Siria, le bandiere di Assad sulla piazza dove cominciò la rivolta

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Conquistata anche Daraa, la prima città a ribellarsi nel 2011

Funzionari governativi siriani accompagnati dalla polizia militare russa sono entrati oggi nella parte meridionale di Daraa, dopo un accordo di riconciliazione con i ribelli dell’Esercito libero siriano. Una gru del consiglio municipale locale ha eretto un grande asta per far sventolare, dopo sette anni, la bandiera nazionale siriana, quella con due stelle verdi, nella piazza davanti alla moschea che vide le prime manifestazioni di massa, nel marzo 2011, contro il regime di Bashar al-Assad. Daraa è stata una delle prime città a finire sotto il controllo dei ribelli, anche la parte settentrionale è rimasta sempre con i governativi. 

 

L’offensiva lanciata due settimana fa ha portato alla conquista del confine con la Giordania, che dista pochi chilometri, e all’accerchiamento dei ribelli. Circa duemila combattenti, con le famiglie, rimangono in città. Nei prossimi giorni consegneranno le armi alla polizia militare russa. Quelli che non si vogliono riconciliare saranno trasferiti nella provincia di Quneitra, al confine con le Alture del Golan, dove resistono ancora alcuni gruppi armati, come Hayat al-Tahrir al-Sham e una formazione che giurato fedeltà all’Isis. Migliaia di sfollati sono ammassati vicino alla recinzione che separa il territorio siriano dalla zona controllata da Israele. 

 

Lo Stato ebraico ha rafforzato le difese sul Golan e si aspetta che il regime riprenda tutti i territori nel Sud-Ovest della Siria «in poche settimane», come ha rivelato un alto ufficiale al quotidiano Haaretz. L’esercito ha inviato nuove unità corazzate e di artiglieria ma anche mezzi per assistere gli sfollati, ai quali vengono distribuiti cibo, tende e in alcuni casi cure mediche. I profughi che si erano accampati vicino al confine con la Giordania sono invece tornati a casa nella quasi totalità, dopo gli accordi di riconciliazione con il governo. 

[ Fonte articolo:La Stampa ]

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