Migranti, ultima porcata Onu l'Egitto dice no ai fannulloni magrebini e loro indagano noi

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L’ Egitto non ci sta più. E ha deciso di porre importanti limiti all’ immigrazione al fine di tutelare l’ ordine pubblico nonché la sicurezza degli egiziani, in barba ai mondialisti che vorrebbero confini aperti in nome di ideali nobili che cozzano con la realtà terra-terra con la quale ci tocca fare i conti ogni dì. Lo Stato nordafricano ha deciso di rendere più stringenti le procedure per il rilascio dei visti di entrata per coloro che provengono da Marocco, Algeria e Tunisia. Del resto, la Tunisia è diventata negli ultimi anni il primo centro mondiale di esportazione di foreign fighters. 

Secondo un rapporto dell’ Onu del luglio del 2015, sarebbero tra i 5.500 ed i 6.000 i jihadisti tunisini partiti per combattere in Siria dall’ anno 2011. Soldati del sedicente Stato islamico rincasati in patria dopo le sconfitte patite dall’ Isis in Siria e in Iraq con l’ imperativo di seminare il terrore nella propria terra natale nonché in Europa. Esercitare un controllo su coloro che vogliono mettere piede in casa nostra non è solo un atto legittimo in codesta situazione. Sarebbe una follia non farlo.
I regolamenti varati dal governo egiziano includono la richiesta di una dichiarazione bancaria che attesti che i richiedenti il visto abbiano non meno di 2.000 dollari sul conto corrente personale, oltre ad un certificato che ne accerti l’ occupazione lavorativa. Insomma, l’ Egitto non accetta più fannulloni. Chi batte la fiacca non può passare la frontiera.
E non è finita qui: i cittadini marocchini, algerini e tunisini dovranno altresì fornire conferme sulle prenotazioni dei biglietti aerei per lasciare il Paese una volta terminato il soggiorno nonché delle camere d’ albergo in cui alloggeranno.

Nessun rischio – Infine, un rappresentante di un’ agenzia di viaggi dovrà garantire la partenza immediata dell’ ospite a visita conclusa. Insomma, sembra proprio che l’ Egitto non voglia correre il rischio di ritrovarsi clandestini nullafacenti tra i piedi. Trattandosi non di cortesie per gli ospiti bensì di misure restrittive previste per determinate popolazioni, si potrebbe configurare una discriminazione. Eppure nessun membro della comunità internazionale insorge contro lo Stato africano, anche perché lo scettro di razzisti a livello globale è stato conferito a noi italiani.
Abbiamo accolto e seguitiamo di fatto a farlo chiunque giunga sul nostro territorio in modo illegale e senza il requisito minimo del possesso e dell’ esibizione dei documenti di identità, rinunciando così a uno dei diritti (e dei doveri) fondamentali di uno Stato sovrano, ossia quello di controllare i suoi confini, chi entra e chi esce, al fine di garantire la sicurezza sua e dei suoi cittadini. L’ Italia continua ad essere violata ed abusata. Eppure, nel momento in cui si ribella e decide di esercitare la sua legittima sovranità, ecco che la comunità internazionale attacca gli italiani, accusandoli di razzismo e xenofobia. Come ha fatto qualche giorno fa il commissario Ue agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici, il quale ha lanciato diverse frecciatine al governo italiano. Ci siamo sentiti dire persino da Emmanuel Macron, l’ uomo che sigilla i suoi confini, che siamo «vomitevoli» allorché chiudiamo i porti.
Anche le Nazioni Unite si sono sentite obbligate a dire la loro sul turpe comportamento degli abitanti della Penisola, i quali sono stufi che il loro territorio funga da discarica sociale mondiale.

Occhio ai razzisti – L’ Onu considera addirittura un’ emergenza il fenomeno del razzismo contro gli stranieri in Italia, tanto che il mese scorso l’ Alto commissario Onu per i diritti umani ha reso nota l’ intenzione di inviare in Italia una squadra di ispettori, proprio nel momento storico in cui, stando ai dati, i crimini (già esigui) contro gli immigrati diminuiscono e crescono a ritmo preoccupante gli stupri, le aggressioni, gli omicidi, le violenze di ogni genere operate dai migranti a nostro danno. Abbiamo un problema. È evidente. Ma non si tratta di una questione dibattuta all’ interno dei salotti privati e pubblici, in cui snobbetti indignati per la volgarità di una Nazione che nega il diritto di un essere umano di scegliere di vivere ovunque sul pianeta Terra storcono il naso. Si tratta semmai di una gigantesca e non più trascurabile questione di sicurezza pubblica. Di cui lo Stato italiano ha l’ obbligo di farsi carico. Nonostante gli insulti, le accuse e le offese che quotidianamente riceve.

di Azzurra Noemi Barbuto

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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