Dior: la campagna autunno-inverno 2018-19

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Nouvelle Vague, anticonformismo e indipendenza. Et voilà

L’ispirazione è la pellicola new wave di Jean- Luc Godard “Une femme est une femme”, portatrice di una visione anticonformista delle femminilità.
La stessa condivisa dal direttore creativo della Maison Maria Grazia Chiuri, “ho sempre amato i film di Godard e la sua abilità nel raccontare le diverse sfaccettature delle donne, eroine contemporanee in equilibrio tra tradizione e desiderio di evasione, aspirazioni, sogni e realtà”.

Pamela Hanson ha così ritratto donne belle e indipendenti, che rispecchiano la rivoluzione sessantottina che attraversa anche le collezioni di Maria Grazia Chiuri.
Ho pensato che la sensibilità di Pamela Hanson fosse perfetta per ricreare un’atmosfera così euforica e libera. E ho chiesto ai modelli di esprimersi e non solo di mostrare gli abiti, raccontando una forma di femminilità irriverente, orgogliosa, fatta di condivisione e unione”.

Soul sisters che amano giocare con le parole, strumenti di connessione o liberazione e gli scatti, sottotitolati, riportano, come un manifesto, i dialoghi più famosi del film di Godard.

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Con la nuova campagna Maria Grazia Chiuri porta avanti le affinità elettive con la Nouvelle Vague iniziate nel 1950 quando Jean Pierre Melville chiede a Dior di disegnare l’abito di Elisabeth, protagonista di “Les Enfants Terribles” e seguito a dieci anni di distanza dalle riprese nella boutique di Avenue Montaigne per A bout de Souffle di Godard.

Testo Gaia De Vecchi – 09 luglio 2018

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[ Fonte articolo: Amica ]

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