Portogallo, Santos si appella al pubblico: "E' la nostra arma in più"

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Il ct lusitano alla vigilia della sfida con l'Italia: ''Partita equilibrata ma abbiamo un vantaggio, la folla. Ronaldo? Aspettate un po' e vedrete quanti gol farà anche da voi"

LISBONA – In assenza del convitato di pietra Cristiano Ronaldo ("Aspettate un po' e vedrete quanti gol farà anche da voi", è la rassicurazione del ct Fernando Santos ai tifosi della Juventus), il Portogallo campione d'Europa, reduce dal Mondiale senza gloria, ricorre all'arma classica dei momenti pieni di incognite: l'appello al pubblico. Per il debutto nella Nations League contro gli azzurri, sia il ct sia il capitano Pepe, che toccherà quota 100 presenze invitano i portoghesi a trasformare l'Estadio da Luz in una bolgia. Il più esplicito è Santos: "La partita è molto equilibrata, ma noi abbiamo un vantaggio: la folla. In casa il pubblico ci ha sempre aiutato: speriamo che lo faccia anche stavolta. Abbiamo qualcosa da difendere, il titolo europeo, e la strada verso le qualificazioni a Euro 2020 comincia proprio da questa Nations League. Sono sicuro che i portoghesi daranno come al solito una grande risposta".

ATTENTI A IMMOBILE – Pur senza nominarlo, il ct portoghese si aspetta evidentemente l'innesto di un attaccante contropiedista come Immobile nell'Italia di Mancini: ha analizzato con attenzione la partita degli azzurri con la Polonia e ha colto l'evoluzione tattica della ripresa, con più possesso palla, ma ritiene che la Nazionale si affiderà al contropiede, secondo dna: "Noi arriviamo dall'amichevole con la Croazia vicecampione del mondo. Croazia e Italia sono due grandi Nazionali: l'Italia, anche se al Mondiale non c'era, è una squadra storica. Ma con i croati era appunto un'amichevole. Credo che con gli azzurri sarà una grande partita. Con la Polonia l'Italia è stata più preoccupata nel primo tempo, ma nel secondo è migliorata, ha fatto pressing e ha pareggiato. Sappiamo che ha grandi stimoli e che non ha mai perso la sua caratteristica più tipica: il gioco in verticale, con molta profondità. A Bologna, nella ripresa, ha fatto più possesso palla: Jorginho è un regista brasiliano, ha caratteristiche diverse dagli altri. Quando è cresciuta in campo, l'Italia non ha dato più molte occasioni alla Polonia".
Il ventilato inserimento di Chiesa al posto di Insigne non sarà, secondo Santos, la chiave tattica: "Dopo l'uscita di Balotelli non ho notato soltanto Chiesa, che è un giocatore molto verticale. L'Italia ha tante alternative, anche Insigne è un giocatore fantastico".

PEPE AL COMANDO – Il trentacinquenne oriundo brasiliano, nato a Maceiò, è diventato un simbolo della Nazionale portoghese: "Sinceramente non ho mai pensato di potere arrivare a 100 presenze: la nostra è una professione rischiosa, con l'incognita degli infortuni. Però alla fine ci sono arrivato e ne sono molto felice. Non sento responsabilità extra per essere uno dei più esperti in mezzo a tanti giovani: tutti qui abbiamo responsabilità. Ognuno sa che cosa rappresenta questa maglia, non sento un peso in più. La nuova generazione può dare un grande contributo, con la sua alta qualità, con l'umiltà e col lavoro. Con l'Italia sarà una partita difficile: rispetto alla Croazia è più portata a un calcio difensivo e di contropiede. Ci aiuterà il pubblico".
Assente Guerreiro per infortunio, è verosimile la conferma della formazione che giovedì scorso ha pareggiato 1-1 allo stadio Algarve di Faro proprio con un gol di testa di Pepe, in risposta a Perisic. "Non prevedo molti cambi", ha ammesso Santos. Davanti al portiere Rui Patricio, il 4-2-3-1 dovrebbe dunque prevedere la linea difensiva Cancelo-Ruben Dias-Pepe-Mario Rui, la mediana Carvalho-Neves e il trio Bernardo Silva-Pizzi-Bruma (il giovane Rony Lopes potrebbe entrare in corso d'opera) davanti ad André Silva.

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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