Amazon, i sindacati protestano: "Notte tra gli scaffali, nel proprio letto solo 4 volte al mese"

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"Di notte tra gli scaffali; a casa, nel proprio letto, solo quattro volte al mese". Questa la condizione – secondo quanto denunciano i sindacati – a cui sono chiamati i turnisti notturni che lavorano nello stabilimento Amazon di Castel San Giovanni in provincia di Piacenza. Questo ritmo è il nuovo motivo di scontro tra il colosso dell'e-commerce e le organizzazioni sindacali che due giorni fa hanno annunciato un nuovo stato di agitazione con blocco degli straordinari: come spiegano i sindacati l'accordo con la società era diverso.

Secondo i sindacati (Filcams- Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltuc-Uil e Ugl terziario) che hanno puntato il dito proprio contro il lavoro notturno Amazon avrebbe cambiato l'organizzazione "in modo unilaterale, penalizzando fortemente il turno notturno", spiega la Cgil. E l'Ugl insiste sul punto: "È inaccettabile che i lavoratori siano obbligati per ben quattro settimane a lavorare sei giorni su sette, di notte, per totalizzare le 40 ore contrattuali".

"Significa- segnala una nota firmata dal segretario Ugl terziario Pino De Rosa– che per un mese i lavoratori notturni dormiranno solo quattro notti nel letto di casa".

"Sono gli stessi lavoratori che hanno dato la volontarietà sul turno notturno sulla base di una programmazione oraria chiaramente definito dall'accordo per cinque giorni su sette".

Questo il punto dell'accordo di cui il sindacato contesta il mancato rispetto da parte di Amazon. L'Ugl racconta anche che ci sono tra i lavoratori notturni, anche alcuni che "chiamati alla volontarietà su solo tre mesi non beneficiano nemmeno della maggiorazione ulteriore prevista dall'accordo stesso, che la riconosce solo a quelli che si erano dati volontari per nove mesi".

Amazon, la protesta dei lavoratori

E questo è solo uno dei temi che ha portato allo stato di agitazione che, solo "per il momento", prevede il blocco degli straordinari, nello stabilimento piacentino. Come racconta ancora De Rosa all'ultimo tavolo di confronto tra i sindacati e Amazon "abbiamo di nuovo registrato un atteggiamento di disponibilità al dialogo che però non sfocia mai in comportamenti concreti di miglioramento delle condizioni dei lavoratori sul piano della qualità di vita e dell'equo rapporto tra le retribuzioni e i profitti dell'azienda".

Anzi, in vista delle festività di fine anno il segretario dell'Ugl terziario denuncia come l'azienda "eludendo di fatto i principi che erano alla base dell'intesa (raggiunta la scorsa primavera, ndr) ha voluto, con l'approssimarsi del picco di fine anno, di nuovo agire d'imperia rimandando a future e, riteniamo, improbabili quanto vaghe prospettive le richieste avanzate"

Che cosa chiedono i sindacati ad Amazon

I sindacati hanno proposto ad Amazon una piattaforma per un contratto integrativo aziendale, ma anche stavolta "stata negata la possibilità di cominciare una discussione tesa ad individuare criteri e cifre per il riconoscimento di un sistema premiante a vantaggio dei lavoratori".

Un punto imprescindibile per i rappresentanti dei lavoratori è quello di maggiori stipendi per i lavoratori in virtù della condizioni di elevata produttività richiesta dall'azienda: per i sindacati la rischiesà rappresenta una "rivendicazione salariale che risponde a principi di equità in termini di distribuzione della ricchezza prodotta".

L'Ugl conferma che se l'azienda non prevederà un'apertura nei confronti delle rivendicazioni richieste verranno valutate "più incisive di proteste". Lo scorso anno in occasione dell'annuale appuntamento con gli sconti del Black friday furono i lavoratori nelle assemblee, su proposta delle organizzazioni sindacali, a volere lo sciopero per l’intero turno di lavoro.

Amazon, black Friday a rischio sciopero

[ Fonte articolo: TODAY ]

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