Copyright Ue, un altro passo verso la riforma

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L’Unione europea punta a modificare  – prima della fine della legislatura –  il proprio quadro giuridico sul diritto d’autore per adeguarlo all’ambiente digitale di oggi.  Raggiunto un accordo con il Parlamento europeo sulla bozza di direttiva sul copyright. L’accordo dovrà essere sottoposto all’approvazione da parte degli Stati membri in sede di Consiglio, che però si sono spaccati durante le trattative. L’Italia resta contraria

La plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo
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La riforma del copyright europeo si avvicina al traguardo, con l’accordo raggiunto dopo tre giorni di negoziati tra le delegazioni degli Stati membri.  L’approvazione finale dovrebbe arrivare prima della fine della legislatura ma l’esito è incerto: i 28 si erano già spaccati durante le votazioni in plenaria a Strasburgo tra luglio e settembre. L’Italia aveva espresso voto contrario e, secondo fonti di Bruxelles, dovrebbe restare sulle stesse posizioni. Ci sarebbe comunque, spiegano le stesse fonti, una maggioranza qualificata, grazie anche al sostegno chiave di Francia, Germania (grazie ad un compromesso sull’esenzione dalle nuove regole alle piccole e medie imprese) e Gran Bretagna.

Adeguarsi al mercato unico digitale
L’Unione europea vuole modificare il proprio quadro giuridico sul copyright per adeguarlo alla rivoluzione digitale. Il progetto di direttiva modifica le attuali norme sul diritto d’autore, vecchie di più di 30 anni, per inserirle nell’ambito del mercato unico digitale valido in tutti i Paesi dell’Unione. Le nuove regole prevedono più diritti e riconoscimento economico a editori, giornalisti, artisti e creativi nei confronti delle grandi piattaforme online (in particolare Google, Youtube. Facebook). Il mondo della cultura ha espresso soddisfazione – tra cui si annoverano gli editori associati di Enpa e Aie ed i musicisti di Impala, sostenitori della riforma  e di un’equa remunerazione da parte di chi sfrutta a scopo di lucro opere e pubblicazioni coperte da diritti d’autore.

Tajani: fine del far west
“Le nostre nuove regole mirano a mettere fine all’attuale far-west digitale”, ha dichiarato il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, mentre per altri come la Fondazione Mozilla si tratta di una “opportunità sprecata” e di un “esito deludente” per l’Associazione dei consumatori Beuc. Google, uno dei principali soggetti interessati dalla riforma, ha preso tempo per “studiare il testo”.
“E un buon compromesso” anche se “non tutti sono contenti”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip, soprattutto perché “per molti dei maggiori attori si tratta di una questione di denaro”.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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