Pensioni, le ultime notizie sulla riforma: "Si lavora alla Quota 100 con 64 anni di età"

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Nuovo "colpo di scena" sulla riforma delle pensioni. Il ministro dell'Economia Giovanni Tria "sta valutando un discorso 64-36 quota 100 e poi vedremo quali saranno le applicazioni" . A dirlo, intervistato ad Agorà, su RaiTre, non è stato un passante qualunque, ma Lorenzo Fioramonti, sottosegretario del Ministero dell'Istruzione in quota 5 Stelle. "Qui si studia. Si studia in maniera seria'', ha detto Fioramonti, che sulla proposta della Lega di abbasare l'età minima per andare in pensione ha tagliato corto: ''Salvini rappresenta delle istanze".

Alla luce delle dichiarazioni di Fioramonti, appare dunque evidente che la Quota 100 con una soglia di età minima fissata a 64 anni è ad oggi quella che al Tesoro sembra più praticabile per tenere i conti in ordine.

Pensioni, i sindacati all'unisono: "Il governo apra un confronto"

Intanto in materia di pensione c'è da registrare la presa di posizione dei sindacati, che da tempo ormai chiedono ell'esecutivo di ascoltare le loro proposte: "È opportuno che il Governo apra un confronto con il sindacato sulla previdenza rispondendo alla richiesta avanzata da Cgil, Cisl e Uil al ministro Di Maio lo scorso luglio e affrontando i temi contenuti nella Piattaforma sindacale unitaria'' dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli..

Secondo la Cgil, ''l'ipotesi riguardante quota 100 a 62 anni merita un approfondimento e, se venisse formalizzata senza vincoli surrettizi, sarebbe una cosa positiva. Ma – sottolinea il dirigente sindacale – questo tema non esaurisce le questioni previdenziali da affrontare con urgenza, perché quota 100 riguarda una parte limitata del mondo del lavoro".

Ape sociale e opzione donna: i dubbi della Cgil

Il segretario confederale spiega infatti che "lascerebbe fuori quasi del tutto i giovani, le donne, il lavoro discontinuo, intere aree geografiche del Paese, per i quali, non essendo in grado di raggiungere quei livelli di contribuzione, le condizioni rimarrebbero quelle previste dalla legge Fornero. A maggior ragione – aggiunge – se venisse superata l'Ape sociale, che, per alcune categorie più deboli di lavoratori, prevede un minimo di contributi che può andare dai 28 ai 36 anni".

"È necessario inoltre – sostiene in conclusione Ghiselli – affrontare e risolvere definitivamente il tema esodati, la proroga di opzione donna e la questione dei 41 anni. E va garantita agli attuali pensionati l'effettiva tutela del valore della loro pensione, scongiurando anche i rischi di illegittimi ricalcoli o contributi di solidarietà da prelevare anche dalle pensioni di importo medio''.

La Uil: "Sorpendente che il governo non ci abbia incontrato"

"È sinceramente sorprendente che il ministro del Lavoro, dopo oltre un mese e mezzo, non abbia ancora risposto alla richiesta di incontro di Uil, Cisl e Cgil sui temi previdenziali. Gli annunci e i contro annunci di queste settimane sulle pensioni hanno il solo effetto di disorientare i lavoratori e le lavoratrici". Ad affermarlo in una nota è il segretario confederale Uil Domenico Proietti. La Uil, insieme agli altri Sindacati, ritiene che "bisogna continuare l'azione avviata negli ultimi due anni per cambiare profondamente la Legge Fornero.

Le richieste sei sindacati sulle pensioni

Le tre Confederazioni hanno da tempo avanzato proposte precise per reintrodurre efficacemente una flessibilità di accesso alla pensione intorno ai 62 anni, – sostiene il sindacalista – per attuare misure che garantiscano pensioni adeguate ai giovani, per superare le disparità di genere, per valorizzare il lavoro di cura ai fini previdenziali, per prorogare opzione donna e chiudere definitivamente le salvaguardie degli esodati". "Ci auguriamo che il Governo su questa materia non perda altro tempo e convochi un incontro con i Sindacati per trovare soluzioni utili per il nostro Paese" conclude Proietti.

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[ Fonte articolo: TODAY ]

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