Dall'Aula a esame Ue, l'ottobre caldo della Manovra

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Dall’11 al 30 ottobre saranno venti giorni di fuoco per i conti pubblici italiani: vanno dall’esame nelle Aule di Camera e Senato della nota di variazione al Def a quello in cui Bruxelles dovrà emettere il suo giudizio sulla Manovra.

Ecco le scadenze principali.

11 OTTOBRE, NOTA AL DEF IN AULA – Le risoluzioni sulla Nota di Variazione al Def verranno votate dalle Assemblee di Camera e Senato

IL G7 FINANZIARIO. E’ convocato a Bruxelles dall’11 al 13 ottobre.

15 OTTOBRE, BILANCIO A BRUXELLES. Entro metà mese, il Governo dovrà inviare alla Commissione europea il ‘Draft Budgetary Plan’ (DPB), che indica i numeri macroeconomici e le linee guida della legge di bilancio. La Commissione avrà due settimane per rispedire il documento al mittente ove riscontrasse gravi violazioni delle regole del Patto di stabilità.

17-19 OTTOBRE, IL CONSIGLIO UE. Tra i temi in agenda la Brexit, i migranti, la sicurezza e l’accordo Ue-Aseam. Tuttavia, è scontato che ci si occuperà anche della situazione italiana.

20 OTTOBRE, ARRIVA LA MANOVRA. La legge di bilancio vera e propria dovrà essere approvata entro il 20 ottobre: per allora il Consiglio dei ministri dovrà varare l’articolato con le misure dettagliate e relative coperture, da inviare in Parlamento sotto forma di ddl. Il governo non ha escluso di accompagnare la legge con dei provvedimenti ad hoc, a partire dal decreto fiscale, come già successo negli ultimi due anni.

26 OTTOBRE, L’INCOGNITA RATING – Le agenzie internazionali hanno annunciato di aspettare la legge di bilancio prima di esprimere il loro giudizio. Quello di S&P’s è atteso il 26 ottobre; quello di Moody’s entro la fine del mese. Oggi entrambe le principali agenzie di rating tengono ancora l’Italia due gradini sopra il livello speculativo ‘junk’, spazzatura.

30 NOVEMBRE, ARRIVA IL GIUDIZIO UE. Dalla ricezione del DBP la Commissione avrà due settimane per esprimerne un’eventuale bocciatura immediata. In alternativa potrà, come già avvenuto con Padoan, inviare al ministro dell’Economia delle lettere di richiamo. Entro il 30 novembre Bruxelles dovrà quindi pubblicare il suo giudizio, indicando l’eventuale necessità di manovra correttiva.

[ Fonte articolo: ANSA ]

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