Alzano la voce i Vigili del Fuoco, domani è sciopero: "Manovra, una presa in giro"

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Rabbia e delusione nelle parole dei rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco: "Una promessa non mantenuta si trasforma poi in una presa in giro e i vigili del fuoco non lo meritano. Dalle bozze della legge di bilancio apprendiamo che non è stato previsto un solo centesimo per l'adeguamento delle retribuzioni dei vigili del fuoco ai livelli previsti per le forze dell'ordine come promesso nel contratto di governo. Anzi vi è di peggio: secondo le anticipazioni il già enorme divario con le forze dell' ordine aumenterà poiché nella manovra sono previsti anche 70 milioni aggiuntivi per le forze dell' ordine escludendo i vigili del fuoco. Una politica di segno opposto al contratto di governo nel segno della continuità con il passato, altro che governo del cambiamento ". Lo rende noto Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, il sindacato dei vigili del fuoco, nell' annunciare che "i vigili del fuoco di tutta Italia saranno in sciopero sabato 10 novembre dalle 9,30 alle 13,30 per chiedere queste modifiche durante l'iter parlamentare della legge di bilancio".

Lo stipendio medio di un vigile del fuoco si aggira attorno ai 1.300 euro al mese, riportano i sindacati, arrivando a 1.500-1.700 euro a fine carriera. Sono retribuiti molto meno dei colleghi di altri corpi: un divario che va dai 300 euro mensili, nelle qualifiche più basse, sino a circa 700 euro di differenza nei gradi più elevati.

Vigili del Fuoco, sciopero sabato 10 novembre

Il Conapo lancia un messaggio al premier Conte e ai vicepremier Salvini e Di Maio: "I vigili del fuoco sabato faranno sciopero garantendo comunque tutti i servizi di soccorso e di emergenza, onorando il giuramento di fedeltà fatto agli italiani. Il governo M5S-Lega è in grado fare altrettanto onorando le promesse fatte ai pompieri in campagna elettorale e nel contratto di governo o intende offenderci?".

"Sul potenziamento degli organici mediante l'assunzione straordinaria di ulteriori 1500 vigili del fuoco il nostro giudizio è positivo sui numeri ma negativo sul fatto che 480 assunzioni riservate alla stabilizzazione di personale volontario saranno effettuate senza limiti di età, potranno essere assunti anche nonni quasi sessantenni. Una misura ereditata dalla precedente legge di bilancio targata PD che contribuirà a alzare ulteriormente l'età media dei vigili del fuoco già oggi 48 anni, troppo elevata per un corpo di pronto intervento e emergenza. In polizia che hanno lo stesso problema hanno invece abbassato i limiti di età per aumentare l'efficienza operativa", chiariscono dal Conapo.

Non dimostrano sufficiente attenzione alle problematiche del corpo nazionale secondo i sindacati le parole del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ieri rispondendo al question time al Senato sulle misure intraprese per l'assunzione di personale nei Vigili del Fuoco, aveva detto: "Ventitre mila intereventi solo negli ultimi giorni ma di pacche sulla spalla e di soli applausi non si vive". Il titolare del Viminale ha detto che nella legge bilancio ci sono i contenuti per la stabilizzazione di 480 volontari e di ulteriori 28 unità (unità coinofili dei vigili del fuoco) che potranno essere assunte i base a decreto dl 2017. Nel ddl bilancio 2019 – ha aggiunto Salvini – abbiamo previsto 1.500 assunzioni e la sbilizzazione di 195 volontari discontinui".

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Cosa chiedono i Vigili del Fuoco

Non certo da oggi i Vigili del Fuoco denunciano le difficoltà quotidiane che devono affrontare, tra organici ridottissimi e stipendi di molto inferiori a quelli degli altri addetti alla sicurezza (come poliziotti e carabinieri). Corpo nazionale con un organico operativo di meno di 30.000 unità (cui vanno sommate 3/4.000 unità presenti solo sulla carta), spesso si devono spostare da regione a regione, inseguendo le tante emergenze del Paese. 

Secondo l'Eurispes "più volte si è ipotizzato, nel mal concepito spirito della Riforma del Titolo V, di 'regionalizzare' l'operatività di questo presidio essenziale per la sicurezza degli italiani: tentativi fortunatamente falliti che, ad esempio, avrebbero limitato nel disastro di Genova l'immediata possibilità di intervento dei Vigili di Toscana, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, confluiti in Liguria, con le loro colonne mobili, sul luogo del disastro, a poche ore dal crollo". Il Corpo, tutti sono d'accordo, dovrebbe essere ampliato di altre migliaia di unità, con l'inserimento di personale giovane.

Molti operatori sono precari, 'assunti' per due settimane, quando le emergenze lo richiedono; circa in 8.000 avrebbero i requisiti per l'assorbimento in organico. Senza citare poi la necessità di professionalità mediche (ad oggi sono solo 15 a livello nazionale), e di psicologi, così utili nelle ore successive alle sciagure per l'assistenza ai feriti, ai familiari delle vittime e agli stessi Vigili, sottoposti ad uno stress fisico e psichico eccezionale oltre che al continuo confronto con la sofferenza. Un vero cambio di passo e una reale attenzione al necessario potenziamento non è neanche all'orizzonte: quel che prevede la manovra non basta. Applausi, stima e riconoscimenti formali fanno piacere, ma non possono essere sufficienti.

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[ Fonte articolo: TODAY ]

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