Banca Carige il tempo stringe: cercasi partner per la fusione

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Il nuovo management di Carige ha due strade di fronte: valutare se procedere con un'aggregazione oppure continuare con l'attuale assetto stand alone, valorizzando in questo caso i punti di forza della banca, a partire dal suo legame con il territorio. È questo, secondo quanto si è appreso, quello che ha prospettato il nuovo amministratore delegato di Banca Carige, Fabio Innocenzi, nel suo primo incontro 'conoscitivo' con le sigle sindacali.

L'istituto genovese ha preannunciato di essere pronto ad esplorare la via di una fusione affidandosi anche a una banca di investimento per studiare le opzioni migliori.

Il manager ha confermato il piano d'azione prendendo l'impegno di riorganizzare a breve un incontro per entrare nel merito dei problemi da affrontare in merito ai livelli occupazionali e la necessità di adottore un piano di risanamento e di ristrutturazione profonda dopo le circa 450 uscite previste per il 2019.

"Certo è che è questa è la prima volta che ci viene prospettata chiaramente la possibilità di una fusione bancaria", sottolinea Mauro Scarin, della segreteria nazionale della Fabi. La linea dei sindacati interni è compatta nel voler far presente che dopo i pesanti tagli e sacrifici sul personale negli ultimi anni, non c'è più margine per accettarne altri licenziamenti. 

"Ci aspettiamo un nuovo piano industriale", afferma Scarin. "Innocenzi ha raccontato di aver toccato con mano, nei giorni seguiti alla sua nomina, il forte attaccamento del territorio alla banca, un aspetto che può essere considerato un punto di forza per rilanciare l'istituto".

Banca Carige rimbalza in Borsa

Sprint di Banca Carige a Piazza Affari all'indomani del consiglio di amministrazione che ha messo a punto un programma per il ripristino dei requisiti patrimoniali.

Il board dell'istituto ha dato mandato all'amministratore delegato, Fabio Innocenzi, per la finalizzazione dell'accordo con Bain Capital Credit, nell'ambito della trattativa in esclusiva annunciata il 7 agosto scorso, volto alla cessione di un portafoglio di posizioni Unlikely To Pay (Utp) fino a 400 milioni di gross book value (Gbv) che consentirà di portare l'ammontare di Npe al di sotto dell'obiettivo di 4,6 miliardi stabilito da Bce per fine 2018.

Ferma restando la data prevista del 30 novembre 2018 per la presentazione del Capital Conservation Plan (per la quale non è stata richiesta alcuna deroga), il Cda ha dato poi mandato a Innocenzi di predisporre "un piano di azione che garantisca, indipendentemente dalle presenti condizioni di mercato, il rispetto entro fine anno anche dei parametri di Overall Capital Requirement. Sono allo studio gli termini e modalità idonee per assicurarne comunque l'esecuzione entro il 31 dicembre 2018".

Dopo il declassamento di Fitch che mercoledì scorso ha tagliato il rating di lungo termine della banca da 'B-' 'CCC+', il board tiene a sottolineare che "l'analisi si riferisce a valutazioni antecedenti agli sviluppi in tema di governance e di sostegno finanziario da parte del principale azionista successivi all'assemblea degli azionisti.

[ Fonte articolo: TODAY ]

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