Vacanze in auto, facciamo 'luce' sull'uso di fari e fanali

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Consigli dello specialista Osram per migliorare la sicurezza

ROMA – Nei viaggi estivi, che si svolgono spesso anche nelle ore notturne, il sistema d’illuminazione dei veicoli assume una importanza ancora maggiore, per vedere al meglio la strada e le eventuali insidie e per farsi vedere correttamente dagli altri utenti. Un rapporto di Osram, uno dei maggiori produttori del settore, pubblicato sul sito dell’azienda www.autoblogluce.it cerca di fare ‘luce’ sull’argomento, eliminando dubbi e false convinzioni. Esistono infatti leggi precise che stabiliscono quali luci utilizzare, quando e come, che per l’Italia fanno capo al Codice della strada. Il lunghissimo comma 1 dell’articolo 151 spiega di quali dispositivi (sono 20) debba o possa essere dotato un veicolo. Ma l’argomento riguarda i costruttori. L’utente deve invece sapere dove vanno usate le luci. Lo dice l’articolo 153, comma 1: ”Da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità”. Sono obbligatorie in questi casi “le luci di posizione, le luci della targa e, se prescritte, le luci di ingombro. In aggiunta a tali luci, sui veicoli a motore, si devono tenere accesi anche i proiettori anabbaglianti”. Il comma 5 aggiunge che in questi casi l’uso delle luci è obbligatorio anche durante la fermata e la sosta, anche se il veicolo è sulle corsie d’emergenza, a meno che il veicolo sia collocato fuori dalla carreggiata o sia reso pienamente visibile dall’illuminazione pubblica. Una sezione a parte della normativa è dedicata agli abbaglianti, cioè i proiettori di profondità. Di nuovo l’articolo 153. Il comma 1 stabilisce che ”possono essere usati fuori dai centri abitati quando l’illuminazione esterna manchi o sia insufficiente. Al di fuori di quei casi, il comma 2 dice che non si devono usare”. Inoltre il comma 3 stabilisce che si devono spegnere gli abbaglianti e passare agli anabbaglianti ”quando stanno per incrociare altri veicoli, quando seguono altro veicolo a breve distanza – salvo che l’uso dei proiettori di profondità avvenga brevemente in modo intermittente per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare – e in qualsiasi altra circostanza se vi sia pericolo di abbagliare gli altri utenti della strada ovvero i conducenti dei veicoli circolanti su binari, su corsi d’acqua o su altre strade contigue”. Il comma 4 precisa poi che il cosiddetto ‘lampeggio’ è “consentito al fine di evitare incidenti e per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. durante la circolazione notturna e diurna, in deroga al comma 1, anche all’interno dei centri abitati”. Della segnalazione luminosa di pericolo – le classiche quattro frecce – parla il comma 7 che stabilisce quando si devono azionare. Solo se l’auto ingombra la carreggiata; durante il tempo necessario a collocare e riprendere il segnale mobile di pericolo (il triangolo) ove questo sia necessario; quando per avaria il veicolo è costretto a procedere a velocità particolarmente ridotta; quando si verifichino improvvisi rallentamenti o incolonnamenti e infine in tutti i casi in cui la fermata di emergenza costituisce pericolo anche momentaneo per gli altri utenti della strada.

Osram ricorda poi l’importanza del kit di lampadine di scorta. E’ obbligatorio averlo sempre in auto in Francia, Germania e Regno Unito. In Italia non è obbligatorio ma è sempre consigliabile portarlo nel bagagliaio, e del tipo compatibile con la vettura. Non è solo una questione di sicurezza, ma spesso se si viene fermati per una luce spenta la possibilità di cambiarla sul posto si accompagna con un po’ di indulgenza.

[ Fonte articolo: ANSA ]

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