Al via il master “Autonomous Driving and Enabling Technologies”

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Il progetto è frutto della collaborazione tra gli atenei UniMoRe e UniTrento in partnership con Fca, Centro ricerche Fiat e Fondazione Bruno Kessler

 
L’universo automotive è in una fase di profonda evoluzione che spazia dalle soluzioni per una mobilità sempre più sostenibile fino alla nuova frontiere della guida autonoma. In questo ambito mutano anche le figure professionali che devono guidare la trasformazione e lo sviluppo dei veicoli e che quindi possiedano competenze multidisciplinari, dalla meccanica all’informatica, dall’elettronica alla robotica, fino all’automazione e all’intelligenza artificiale.
 
Una risposta alla necessità di formazione della nuova generazione di esperti dell’automotive arriva dall’università di Modena e Reggio Emilia e dall’università di Trento che hanno unito le loro forze per offrire una nuova proposta di specializzazione, ovvero il master universitario di secondo livello in “Autonomous Driving and Enabling Technologies”.
 
L’iniziativa nasce dalla partnership di Fiat Chrysler Automobiles e Centro ricerche Fiat e della Fondazione Bruno Kessler ed è frutto della lunga collaborazione con i due atenei su queste tematiche.
Il master, la cui sede amministrativa è l’università di Trento, è aperto a venti partecipanti, si svolgerà in lingua inglese, avrà la durata di un anno, prevede 1500 ore tra lezioni e tirocinio e inizierà il prossimo mese di maggio.
 
L’obiettivo del corso di studi è quello di formare dei futuri professionisti altamente qualificati, in grado di ricoprire ruoli manageriali nella progettazione e nello sviluppo di sistemi intelligenti per i veicoli connessi e autonomi.
 
In particolare, il master si rivolge ai laureati magistrali in ingegneria meccatronica, ingegneria informatica, informatica, ingegneria elettronica, ingegneria dell’automazione, ingegneria delle telecomunicazioni, ingegneria elettrica, ingegneria meccanica, scienza e ingegneria dei materiali, ingegneria aerospaziale e astronautica, ingegneria biomedica e ingegneria chimica.
 
La programmazione degli studi prevede lezioni teoriche, laboratori pratici (“hands-on”), seminari con esperti su temi come la robotica, l’interazione uomo macchina, l’intelligenza artificiale, connettività e sicurezza, architettura hardware e software per veicoli autonomi fino alla gestione di sensori, attuatori e controllo del veicolo.
Concluso il ciclo di studi, toccherà poi alla parte pratica con uno stage di sette mesi presso uno dei partner industriali o enti organizzatori, per svolgere un progetto in linea con gli argomenti del master.
 
Da segnalare che il master ADBot rilascia 60 crediti formativi universitari riconosciuti e spendibili nell’Unione europea e per i candidati c’è la possibilità di accedere a dodici borse di studio del valore di diecimila euro, oltre all’esenzione della quota di iscrizione di 2.500 euro e altre sponsorizzate da parte di alcuni partner industriali del progetto.
Per informazioni più dettagliate è possibile rivolgersi al direttore del corso prof. Francesco Biral dell’università di Trento o al prof. Luigi Rovati di UniMoRe.
 
“Questo nuovo master di secondo livello che abbiamo pensato insieme all’università di Trento, con la collaborazione del Centro ricerche Fiat e della Fondazione Bruno Kessler – ha dichiarato il rettore UniMoRe Angelo O. Andrisano – intende offrire una visione generale sulle moderne tecnologie elettroniche e informatiche impiegate in ambito automotive, fornendo competenze di crescente impatto in diversi settori industriali e di grande rilevanza nell’ambito della ricerca applicata”.
 
“Con questo nuovo master – ha aggiunto il rettore di UniTrento, Paolo Collini – mettiamo a frutto le competenze e l’ esperienza decennale in progetti a fianco dell’industria maturate dall’università di Trento nell’ambito delle tecnologie di ultima generazione applicate all’automotive.
I partecipanti potranno sviluppare una visione generale per il settore del trasporto intelligente e acquisire competenze che garantiscono un vantaggio competitivo spendibile nel contesto della nuova rivoluzione industriale 4.0 e in generale della ricerca applicata”.
 
“Il nuovo Master costituisce un’importante opportunità per la formazione di competenze approfondite su un tema che sarà sempre più strategico per il settore automotive – ha concluso Roberto Fedeli, responsabile global innovation di Fca e Ceo del Centro ricerche Fiat – Un ingegnere che inizia oggi a lavorare nel nostro settore dovrà completare la propria formazione meccanica classica con nuove conoscenze:  dall’intelligenza artificiale al machine learning, dalla cybersecurity alla sensor fusion”.
 
Con questo nuovo master UniMoRe arricchisce l’offerta dell’Automotive Academy, un progetto lanciato due anni fa, unico nel panorama nazionale, con l’integrazione tra didattica, ricerca avanzata e applicazioni pratiche. (m.r.)

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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