Cinquant'anni dopo Praga ricorda l'invasione russa della Cecoslovacchia

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La Repubblica ceca insieme alla Slovacchia ricordano in queste ore, con una serie di manifestazioni, il 50esimo anniversario dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia, avvenuta la notte fra il 20 e il 21 agosto del 1968.

Già ieri sera si è svolto a Praga un raduno dal titolo significativo, “Nezapominame. Protestujeme” (Non dimentichiamo. Protestiamo”) davanti all’Ambasciata della Federazione russa. L’intento non è stato evidentemente solo quello di commemorare l’invasione ordinata da Mosca nel 1968, ma anche di contestare l’attuale politica estera russa, in primo luogo l’annessione della Crimea. Nel mirino anche una serie di uomini politici cechi, accusati di essere amici del Cremlino, fra cui soprattutto il presidente Milos Zeman.

A proposito di quest’ultimo, contestatissima la sua decisione di non partecipare agli eventi e di non pronunciare discorsi commemorativi. “Il Presidente il suo coraggio lo ha dimostrato in tempi in cui essere coraggiosi non era qualcosa di comune e a buon mercato”, ha fatto sapere il suo portavoce, ricordando le parole di condanna contro l’invasione che Zeman pronunciò all’indomani dei carri armati e all’inizio della normalizzazione, quando fu espulso dal Ksc, il partito comunista cecoslovacco, e gli fu negato di lavorare all’università.

Parole che non sono però servite a placare le polemiche, tant’è che oggi la Ceska televize, l’emittente televisiva pubblica ceca, potrebbe giungere alla clamorosa decisione di trasmettere in diretta il discorso alla nazione che, per questo cinquantenario, si prepara a pronunciare a Bratislava il presidente slovacco Andrej Kiska.

Oggi, l’evento più significativo a Praga è stato, come avviene ogni anno di consueto, il raduno davanti alla sede della Cesky rozhlas, l’emittente radiofonica pubblica della Repubblica ceca. In quei drammatici giorni dell’agosto del 1968 la radio cecoslovacca fu l’ultima voce ad arrendersi alla prepotenza sovietica, mentre nella strada adiacente i carri armati spazzavano via le barricate improvvisate, provocando anche la morte di alcuni cittadini. Davanti alla Cesky rozhlas alcuni hanno colto l’occasione per contestare il premier Andrej Babis, il cui esecutivo governa grazie all’appoggio dei comunisti nostalgici dell’ancien regime.

Sempre oggi, in serata, è previsto nella vicinissima Piazza Venceslao un grande concerto, durante il quale l’Orchestra sinfonica della Radio ceca eseguirà i più grandi successi degli anni ’60 della musica pop ceca, soprattutto le canzoni che caratterizzarono quel fatidico 1968, dalla Primavera di Praga sino all’inizio della normalizzazione comunista.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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