Blitz di Conte in Iraq e Libano: sul tavolo il taglio delle missioni italiane

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Con la visita lampo di domani e gioved in Iraq e Libano il premier Giuseppe Conte coprir un vuoto lasciato dalla politica estera italiana negli ultimi mesi e aggiunger un tassello decisivo al giro nelle principali capitali del Medio Oriente (la prossima tappa sar il Marocco) che rivestono un ruolo di primo piano per la pace e la sicurezza del Mediterraneo. A Baghdad, Erbil e Beirut la presenza di Conte rappresenta un segno di attenzione non formale verso due Paesi dove l’Italia continua a dispiegare circa 2mila uomini nella coalizione anti-Isis e nell’Unifil per la stabilizzazione del Libano. Subito dopo il Consiglio dei Ministri di oggi il premier Conte partito alla volta di Kuwait City dove, alla base di Ali Al Salem, ha visitato l’Italian National Contingent Command/Task Force Air (IT NCC/Task Force Air) Kuwait, ossia la componente aerea della forza anti Daesh, quella, in sostanza, deputata con i noistri mezzi aerei ad “illuminare” gli obiettivi dei terroristi islamisti da neutralizzare.

Poi il trasferimento a Baghdad dove Conte ha in programma incontri con il presidente, il curdo Baraham Salih e con il premier, Adil Abdul-Mahdi. L’ultimo premier italiano a visitare il Paese stato Renzi nel 2015. C’ molto interesse da parte delle autorit politiche e religiose irachene sul ruolo che l’Italia pu continuare a svolgere nel Paese per rafforzare il dialogo politico e favorire il processo democratico e la creazione di istituzioni stabili. Conte visiter i militari italiani della missione che addestra la nuova guardia presidenziale irachena e le forze speciali. La Police Task Force Iraq, guidata dall’ Arma dei Carabinieri ed inquadrata nella missione Iraq “Operation Inherent Resolve – Prima Parthica”, prosegue infatti le attivit addestrative a supporto delle forze di polizia irachene e curde, fornendo ausilio nella transizione da assetti impiegati in operazioni militari ad agenzie di sicurezza poste a presidio della legalit.

Ritiro militari da Mosul, la ditta Trevi corregge Trenta
Se le per le missioni di addestramento non sono previste significative riduzioni, con le autorit irachene Conte dovr affrontare la questione del progressivo ritiro dei circa 500 militari italiani della missione Praesidium, schierata nel 2016 a protezione della diga di Mosul e del personale della ditta italiana Trevi, che si occupa della messa in sicurezza della struttura. In ottobre il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in visita in Iraq, aveva annunciato il ritiro dei primi 50 uomini della Task force e la “chiusura completa della missione nel primo trimestre del 2019”. La Trevi ha per fatto sapere, secondo quanto riferisce l’agenzia Nova, che nel luglio del 2018 il contratto per i lavori alla diga di Mosul stato prorogato fino a met agosto del 2019.

Domani a Beirut il presidente del Consiglio incontrer i militari italiani (circa 1100) alla base ‘Millevoi’ di Shama, dove avr un incontro con i
vertici di Unifil e della missione di addestramento bilaterale Mibil. Conte avr incontri con il presidente Michel Aoun e con il premier Rafiq al-Hariri e con lo Speaker del Parlamento, Nabih Berri.
La visita di Conte giunge a una settimana dalla formazione del nuovo governo libanese che ha visto ridimensionata la componente sunnita al suo interno. Il ruolo di Unifil resta cruciale anche a seguito dei continui sconfinamenti israeliani sulla linea verde. Con le autorit libanesi Conte affronter anche la questione dei rifugiati (circa un milione) il numero pi alto rispetto agli abitanti che sta alterando gli stessi equilibri religiosi nel Paese. Sul tavolo anche le prospettive dei rapporti economici bilaterali nonostante la grave crisi economica che sta attraversando il Paese con il settore finanziario (tradizionalmente sano) che fa fatica a mantenere la parit con il dollaro.

© Riproduzione riservata

[ Fonte articolo: Il Sole 24 Ore ]

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