Ecco la pistola al peperoncino in edicola con Libero: come si usa, come riduce i criminali

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È un aggeggino che pesa poco più di un etto ed è poco più lungo di dieci centimetri. Ma dentro c’ è tutto quello che serve per difendersi. La pistola al peperoncino GA 3 contiene due colpi che contengono un estratto liquido di peperoncino. Pigiando il grilletto (il dito deve esercitare pressione di tre chili, quanto basta a evitare che un colpo parta accidentalmente), si aziona un innesco a tamburo: parte un getto da otto piccoli fori in cima alla canna, che arriva fino a tre metri di distanza.
Il liquido (una miscela denominata Piexol, un estratto del peperoncino di cayenna) è viscoso, denso, di un rosso profondo: è la sostanza infiammatoria più efficace tra quelle disponibili, e agisce su naso, occhi, pelle, mucose, «aumentando la trasmissione nervosa del dolore», si legge sul libretto delle istruzioni. I sintomi, immediati, sono tosse, spasmi, nausea, lacrimazione, disorientamento e irritazione. Gli effetti terminano entro un’ ora. Se lo si tocca lascia sulle dita un leggero calore, all’ olfatto sembra colla, e basta annusarlo perché la gola si irriti. Poi, partono gli starnuti.
La velocità del getto è di 180 chilometri orari, come una prima palla tirata di malavoglia da Roger Federer, allo sparo si sente un "clac" e un leggero rinculo. Il liquido arriva concentrato in un minimo diametro, quindi colpisce solo l’ obiettivo. L’ arma si impugna facile, intuitivamente, e non solo, dato che sembra una pistola, mette paura all’ aggressore, ma è molto più efficace del comune spray al peperoncino che copre distanze corte, è poco potente e può essere deviato dal vento, con il rischio che arrivi a persone che non c’ entrano con l’ aggressione.

Il mercato – Il mercato delle armi non letali va già alla grande: «Ne abbiamo vendute 15mila, l’ anno scorso», ha spiegato a Libero Gionata Lenzi di Midifendo.it, start up di Ponsacco (Pisa) che distribuisce in tutta Italia la pistola, prodotta in Svizzera.
«Abbiamo dovuto chiedere alla ditta di adattarsi alla nostra legge (Regolamento n. 103 del 12 maggio 2011, ndr). In Svizzera e anche in Germania, per esempio, la distanza massima da cui è legale sparare è di 7 metri, da noi solo di 3. I nostri prodotti non sono considerate armi e quindi sono acquistabili ovunque, il nostro sito è il primo e-commerce italiano, e si possono portare sempre con sé, senza bisogno di licenza o porto d’ armi».
Gli acquirenti sono, per il 70 per cento, uomini che la comprano per mogli e figlie, il 10% uomini che la vogliono per sé e di solito la tengono in macchina. Ma, spiegava Lenzi, il target si sta differenziando sempre di più: «Sono donne, anziani, e uomini d’ affari, sportivi, camperisti e viaggiatori. Ma anche i professionisti più a rischio come negozianti, tabaccai, benzinai, gioiellieri, tassisti e guardie giurate. Le pistole al peperoncino, per la loro semplicità d’ utilizzo, sono diventate anche un utile regalo da farsi e da fare ai genitori che vivono da soli, alla moglie oppure ai figli purché maggiori di 16 anni, limite legale per il libero porto e detenzione».
La crescita, quindi, è costante, nonostante le difficoltà riscontrate nella comunicazione: «Ci è vietata la pubblicità sui siti, per esempio Google e Facebook», dice Lenzi, «Queste aziende hanno una politica interna che vale per tutto il mondo. E in Inghilterra, per esempio, questo genere di autodifesa è illegale. Il pericolo, sostengono, è che una pubblicità su un sito italiano si diffonda ovunque».

Negli altri paesi – In altri Paesi in cui spray e pistola sono legali, però, i numeri sono ben più alti: in Germania lo spray al peperoncino ha raggiunto i 6 milioni di pezzi all’ anno, in Francia 4,5 e in Spagna 3,5. E le pistole, negli stessi Stati, viaggiano sui 60/70mila. Perché? Il pericolo è reale e lo strumento efficace quanto un’ arma vera, senza però ammazzare: il rinnovamento non è solo pratico ma anche morale, perché non c’ è bisogno di usare armi letali.
Il tema della legittima difesa è da sempre luogo di scontro e la pistola al peperoncino mette d’ accordo tutti: chi si difende, perché è efficace, l’ aggressore, perché non andrà all’ altro mondo, e anche la legge, perché il peggio che può succedere, una volta colpiti, è un’ ora di bruciori e dei vestiti da buttare.

di Costanza Cavalli

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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