Bonucci, attacco alla Figc: ''Eravamo al punto zero, non è cambiato nulla''

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Il vicecapitano della nazionale contro i vertici del calcio italiano: ''Le cose forse sono peggiorate. Mi auguro che con l'elezione di un nuovo presidente federale si cominci a vedere qualcosa di buono. Servono regole ferree per tutto il movimento''

FIRENZE – Dura presa di posizione del vicecapitano della Nazionale Bonucci contro i vertici del calcio italiano. A quasi un anno dalla mancata qualificazione al Mondiale, con annesso commissariamento della Figc, il difensore della Juventus rileva che non è stata fatta alcuna riforma. Interrogato sull'allarme lanciato in proposito dal sottosegretario Giorgetti ("E' stato perso tempo. Nel calcio siamo all'anno zero e arrivando a una condizione cosi disastrosa non si può che rimbalzare. Bisogna avere adesso il coraggio di guardarsi allo specchio e cambiare"), che ha appunto delega allo sport, Bonucci ha sottolineato la gravità del problema e la necessità che le imminenti elezioni del presidente della Figc, il 22 ottobre, lo risolvano attraverso adeguate riforme: "L'ho già detto e lo ripeto. Eravamo al punto zero un anno fa e in un anno non è cambiato niente. Anzi, forse le cose sono addirittura peggiorate. Mi auguro che con l'elezione di un nuovo presidente federale si cominci a vedere qualcosa di buono. Lo meritano gli italiani, i tifosi e anche noi giocatori. Serve una riforma limpida, che migliori il calcio italiano".

A Gravina, candidato unico, Bonucci chiede soprattutto regole certe: "Regole ferree per tutto il movimento. Faccio un esempio chiaro. Siamo a ottobre inoltrato e la Viterbese, che a me sta tanto cara, non ha giocato ancora una partita. Non credo che questa sia una cosa normale nel calcio,. Il presidente dovrà fare una riforma importante, perché il calcio italiano ritrovi serenità, certezze e centri sportivi dove ci si possa allenare bene".

Quanto al passo indietro dell'associazione calciatori, il cui presidente Tommasi ha scelto di non schierarsi alle elezioni, secondo lo juventino la decisione ha una spiegazione evidente: "Credo che sia stata presa questa posizione anche come stimolo per chi deciderà in futuro: quelli in prima fila, nel calcio, sono i calciatori. Se i giocatori hanno fatto un passo indietro, questo non significa che non siano interlocutori importanti. Tommasi ha ritenuto opportuno non schierarsi e credo che la decisione vada rispettata. Ma noi abbiamo fiducia nel nuovo presidente e sul fatto che possa migliorare le cose".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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