Guida agli ottavi di Champions League – parte 1

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Le cose essenziali da sapere sui primi quattro ottavi di finale in programma questa settimana: stasera tocca alla Roma

Gli ottavi di finale di UEFA Champions League iniziano stasera con Manchester United-PSG e Roma-Porto. Dopo due mesi di pausa il torneo di calcio maschile per club più prestigioso al mondo ritorna con la prima fase a eliminazione diretta che porterà fino alla finale, in programma a Madrid il primo giugno.

Fin qui è stata una Champions League senza veri padroni. Il Real Madrid, vincitore delle ultime tre edizioni, sta passando una stagione complicata e dopotutto sarebbe normale non vederlo vincere per il quarto anno consecutivo. Il Barcellona è stato fra le migliori squadre nella fase a gironi, ma nei turni a eliminazione diretta da tempo si ferma prima del previsto. Il Bayern Monaco sta per avvicinarsi a un lungo periodo di transizione e ha perso inevitabilmente un po’ della sua solidità. Il Manchester City è ancora tra le favorite ma fatica ad avere un andamento costante nelle coppe europee.

Tra le grandi favorite c’è quindi la Juventus, l’unica squadra ancora imbattuta fra i cinque maggiori campionati europei. Dopo esserle sfuggita negli ultimi quattro anni, questo potrebbe essere quello buono per rivincere la Champions League per la prima volta dal 1996. L’arrivo di Cristiano Ronaldo, e il conseguente rafforzamento della squadra, è coinciso con una stagione europea in cui tutto può succedere. Nessun’altra squadra – forse solo il Liverpool, finalista della passata edizione e primo in Premier League a pari merito con il City – sembra attrezzata come lo è la Juventus ora. In questa stagione però la Juventus deve ancora giocare contro una grande squadra europea: gli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid, squadra che ospiterà la finale nel proprio stadio, richiederanno immediatamente un grande impegno.

Fra oggi e domani si giocheranno le partite di andata dei primi quattro ottavi di finale. Le restanti quattro sono in programma la prossima settimana.

Manchester United vs. Paris Saint-Germain
(Martedì 12/2 – Mercoledì 6/3)

Due mesi fa United e PSG si trovavano in condizioni completamente opposte a quelle in cui si presentano a questi ottavi di finale. Il Manchester United era ancora allenato da José Mourinho ed era in piena crisi. Il PSG continuava a macinare vittorie, compresa quella cruciale contro il Liverpool alla penultima giornata dei gironi di Champions League. Ora però la squadra campione di Francia, allenata dal tedesco Thomas Tuchel, è stata decimata dagli infortuni. A Manchester giocherà senza Neymar, Cavani e il terzino titolare Thomas Meunier. A centrocampo Marco Verratti è da poco tornato a disposizione da un infortunio alla caviglia. Adrien Rabiot, l’altro centrocampista della rosa, è stato messo fuori squadra dopo aver annunciato di non avere intenzione di rinnovare il contratto in scadenza a giugno. In inverno la società ha dovuto rinforzare il reparto con l’acquisto di Leandro Paredes dallo Zenit.

Thomas Tuchel parla con Edinson Cavani dopo l’infortunio (AP Photo/Christophe Ena)

Con l’ultima vittoria in campionato contro il Fulham, invece, il Manchester United allenato ora dal suo ex giocatore norvegese Ole Gunnar Solskjær ha ottenuto il decimo successo in undici partite disputate dopo l’esonero di José Mourinho. Negli ultimi due mesi Solskjær è riuscito a salvare una stagione: da quando è ritornato nel club in cui giocò per più di un decennio ha riportato serenità e fiducia in una squadra fino a lì depressa e in netto contrasto con il suo allenatore. Paul Pogba è ritornato tra i titolari e gioca con molta più sicurezza, così come sta facendo l’attacco formato da Jesse Lingard, Marcus Rashford e Anthony Martial, poco utilizzato da Mourinho. Rispetto all’allenatore portoghese, Solskjær ha il vantaggio di non essere messo costantemente sotto pressione, in quanto il suo è un incarico temporaneo che dovrebbe terminare a fine stagione (anche se ora le possibilità che continui ancora sono concrete).

Roma vs. Porto
(Martedì 12/2 – Mercoledì 6/3)

La Champions League potrebbe salvare la stagione a dir poco complicata della Roma. Il sorteggio l’ha messa di fronte al Porto, una delle squadre meno quotate fra le sedici qualificate agli ottavi, che per giunta ha passato il turno nel gruppo più debole della fase a gironi. Negli ottavi di finale non si può dare nulla per scontato, ma alla Roma è andata meglio di tante altre e la qualificazione ai quarti è alla sua portata. Dovrà però fare molto di più di quanto visto nell’ultimo mese, fra vittorie gettate e sconfitte clamorose, come il 7-1 subito in Coppa Italia contro la Fiorentina. I problemi con cui è alle prese l’allenatore Di Francesco sono sempre i soliti. La Roma continua a esercitare spesso un possesso di palla sterile in mancanza di idee e movimenti che liberino giocatori in fase d’attacco. La sua difesa non garantisce più abbastanza sicurezza. L’altro aspetto preoccupante è la mancanza di carattere dei giocatori, che si nota soprattutto quando non vengono schierati i più rappresentativi. Sotto questo aspetto, però, il ritorno fra i titolari del capitano Daniele De Rossi ha dato una grossa mano.

