Nazionale, Mancini punta sul tridente: "Abbiamo bisogno di tornare a vincere"

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Azzurri a secco di vittorie dalla gara con l'Arabia Saudita: ora l'Ucraina. In precedenza, il ct e i giocatori in visita al Ponte Morandi: "Ho vissuto a Genova 15 anni e molte volte ci sono passato. Vederlo in tv fa impressione, ma dal vero è ancora più impressionante"

GENOVA – Il momento più emozionante della vigilia della partita di domani sera a Marassi con l'Ucraina è stato ovviamente per Mancini, che a Genova ha giocato e vissuto per 15 anni, la sosta sotto il ponte Morandi: "E' stato un sentimento generale: quando arrivi sul posto, è terribile. Un conto è vederlo alla tivù e un altro da sotto. Vedere quel pezzo di ponte che manca, per chi come me ha vissuto a lungo a Genova, è stata un'immagine che sarà difficile dimenticare. Abbiamo incontrato bambini che hanno perso un genitore o addirittura tutti e due. Forse gli abbiamo regalato qualche minuto di felicità, Non di più, temo".

Ma il ct della Nazionale ha parlato anche dell'amichevole contro la squadra allenata da Shevchenko. Si profilano l'esordio del nono giocatore della gestione Mancini, il cagliaritano Barella, e un inedito modulo col falso nueve.
Mancini, l'Italia non segna quasi più e le defezioni, tra punte infortunate e fuori forma, sono tante: c'è un problema attacco?
"No, abbiamo convocato Lasagna e abbiamo tanti attaccanti: per queste due partite con Ucraina e Polonia possono bastare".
La formazione?
"Se avete visto gli allenamenti, stavolta sapete chi giocherà. Il tridente, comunque, è sicuro. Qualcuno giocherà due partite, ci sono 4 giorni tra una partita e l'altra. Con Chiellini decideremo insieme domattina".

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Giocherete senza il centravanti classico?
"L'unico centravanti vero, prima dell'arrivo di Lasagna che è previsto per stasera, è Immobile. Almeno in questa amichevole possiamo provare altre soluzioni".
La novità a centrocampo è il ritorno di Verratti accanto a Jorginho.
"Verratti torna dopo un po' di tempo, visti gli infortuni: spero che possa dare l'apporto che ci aspettiamo da lui".
 Che cosa si aspetta dalla tecnicamente dalla partita?
"La speranza è quella di vincere, una vittoria fa sempre felici e stavolta la felicità della gente è più che mai importante. Ma mi aspetto anche, al di là dell'unico allenamemto fatto, che la squadra giochi a pallone, che giochi bene".

Forse manca un leader, chi può essere?
"Si può essere leader per esperienza o per tecnica: li abbiamo, la mia speranza è che ce ne possano essere diversi".
Teme la sindrome da amichevole?
"No, spero di no: abbiamo bisogno di iniziare anche a vincere: dobbiamo assolutamente provarci. Anche l'Ucraina sta ringiovanendo la squadra, ha uno staff italiano con Shevchenko e aspettative alte".
Qual è la certezza che arriva dal campionato?
"Il campionato dice sempre qualcosa. C'è il fatto che Insigne, anche nel ruolo cambiato da Ancelotti, continui a essere importante per il Napoli. E ci sono le prestazioni di Bernardeschi. In generale tutti i calciatori, a parte quelli purtroppo assenti per infortunio, stanno meglio rispetto a un mese fa".

SHEVCHENKO COMMOSSO – Alla presentazione della partita hanno preso parte anche il capitano del Genoa Criscito e l’attaccante della Sampdoria Caprari. Criscito, genovese d’adozione, è parso particolarmente emozionato: "Speriamo di potere regalare un sorriso ai genovesi, che in questi mesi hanno sofferto tanto. Per me entrare allo stadio sarà molto più emozionante del solito". Caprari ha spiegato la volontà della squadra "di stare vicino a chi ha perso i propri cari".

Ma anche Shevchenko, nel cui staff ci sono altri due ex milanisti come Tassotti e Maldera,  ha voluto essere con l’Ucraina sotto il ponte Morandi e ha raccontato le sue sensazioni: "L’Italia è la mia seconda patria, non potevamo mancare quest’appuntamento". Anche per lui la partita sarà importante sul piano tecnico: "Ho meno scelta di Mancini e molti giocatori li ho visti soltanto qualche minuto fa. Però vogliamo essere all’altezza dell’Italia. Io al Monza con Berlusconi e Galliani? Al presidente ho fatto i complimenti per quest’avventura coraggiosa. Ma io ho un obiettivo chiaro davanti a me: voglio portare l’Ucraina all’Europeo".
 

 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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