Diciotti, Salvini: no al mio processo. Toninelli: fu scelta del il governo

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Sul caso Diciotti abbiamo preso insieme, io, lui, il presidente del Consiglio e l’intero governo italiano del cambiamento la decisione, se processano Salvini, devono processare anche me e tutto il governo. il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli a parlare ribadendo che la scelta fatta a suo tempo stata di tutto il governo. Dunque, non un processo a Salvini, che ha preso una decisione collegiale, governativa. Ma se vogliono farlo diventare un processo al governo, ci siamo tutti e vogliamo tutti andare di fronte ad un giudice. E se dovessi essere indagato anche io, significa che una giusta e corretta responsabilit di una scelta fatta da tutto il governo.

Che a dispetto della linea originaria, orientata al s alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, nei Cinque Stelle siano in corso dei riposizionamenti arriva una conferma esplicita dalle parole del deputato Emilio Carelli. Io adesso non so se voteremo s o no, perch le cose son cambiate in queste ultime ore. Ripeto, a mio parere dobbiamo aspettare quello che si diranno poi Salvini e Di Maio in queste ore. Quella per la Diciotti stata una decisione presa nell’interesse pubblico, scrive intanto il vicepremier Matteo Salvini in una lettera al Corriere della sera, per questo va negata l’autorizzazione.

La mia vicenda giudiziaria strettamente legata all’attivit di ministro dell’Interno e alla ferma volont di mantenere gli impegni della campagna elettorale, evidenzia Salvini citando i dati su sbarchi e rimpatri. Potrebbero passare delle settimane ma la massimo entro la fine di marzo Palazzo Madama decider se dare o meno l’autorizzazione a procedere contro di lui per la gestione dei migranti a bordo della nave. Se i Cinque Stelle preannunciano il s per il Carroccio processare il vicepremier leghista significa processare il governo. Luigi Di Maio prova a serrare le fila scongiurando nuove fibrillazioni all’interno della maggioranza gialloverde. Non c’ nessuna turbolenza. Io e Salvini ci parliamo. Quello non il processo al ministro dell’Interno, ma ci siamo tutti, sono scelte di tutto il governo.

La procedura partir mercoled prossimo in seno alla Giunta delle elezioni e delle immunit. Non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilit di ministro. Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo, assicura il capo della Lega per il quale la valutazione del Senato vincolata all’accertamento di due requisiti (ciascuno dei quali di per s sufficiente a negare l’autorizzazione): la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o il perseguimento di un preminente interesse pubblico. Dopo aver riflettuto a lungo su tutta la vicenda, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata. E in questo non c’entra la mia persona. Innanzitutto il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise disposizioni.

L’opposizione, con in testa il Pd, biasima l’intera strategia seguita sinora dal governo. Il capogruppo dem Graziano Delrio tiene a rimarcare il fatto che dopo aver tenuto 47 persone per giorni in ostaggio in mezzo al mare adesso Salvini cambia idea e si dichiara a favore dello sbarco. Finalmente si arreso al buonsenso. L’attacco diretto in particolare contro il ministro dell’Interno. A terra si deve fare la allocazione migranti, se il Governo non in grado di fare accordi con gli altri paesi europei per condividere l’accoglienza ai migranti, si dia mandato alla presidenza del Parlamento europeo o della Camera di trattare con la Commissione europea. Responsabilit penali a parte, di cui eventualmente si occuper la magistratura, siamo davanti a un uso cinico del proprio ruolo istituzionale. inaccettabile vedere le istituzioni piegate al volere di un ministro che si sta comportando come un bambino capriccioso.

© Riproduzione riservata

[ Fonte articolo: Il Sole 24 Ore ]

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