Daniele De Rossi contro il Chievo in campionato (Getty Images)

Il Porto allenato dall’ex laziale Sergio Conceicao gioca gli ottavi di finale di Champions per il terzo anno consecutivo e per la quarta volta nelle ultime cinque stagioni. Rispetto alla Roma ha meno qualità ed esperienza, ma negli anni ha dimostrato di essere imprevedibile, soprattutto perché le sue squadre cambiano in continuazione facendo spuntare spesso dei nuovi fenomeni. Il Porto di questi anni ha pagato le conseguenze delle difficoltà economiche e di un periodo meno florido per quanto riguarda la qualità della squadra. L’anno scorso però è tornato a vincere il campionato e ora sta difendendo il titolo portoghese dal primo posto. I suoi giocatori più interessanti sono in attacco: il brasiliano Tiquinho Soares, l’esterno algerino Yacine Brahimi e il trequartista brasiliano Otavio. Nel mercato invernale è tornato anche Pepe, l’ex difensore portoghese del Real Madrid.

Ajax vs. Real Madrid
(Mercoledì 13/2 – Martedì 5/3)

È uno degli ottavi di finale più interessanti e aperti a qualsiasi risultato. Il Real Madrid ha inevitabilmente sofferto il trasferimento di Cristiano Ronaldo. A ottobre, dopo un punto ottenuto in cinque partite di campionato e in seguito alla sconfitta per 5-1 nel “classico” contro il Barcellona, la dirigenza ha deciso di esonerare l’allenatore Julen Lopetegui spiegando di non ritenere adeguata la posizione della squadra e di voler salvare la stagione. Il posto di Lopetegui è stato affidato temporaneamente all’ex giocatore argentino Santiago Solari, precedentemente allenatore della squadra riserve del Real Madrid, il Castilla. Nelle quattro partite in cui Solari è stato allenatore ad interim ha sempre vinto, e a novembre è stato quindi riconfermato. La squadra si è data una sistemata – la settimana scorsa ha vinto in trasferta il derby contro l’Atletico – ma è tutt’altro che invincibile.

Sergio Ramos scimmiotta l’esultanza di Griezmann nel derby di Madrid (Denis Doyle/Getty Images)

Nonostante si ritrovi ad affrontare pur sempre la squadra campione d’Europa in carica da tre anni, per l’entusiasmante Ajax allenato da Erik ten Hag è una grande occasione. Da anni la squadra di Amsterdam non aveva una squadra così forte e promettente, anche se ancora molto giovane. L’Ajax è retto da una “colonna” olandese composta da Matthijs de Ligt, difensore diciannovenne, capitano da quando ne aveva diciotto, e ritenuto già uno dei migliori difensori in circolazione. A centrocampo c’è Frenkie de Jong, di ventuno anni, che a fine stagione andrà a giocare a Barcellona: è costato 75 milioni di euro, l’Ajax ne potrà guadagnare altri dieci in bonus, e pare proprio che sia un predestinato. Sulla trequarti c’è un altro ventunenne olandese estremamente promettente, Donny van de Beek, che gioca affiancato dagli esterni Dusan Tadic e Hakim Ziyech, più esperti ma con altrettanta qualità.

Tottenham vs. Borussia Dortmund
(Mercoledì 13/2 – Martedì 5/3)

È probabilmente l’incontro più imprevedibile degli ottavi: l’eterna seconda (ma anche terza o quarta) del campionato inglese contro la capolista della Bundesliga tedesca. Età medie comprese tra i 27 e i 25 anni, ma nonostante questo già con tanta esperienza internazionale. Entrambe però non sanno ancora garantire continuità nei risultati, sia in campionato che in coppa. Il Borussia Dortmund è in testa alla Bundesliga con cinque punti di vantaggio sul Bayern Monaco, vincitore degli ultimi sei titoli nazionali. La stagione è ancora lunga, ma per quello che si è visto finora sembra che il Borussia, dopo essere tornato fra le grandi dopo anni di ricostruzione, possa resistere e tornare a vincere un titolo nazionale che le manca dal 2012. Proprio sul più bello, però, Marco Reus, il suo giocatore più rappresentativo, si è di nuovo infortunato e dovrà saltare almeno l’andata, così come l’ex attaccante del Barcellona Paco Alcacer. La scena sarà quindi per Jadon Sancho, esterno inglese comprato due anni fa dalle giovanili del Manchester City e potenziale fenomeno, per quello che si è visto finora.

Jadon Sancho (Getty Images)

Il Tottenham, ancora provvisoriamente a Wembley in attesa del trasferimento nel nuovo White Hart Lane, negli ultimi due mesi si è giocato un pezzettino della sua stagione. A dicembre era in corsa per tutto, anche in Premier League. Poi sono arrivate le sconfitte in campionato contro Wolverhampton e Manchester United e nelle coppe nazionali contro contro Chelsea e Crystal Palace (con conseguenti eliminazioni). City e Liverpool sono ora distanti cinque punti e la Champions League è l’ultima coppa in ballo. Negli ottavi dell’anno scorso furono “puniti” dalla Juventus al ritorno nonostante avessero giocato tutto sommato meglio. La squadra è ancora quella in ogni ruolo: nelle ultime due sessioni di mercato non è stato comprato nessuno. L’ottavo contro il Dortmund sarà quindi un banco di prova per l’intera società: in caso di eliminazione qualcosa dovrà cambiare, come già auspicato dall’allenatore Mauricio Pochettino.

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[ Fonte articolo: ilpost ]

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