Napoli, Ancelotti: "Mourinho Insultato per 90', gesto comprensibile"

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Il tecnico dei partenopei, alla vigilia della sfida col Genoa, difende lo Special One dalle critiche post-Juventus: "La reazione del portoghese non è stata una cosa volgare, ma ironica. Il problema vero e che si tende ad offuscare i 90 minuti di insulti, non un gesto di pochi secondi"

NAPOLI – Carlo Ancelotti parla alla vigilia nell'anticipo di campionato a Marassi, sul campo del Genoa.

Che tipo di partita si aspetta? Come sta il Napoli?
"Andiamo a giocare in uno stadio molto caldo, dove ci siamo già scottati nella gara con la Samp, e contro una squadra che sarà molto motivata, perché viene da due sconfitte. Credo che sarà una partita molto intensa e dovremo tenere botta soprattutto dal punto di vista fisica". 
Sarà di nuovo importante il turn over, allora: è difficile gestirlo evitando malumori?
"L'importante è che tutti i giocatori abbiano sempre voglia di giocare, mi preoccupo di più quando c'è qualcuno che accetta senza discutere la panchina. Abbiamo fatto bene finora anche grazie al turn over, ma possiamo fare meglio e ci stiamo provando. Dobbiamo superare le insidie ogni giorno, la partita contro il Genoa sarà  un'altra verifica molto pericolosa. Per noi sarà una prova di grande maturità, perché è normale trovare le motivazioni contro il PSG, in Champions,  ma è  molto più complicato essere al top pure nella successiva sfida di campionato, dopo un grande dispendio fisico e mentale. Sono però fiducioso e mi aspetto di vedere un Napoli al cento per cento".
Ha già scelto la formazione? Può essere la notte di Milik?
"Spero che sia la notte del Napoli, non solo di Milik. Sarà una gara intensa e ci sarà bisogno di fisicità per prevalere. Considererò molto questo aspetto nelle mie scelte. Mertens ha avuto un problema alla spalla, ma ha recuperato e sta bene. Qualche cambio ci sarà, ipotizzarne sei mi sembra però  un po'  troppo".
Si aspetta un  regalo dal suo Milan contro la Juve?
"No, mi aspetto il regalo di vedere una bella partita, a San Siro Noi dobbiamo pensare solo al nostro cammino".
Perché il Napoli in Champions è diverso tatticamente da quello che gioca in campionato?
"In fase difensiva non cambiamo mai, siamo sempre sistemati con il 4-4-2. Magari alziamo un po' più gli esterni per attaccare, ma la difesa non cambia. In attacco invece dipende dalle partite, alle volte proviamo a mettere tre o quattro giocatori tra le linee avversarie, dipende di volta in volta dalla squadra che abbiamo di fronte".
Il calendario ora dà una mano al Napoli?
"Dipende soltanto dal nostro atteggiamento. Dire che sulla carta sono partite più facili è un grande pericolo. Contro la Roma è stata una gara più facile rispetto a quella con l'Empoli, paradossalmente".
Siete stati superiori al Psg?
"La realtà dice che abbiamo fatto due pareggi. Questo ci dà un piccolo vantaggio che non è poco a questo punto della Champions, ma non ci rassicura ancora".
E' possibile che tutte le 4 italiane si qualifichino agli ottavi?
"Magari, sarebbe un bel riconoscimento per le squadre italiane. Il compito più difficile è il nostro, le altre sono quasi passate, ormai".
Insigne è il miglior talento del nostro calcio?
"Sta facendo molto bene in posizione più avanzata, ma Insigne aveva fatto bene anche da esterno nel 4-3-3. A volte le novità portano motivazioni e nuovi stimoli. Sta giocando con grande continuità".
La Juve è già in fuga?
"Sì adesso lo è. Ha avuto una continuità straordinaria e a noi ci tocca rincorrere e fare il massimo per riavvicinarci il più possibile".

Che ne pensa del gesto di Mourinho?
"Penso che ognuno di noi abbia una responsabilità, quando si va in campo. Essere insultati per novanta minuti non fa certo piacere, la reazione che ha avuto Mourinho è totalmente comprensibile. Non è stata una cosa volgare, ma ironica. Dopo novanta minuti di insulti ci può stare. Non bisogna dimenticare i novanta minuti di insulti. Non mi riferisco soltanto allo Stadium, ma è una cultura generale del calcio italiano: succede a Napoli e a Milano. Basta. La sfida col Psg si è giocata in un'atmosfera bellissima, così deve essere. Viviamo lo sport in maniera più semplice e responsabile".
Chi voterà per la Panchina d'Oro?
"Non ho deciso. Ho tempo".
Piatek è da Napoli?
"Sta facendo molto bene, tutti i giocatori che fanno bene possono aspirare alle grandi squadre. Piatek sta facendo molto bene in un ambiente ideale per lui. È al primo anno in Italia, è un giocatore pericoloso e molto vivo in area. Lo dobbiamo tenere sotto controllo".
L'umiltà è il segreto del Napoli?
"È il segreto di questa squadra da diversi anni. Credo che sia la chiave del successo, quando non hai la superstar. La qualità caratteriale può fare la differenza, sono molto soddisfatto".
La Champions toglie punti al campionato. E' d'accordo?
"La Champions League toglie molta energia. Occorre uno sforzo supplementare per evitare imprevisti, soprattutto nelle partite che vengono dopo. Ma è un rischio necessario da correre, perché la Champions League è la competizione più importante al mondo e il Napoli ha le caratteristiche per giocarla al meglio".  
Che atteggiamento si aspetta domani?
"La squadra ha cominciato a giocare con continuità anche in trasferta, quando non ha l'appoggio dell'ambiente. Siamo molto finalizzati sul gioco e quindi evitiamo cali di concentrazione".
Vincere a Napoli potrebbe essere l'impresa più ardua della sua carriera?
"Sinceramente non ci penso. Vivo quotidianamente, sono giorni belli con poco stress, poi si vedrà. Vincere è sempre difficile, però qui c'è la possibilità di esprimersi al massimo e quindi può rappresentare un vantaggio".

 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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