Nazionale, Mancini: "In Italia non c'è pazienza, obiettivo gli Europei"

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Mercoledì a Genova l'amichevole contro l'Ucraina, il ct non bada alle critiche: ''Vado avanti con il mio progetto''. Sulle esclusioni di Balotelli e Belotti: ''Non attraversano un grande momento di forma''. Out per infortunio Cutrone, Romagnoli e D'Ambrosio, chiamati Tonelli e Piccini. Si ferma pure Zaza

COVERCIANO – La Nazionale si ritrova per il raduno in vista dell'amichevole di mercoledì a Genova con l'Ucraina e del duello di domenica a Chorzow con la Polonia per la Nations League. Mentre tornano a casa per infortunio, dopo le visite mediche, l'interista D'Ambrosio e i milanisti Romagnoli e Cutrone (entrano Tonelli della Sampdoria e Piccini del Valencia), e Zaza si ferma per un problema alla coscia destra Mancini si coccola Insigne, in stato di forma eccellente. Per il momento il ct non esclude cambi di ruolo per lui – nel Napoli di Ancelotti è seconda punta – e nemmeno per Bernardeschi, che nella Juventus ha fatto anche la mezz'ala. Mancini ha provato due formazioni diverse. Quella apparentemente titolare era decisamente inedita: un 4-5-1 con Donnarumma, la linea difensiva Florenzi-Bonucci-Chiellini-Biraghi, il centrocampo Bernardeschi-Verratti-Jorginho-Barella-Chiesa e Insigne falso nueve.

Mancini, come giudica il rendimento in crescita di Insigne, rispetto alle convocazioni di settembre?
"Non ne sono affatto sorpreso. Quando i giocatori sono bravi, dimostrano sempre il loro valore".
Barella è pronto per una prova da titolare?
"E' un giocatore di grande prospettiva. Ma è giovane e ha bisogno di tempo. Soltanto il campionato gli può dare la condizione necessaria".
Il mese scorso le partite con Polonia e Portogallo sono state accompagnate dalle critiche.
"Pazienza è una parola che non fa parte del vocabolario del calcio italiano. Quanto alle critiche, leggo poco i giornali: sulla Nazionale potrei leggere quelli di 20 anni fa e sarebbe la stessa cosa. Io vado avanti col mio progetto. Con i campioni d'Europa del Portogallo abbiamo schierato una squadra giovane, piena di Under 23 in mezzo al campo. Poteva finire 1-1 o 2-0 per loro e la mia valutazione non sarebbe cambiata. Con la Polonia credo che abbiamo fatto una buona partita, eppure le critiche sono arrivate comunque".

