È ancora presto per i PC con il cuore da smartphone

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Abbiamo provato l’HP Envy X2, uno dei primi computer Windows con processore Snapdragon di Qualcomm. La batteria dura quasi un giorno, ma le prestazioni limitano ancora i casi d’uso

Alla fine dell’anno scorso Microsoft e Qualcomm hanno presentato l’iniziativa ACPC (Always Connected PC) , una visione per la creazione di laptop o PC ibridi sempre connessi alla rete LTE e con batterie capaci di offrire un’autonomia comparabile a quella degli smartphone. Per riuscire in questa impresa, già nel 2016 Microsoft ha avviato lo sviluppo di una versione di Windows che può girare sui processori con architettura ARM, come i potenti ed efficientissimi “SoC” (System on a Chip) Snapdragon di Qualcomm che troviamo in tutti i principali smartphone Android di fascia medio-alta.  

 

I primi dispositivi della serie Windows On Snapdragon (WoS), come li chiama Qualcomm, sono tre: Asus Nova Go, Lenovo Miix 630 e HP Envy X2. E proprio quest’ultimo modello è quello che abbiamo potuto mettere alla prova nell’ultima settimana, scoprendo che la proposta di Microsoft e Qualcomm ha basi molto solide, ma deve fare ancora parecchia strada prima che i dispositivi WoS possano competere con i laptop tradizionali basati su chip Intel o con i tablet della concorrenza. 

 

Windows on ARM  

Microsoft ha fatto un ottimo lavoro nel “tradurre” Windows per l’architettura ARM dei chip di Qualcomm. Il sistema operativo è scattante e ad un primo uso superficiale non si notano particolari rallentamenti o problemi di performance. I primi problemi si presentano quasi subito, però, aggiornando a Windows 10 Pro – incluso col dispositivo – e provando a installare applicazioni di terze parti.  

 

Ora, Qualcomm e Microsoft avvertono che questi dispositivi non sono pensati per usi professionali intensi, ma vanno intesi come strumenti per il lavoro leggero in mobilità. Purtroppo però non serve scomodare applicazioni avide di risorse come Adobe Photoshop o Autocad per rilevare i limiti della piattaforma: dalle nostre prova non siamo riusciti a tenere aperte le schede di Chrome per più di trenta secondi. Ogni singola pagina Web va in crash e il browser va riavviato. Va meglio con Firefox, ma una navigazione rapida e fluida si riesce ad ottenere solamente con Edge, il browser integrato di Microsoft. 

 

Sospendiamo in ogni caso il giudizio in attesa di un futuro aggiornamento del sistema operativo che, secondo fonti ben informate, dovrebbe arrivare prima della fine dell’estate. 

 

 

 

Emulazione software  

Il paradosso è che i problemi che abbiamo riscontrato non sono realmente legati alle prestazioni del processore, bensì all’ottimizzazione del software. Il SoC dell’HP Envy X2 e degli altri due laptop “WoS” è uno Snapdragon 835, lo stesso che sugli smartphone di punta del 2017 non ha alcun problema a far girare app (sviluppate in formato nativo, attenzione) ben più pesanti di un browser. In questa versione di Windows, però, tutti i programmi girano grazie ad un emulatore sviluppato ad hoc da Microsoft. Una soluzione che garantisce sulla carta una compatibilità totale con tutto il parco software Win32, ma che alla prova dei fatti limita sensibilmente le prestazioni.  

 

Qualcomm assicura che la nuova versione della piattaforma, ovvero il SoC Snapdragon 850 presentato a giugno al Computex , risolverà molti di questi problemi. Prevederà anche un kit software con cui gli sviluppatori potranno creare applicazioni native a 64-bit, che potranno così sfruttare a pieno le potenzialità dei dispositivi. Per i primi laptop o ibridi 2-in-1 con Snapdragon 850 però bisognerà aspettare almeno la fine dell’anno, se non l’inizio del 2019.  

 

Batteria da sogno  

Già oggi, in ogni caso, un dispositivo come l’Envy X2 può trovare i suoi casi d’uso, per quanto limitati principalmente al consumo di contenuti multimediali. Nonostante l’uso intenso dell’emulazione l’efficienza energetica del laptop 2-in-1 di HP è impressionante. Lo abbiamo ricevuto in prova il giovedì mattina (con la batteria al 100%) e lo abbiamo messo in carica per la prima volta domenica sera, dopo averlo usato per navigare, scrivere un paio di articoli, controllare la posta su Gmail e per vedere in streaming tre intere partite dei mondiali. Molto comoda anche la possibilità di rimanere sempre connessi grazie alla presenza di una scheda SIM per la connessione alle reti LTE. Si è dimostrata utile per qualche ricerca su Internet all’aeroporto e per prendere appunti direttamente in un Google Docs dal sedile posteriore di un taxi. 

 

 

Da questo punto di vista, i dispositivi WoS come questo di HP rispondono a necessità concrete: sono capaci di rimanere accesi quasi per un giorno intero e offrono un fattore di forma (con schermo grande convertibile in tablet e la tastiera ad aggancio magnetico) che permette un livello di “produttività leggera” superiore a quello di uno smartphone. La gestione della modalità di stop da parte del processore, inoltre, ricorda quella di uno smartphone. E così se qualcuno chiama su Skype, ad esempio, il PC è in grado di ricevere la chiamata e attivarsi di conseguenza, proprio come farebbe un telefono Android.  

 

Da lodare anche la qualità dell’hardware, realizzato con processi e materiali di qualità e attenzioni ai dettagli. HP Enxy X2, da un punto di vista puramente estetico, è un “bel” computer. C’è anche uno stilo, utile per gli usi più disparati quando si usa il computer in modalità tablet. 

 

Dispositivi ancora immaturi  

Nel complesso rimane difficile capire, però, quali sarebbero ad oggi i reali vantaggi di questi dispositivi WoS rispetto ad un’iPad Pro. Il tablet di Apple è capace di offrire un’autonomia analoga, le stesse possibilità di fruizione dei contenuti multimediali e la possibilità di far girare applicazioni professionali con prestazioni nettamente superiori. Certo, non c’è un sistema operativo desktop come Windows 10 e l’interfaccia costringe a modificare le proprie abitudini di lavoro rispetto al PC dell’ufficio. Compromessi che offrono vantaggi prestazionali non trascurabili, però, e soprattutto si integrano in una filosofia più ampia che passa per un diverso approccio all’interfaccia e all’esperienza utente. Il mito che, per essere realmente produttivi, serva per forza replicare un modello di interazione classico basato tastiera e mouse è già stato sfatato più volte nel corso degli ultimi dieci anni. 

 

ll prezzo di un iPad Pro in una configurazione media è infine paragonabile a quello dell’Envy X2, che dovrebbe costare circa 900€ (950$ negli USA). Il condizionale è d’obbligo perché il 2-in-1 di HP è introvabile in Italia. Salvo oscuri accordi commerciali poco pubblicizzati con gli operatori di telefonia, anche Asus NovaGo e Lenovo Miix 630, gli altri due computer WoS, sono difficili da reperire.  

 

Anche qualora riusciste a trovarli in un negozio, il nostro consiglio sarebbe comunque di evitare l’acquisto perché, nonostante le premesse siano solide, le promesse di Qualcomm e Microsoft sono ancora tutte da mantenere. 

 

[ Fonte articolo:La Stampa ]

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