanai – ha avuto un fatturato di quasi due miliardi di euro, la maggioranza dei quali provenienti dall’azienda di abbigliamento. Le azioni di Fast Retailing sono in aumento dal 2015, in gran parte, secondo gli analisti, grazie alla sua espansione internazionale e al miglioramento della logistica. Uniqlo al momento ha più di 1.200 negozi in tutto il mondo, di cui 827 in Giappone in 52 in Europa.

Più della metà degli utili dell’azienda provengono dall’estero e Uniqlo punta a espandersi sempre di più in Europa e in America e rubare fette di mercato a Zara e H&M, i suoi concorrenti principali. Ma la priorità di Yanai rimane l’Asia, ha spiegato Yanai all’Economist: «L’Asia è il principale motore di crescita» perché la classe media, soprattutto quella cinese, è in crescita ed è in cerca di prodotti di maggior qualità. Quest’anno Uniqlo aprirà il suo primo negozio in India e sta valutando di espandersi anche in Vietnam; è già presente invece in Indonesia, a Singapore e in Tailandia. Nel 2018, il 70 per cento delle entrare internazionali sono arrivate dalla Cina, nonostante non sia un mercato facile in cui inserirsi. I cinesi infatti preferiscono i grandi marchi occidentali, ma hanno bisogno di capi base a prezzi più contenuti e Uniqlo, per la sua qualità, è una soluzione vincente. Lo è anche la scelta di affidare posti di rilievo a cinesi istruiti in Giappone, che comprendono le esigenze di entrambi i mercati. Il resto dell’Asia, caratterizzata da un clima più caldo e tropicale, potrebbe essere un mercato più difficile da penetrare per Uniqlo, i cui prodotti di punta sono quelli della linea invernale.

Negli Stati Uniti le cose vanno diversamente: fuori dalle grandi città Uniqlo fa fatica ad affermarsi e a crescere. Anche in Europa la situazione è simile, in parte perché il suo modello di business (quello di offrire capi di buona qualità a basso prezzo) è già stato sfruttato da altre aziende come Gap. Uniqlo sta cercando di farsi conoscere nel mercato occidentale soprattutto attraverso collaborazioni con personaggi famosi e stilisti, come quella con il tennista Roger Federer, di cui è diventata sponsor, o con la stilista Jil Sander, che disegnò due collezioni per l’azienda giapponese dal 2009 al 2011.

[ Fonte articolo: ilpost ]

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