La Nations League non conta più delle amichevoli?
"Il nostro obiettivo è la qualificazione all'Europeo. E' vero che la Nations League è meglio delle amichevoli, ma l'obiettivo è l'Europeo. Se arriviamo primi nel nostro girone della Nations, come è tuttora possibile, siamo contenti. Se arriviamo secondi, va bene lo stesso. Se arriviamo terzi, l'unico problema può essere il sorteggio per i gironi di qualificazione all'Europeo, col rischio di incrociare una squadra di primissima fascia. Ma è davvero l'unico problema".
I successi delle squadre italiane di club vi danno più responsabilità?
"Ci fa piacere per le squadre italiane: quando vincono, è sempre una cosa importante".
La convocazione di Giovinco dalla Mls americana è una sorpresa?
"Giovinco sta facendo bene da anni e ne ha 31. L'abbiamo seguito e volevamo vederlo dal vivo: ha grandi qualità e negli ultimi anni non le ha potute mettere in mostra, giocando in America".
Belotti e Balotelli sono stati bocciati?
"No, si tratta di valutazioni tecniche. Non attraversano un momento di forma straordinaria, pur con tutte le differenze. Ma fanno parte di questo gruppo. Quando torneranno al 100%, non ci saranno problemi. Le esclusioni per l'Europeo per qualcuno purtroppo a un certo punto arriveranno, ma in questi anni tutti avranno la possibilità di guadagnarselo". 
Come intende risolvere il problema più serio della squadra, quello del gol?
"Abbiamo giocatori di qualità tecnica notevole. Torneremo a fare gol, ne sono sicuro".
La prospettiva della retrocessione nella Lega B della Nations League non la infastidisce?
"Ci sono quattro gruppi di serie A e in uno, ad esempio, ci sono Inghilterra, Spagna e Croazia: una andrà in B per forza. L'unico problema del terzo posto, ripeto, potrebbe essere quello di andare al sorteggio e di rischiare di finire in un girone di qualificazione per l'Europeo con una squadra molto forte. Detto questo, siano ancora in ballo per il primo posto nel girone e cercheremo di ottenerlo".
Che cosa pensa dell'ipotesi di Marotta a capo del Club Italia?
"Non so, faccio l'allenatore e non mi risulta che Marotta giochi. Scherzi a parte, non ne so nulla".
E del centrocampista del Napoli Allan in Nazionale da oriundo?
"Vale lo stesso discorso, non ne so nulla. Non ne abbiamo mai assolutamente parlato".
Si può dire che la parola d'ordine di Mancini ct sia qualità?
"Ci proviamo: io dico che abbiamo giocatori tecnici e che li dobbiamo sfruttare".
Però il loro rendimento, tra Champions e Nazionale, è un po' diverso: non tocca a loro restituire all'Italia il prestigio perduto?
"Non andando al Mondiale un po' di prestigio l'abbiamo perso. Speriamo di rimediare: questi ragazzi meritano occasioni. Ci vuole un po' di tempo, ma la Nazionale deve tornare a essere una delle migliori al mondo. Siamo qui per questo. Certo, i giocatori devono capire che per giocare in Nazionale devono fare di più: non basta il 70 per cento, qui bisogna fare di più".
Tra i torinisti Belotti e Zaza qual è stato il criterio per l'esclusione del primo?
"Spero che Belotti possa tornare a essere importante come è stato in azzurro. Porte aperte a tutti: nessuna preclusione per nessuno".
Non solo Insigne, ma anche Bernardeschi interno e Pellegrini più a ridosso delle punte: rispetto al mese scorso si prospetta qualche utilizzo tattico diverso, figlio del campionato?
"In Portogallo i giocatori non erano al massimo della condizione, non volevo rischiare infortuni a 72 ore di distanza dalla partita con la Polonia. Stavolta qualcuno potrebbe anche fare due partite. E alcune situazioni del campionato si potrebbero portare anche in Nazionale. A Insigne chiedevo di non tornare molto indietro, altrimenti perde lucidità. Per come lo impiega Ancelotti, spreca meno energie".
Che cosa pensa della accuse da cascatore a Chiesa?
"Quando si perde una partita, ci può essere uno sfogo. Ha grandi qualità, può diventare uno dei migliori della Nazionale. Anche ai nostri tempi qualcuno si buttava per cercare il rigore: ora si vede di più, ma lui è uno per bene, non ci sono dubbi".
Qual è il bilancio dei suoi primi mesi da ct, per rapporti con club e allenatori?
"Al momento non ho trovato alcun problema: noi cerchiamo di avere rispetto per i giocatori, per le squadre e per i dirigenti".
La convocazione di Piccini dal Valencia, cioè di un giocatore che finora ha avuto praticamente una carriera professionistica tutta all'estero, significa che è stato poco valorizzato in Italia?
"No, io penso che sia meglio che giochi all'estero, così gioca. Sta facendo bene, lo seguiamo da tempo. Gioca in Champions, può avere futuro importante".
I gol di Insigne la rincuorano? 
"I gol sono tutti belli: l'ultimo in campionato è un classico dei suoi, un po' alla Del Piero. Però è stato molto importante anche quello al Liverpool in Champions. Lorenzo è uno che può giocare ovunque".
Nei due giorni a Genova, dove lei ha vissuto a lungo, ci sarà la visita al ponte Morandi.
"E' una cosa importante: speriamo di portare 24 ore di gioia e chi ha subito questa tragedia possa svagarsi. Speriamo di giocare una bella partita anche per loro".
Nel suo libro Totti rivela che nel 2009 i giocatori della Roma volevano lei come allenatore e lo chiesero a Rosella Sensi, invece poi fu scelto Ranieri.
"Non mi ricordo, è passato troppo tempo. Non ne sapevo nulla, non ho mai avuto alcun tipo di contatto. A proposito di queste cose dei giocatori, mi viene in mente quella volta che alla Sampdoria andammo da Boskov a dire, io e Vialli, che era meglio fare marcare Gullit da Vierchowod. Boskov lo fece marcare da Fusi, che fu bravissimo. Capimmo che non contavamo poi così tanto".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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