Sieri super idratanti, oli, acque spray. In estate il beautycase è light

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Con le temperature roventi la beauty routine si modifica. A formule ricche si sostituiscono fluidi ed essenze evanescenti che profumano di vacanze e fanno da “tutto in uno”. A bassi sforzi. E pensieri

Per prendere solo il meglio dell’estate, basta poco. Anzitutto, leggerezza. Mettete da parte le texture ricche e corpose fino al prossimo inverno e sbizzarritevi con quelle evanescenti e rinfrescanti che profumano di sole e di vacanza. Anche la to do list dovrebbe adeguarsi. E aumentare attività e passatempi che siano rigorosamente a “peso zero”. Perché il conto alla rovescia alle ferie impone di liberarsi di ogni zavorra.

COSMESI IBRIDA
Il menu cosmetico per quando il termometro sale include spray e gel trasformati in bruma da nebulizzare per trattare, detergere, fissare il trucco o rinfrescarsi sotto il sole. E, ancora, oli secchi per viso, corpo e capelli quasi impercettibili ma molto nutrienti; fluidi e balsami super fondenti, lenitivi e addolcenti; acque termali mineralizzate. Il tema dell’acqua, poi, torna in alcune specialità che utilizzano piante e fiori capaci di resistere a condizioni climatiche estreme, grazie a speciali proteine che, come spugne, trattengono l’umidità captata nell’ambiente esterno. Tutte riserve d’idratazione dalla struttura impercettibile. Perché la ricerca, mai come negli ultimi anni, ci ha insegnato che la consistenza ben poco ha a che vedere con l’efficacia.

Sara Sampaio e Nick Bateman

Sara Sampaio e Georgia Fowler (Instagram).

MENO È MEGLIO
Quando si parla di bellezza, la leggerezza passa, inevitabilmente, dagli ingredienti. Oltre a valere il principio che più la pelle li riconosce, meglio è (perché sono spesso già presenti nella sua struttura, quindi si assorbono meglio e più in fretta), i ricercatori lavorano sulle dimensioni e sul peso delle molecole. «Le ultime nate, talmente piccole da essere invisibili anche al microscopio ottico, hanno una sensorialità molto spiccata. Sono però ancora in fase di indagine, poiché penetrano molto più a fondo delle altre nell’epidermide» spiega il cosmetologo Elio Mignini. Anche il modo in cui le particelle sono organizzate fa la differenza. «Alle classiche strutture dove olio e acqua sono disperse l’una nell’altra sotto forma di goccioline, si preferiscono quelle in cui si dispongono in modo più ordinato, a strati. Questo consente di limitare l’uso degli emulsionanti che, impedendo alle due sostanze di separarsi, rendono più stabile la formula ma la appesantiscono».

TUTTO IN UNO
C’è bisogno di multi-funzionalità. Di specialità che reinterpretino in modo creativo l’attenzione a se stesse e che siano subito pronte all’uso, indispensabili senza essere invadenti. Nuvole e rugiade dissetanti per volto, décolleté, braccia, gambe e in grado di fornire risposte immediate ai bisogni cutanei. Un solo gesto per infinite occasioni di utilizzo, in ufficio, in palestra, in aereo ad alta quota, per un sollievo immediato.

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Sara Sampaio (Instagram).

IL VALORE DELL’ACQUA
In quanto a leggerezza, niente batte l’acqua. L’etichetta va scelta anche in base alla stagione. Con il caldo, visto che si suda molto, meglio preferirne una ricca di sali minerali. Se contiene fluoro, invece, combatte la carie, se è solfato magnesiaca aiuta a eliminare le scorie, se è povera di sodio va bene per chi ha la pressione alta. Tra quelle in bottiglia, insomma, non ne esistono due uguali, ognuna ha una sua impronta digitale. I degustatori si chiamano idrosommelier e hanno un loro sito, degustatoriacque.com. Tra le star, il tedesco Jerk Martin Riese. Sua è una lista che include 40 diverse etichette, alcune davvero particolari, come la Vichy Catalan, salatissima, che facilita la digestione, e l’acqua piovana della Tasmania (raccolta e imbottigliata).

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[ Fonte articolo: io Donna ]

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