Caso Pro Piacenza, mondo del calcio indignato: "Una vergogna inaudita"

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Il giorno dopo il 20-0 rimediato a Cuneo dalla squadra emiliana formata da sei ragazzini e un massaggiatore, arriva la reazione del pallone italiano. Giorgetti: "Convocherò le parti". Rabbia Tommasi: "Dirigenti e genitori hanno giocatori con la dignità di giovanissimi". Il numero uno della Lega Pro, Ghirelli: "Lezione educativa veramente ignobile". Così Polverini, ex giocatore del club piacentino: "Senza stipendi e sfrattati dalle abitazioni". E dalla Figc arriva anche il -8 in classifica

ROMA – Il giorno dopo il 20-0 subito dalla Pro Piacenza nella sfida di Cuneo e valida per il campionato di serie C, lo sdegno del mondo del calcio è unanime e sul banco degli imputati non ci è finito solo il club piacentino reo di aver mandato in campo 6 ragazzini più il massaggiatore contro 11 professionisti, ma anche la formazione piemontese colpevole, secondo gli addetti ai lavori e non solo, di non aver avuto rispetto degli avversari.

Farsa Serie C, Cuneo-Pro Piacenza 20-0: gli ospiti in campo con 7 baby calciatori

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LA VERITA' DI POLVERINI

Tra i giocatori che sono letteralmente scappati c'è Dario Polverini, oggi alla Virtus Verona. In un post su Instagram il 31enne difensore ha raccontato il suo calvario al Pro Piacena. "Mezzo stipendio nel mese di agosto, giocatori sfrattati dalle proprio abitazioni, famiglie con figli in difficoltà, allenatori e dirigenti idem, settore giovanile ai minimi termini e tanto tanto altro sono le verità che qualcuno non sa  si legge -. Quel 2-0 è stato un duro colpo per tutti quelli che in quasi 100 anni di storia quella maglia l'hanno onorata dalle categorie più basse fino alla Lega pro. Con 7 ragazzini in campo più un massaggiatore quella maglia è stato terribilmente offesa". Poi l'attacco ai genitori: "Pensavano di risolvere quei problemi che loro non hanno vissuto un solo minuto. Quei genitori che magari pensavano fosse la svolta per la carriera dei loro ragazzi e oggi si trovano a dover spiegare al mondo la loro cara ingenuità".

INTERVIENE IL GOVERNO

"E' una vergogna – ha scritto in una nota il sottosegretario Giancarlo Giorgetti – inaudita quello che è accaduto ieri al Peschiero di Cuneo. L'umiliazione dei sette giovanissimi della Pro Piacenza è una cosa che non voglio più vedere. Bisogna garantire il rispetto delle norme, sulla carta in vigore dal prossimo anno, e cioè il divieto della partecipazione ai campionati per i club che non sono in regola. Così non si può andare avanti. Intendo convocare tutte le parti interessati per trovare una soluzione che tuteli prima di tutto i giovani e la loro passione per lo sport. Domani vedrò gravina con il quale ho già affrontato l'argomento. Gli interessi e gli egoismi non possono scendere in campo".

LA RABBIA DELL'ASSOCALCIATORI

Indignato Damiano Tommasi, presidente dell'assocalciatori: "Ma i genitori? I dirigenti? 20-0 è giocare con la dignità di altri – scrive su Instagram l'ex Roma postando una foto dei 7 giocatori della Pro Piacenza -. Nelle categorie professionistiche non è ammissibile iniziare una partita senza la squadra al completo! Si devono cambiare le regole? Cambiamole al più presto perché se aspettiamo il buon senso di 'dirigenti' e 'imprenditori' del calcio sarà sempre peggio".

GHIRELLI: "LEZIONE EDUCATIVA IGNOBILE"

E l'attacco ai genitori dei ragazzi scesi in campo arriva anche dal numero uno della Lega Pro, Francesco Ghirelli, intervenuto ai microfoni di 'Radio anch'io sport' su Rai Radio1. "In questa vicenda c'è un altro aspetto che mi inquieta: il fatto che i genitori non si siano opposti a far scendere in campo ed a far vivere una esperienza disastrosa a quei ragazzini per il solo scopo che ai loro amici, non dei bambini, tra qualche anno potranno dire 'mio figlio ha debuttato nel calcio professionistico'. E' stata una lezione educativa veramente ignobile".

CASO CHE SI POTEVA EVITARE

Ghirelli, però, punta il dito su chi a inizio stagione non ha vigilato su una situazione segnalata già in estate alla Figc: "Questo caso si poteva evitare se si fossero rispettati due elementi: esclusione dal campionato del Pro Piacenza, a luglio, per mancanza della fidejussione: la Lega Pro la chiese. E che l'iter per quanto riguarda le violazioni compiute fosse stato chiaro e definito in tempi certi. L'unica possibilità che avevamo per non compromettere la regolarità del campionato era farli giocare e intanto verificare il loro comportamento". Il n.1 della Lega Pro non si è sbilanciato in previsioni sulle decisioni del giudice sportivo. Però ha sottolineato: "Questa vicenda dimostra che è stata violata volutamente la lealtà sportiva. Quando si decide di mandare in campo un massaggiatore è evidente che c'è una manovra rivolta a frodare un percorso".

-8 IN CLASSIFICA

Aspettando il giudice sportivo, la Federcalcio in mattinata ha inflitto 8 punti di penalizzazione in classifica al Pro Piacenza, così come al Cuneo, al Matera e alla Lucchese, per la mancata presentazione di una regolare garanzia fideiussoria. Penalizzazione da scontare nella corrente stagione sportiva e pagare un'ammenda di euro 35.500 euro. Ma come si è arrivati a questo punto? Tutto inizia questa estate quando il club emiliano viene acquistato dalla Seleco di Maurizio Pannella pur non avendo le reali garanzie economiche per chiudere questa operazione. Il mercato è stellare con ben 33 giocatori in rosa e un tetto ingaggi più da serie B che da serie C. L'obiettivo è la promozione nel campionato cadetto e l'inizio è di buon auspicio, poi arrivano i primi stipendi non pagati, gli sfratti dei giocatori dalle case in affitto, lo sciopero dei giocatori che non scendono in campo per tre partite di fila e il fuggi fuggi generale nel mercato di gennaio, fino alla vergogna di Cuneo.

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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