Blechmann BMW R NineT Giggerl, la café racer è fatta a mano dall’”uomo della lamiera”

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Realizzata in Austria con pannelli di alluminio su misura, ha richiesto due anni di lavoro

Quattro anni fa la divisione moto di BMW sorprese il mercato e gli addetti ai lavori presentando la R nineT, una naked dura e pura che strizzava l’occhio alla crescente moda delle café racer, un terreno finora quasi inesplorato per le due ruote bavaresi.  

 

La nineT, peraltro, portava nel nome la celebrazione di un anniversario importante, ovvero i novanta anni di attività di BMW Motorrad. Negli anni successivi, poi, sono nate diverse versioni di questa motocicletta che ne hanno declinato il carattere in modi differenti: dalla basica ed economica “Pure”, passando per la corsaiola “Racer” fino ad arrivare alla modaiola “Scrambler” e alla nostalgica “Urban G/S”. Ma per quanto personalizzate e diverse tra loro si tratta di moto di serie che non potranno mai avere l’aspetto estremo di una vera special. 

 

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La R nineT è stata caratterizzata sin dalla sua genesi da una grande facilità di guida, dovuta all’architettura semplice ma soprattutto al bilanciamento e al baricentro basso dovuti al motore boxer. Guida facile, dunque, ma anche sportiva, perché 110 CV e 116 Nm su poco più di 220 kg non sono pochi e sono in grado di dilettare i polsi più esperti.  

 

Proprio da questa anima sportiva e dalla volontà di costruire una moto più muscolosa è nata la Blechmann BMW R NineT Giggerl, una special sviluppata e realizzata dal customizzatore Bernhard Naumann, noto nell’ambiente come Tin Man, che si potrebbe tradurre come “uomo di latta” ma che in realtà è un tributo alla sua capacità di creare sottilissimi pannelli di metallo partendo dal materiale grezzo. E parte del nome di questa moto è dovuta proprio alla fama di chi l’ha costruita, visto che Blechmann è l’esatta traduzione in tedesco di Tin Man che anche questa volta ha tenuto fede alla sua fama. 

 

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I quasi due anni di lavoro per completare la moto sono iniziati partendo dal telaio nudo, che è stato rivestito con delle sovrastrutture in alluminio costruite appositamente per l’occasione. Quello che ne è derivato è un aspetto abbastanza particolare, che ha portato a chiamare la moto Giggerl

 

È una parola del dialetto bavarese che suona molto “cool” se non fosse che vuol dire letteralmente pollo e che è stata utilizzata per battezzare questa BMW visto che secondo gli amici di Naumann la figura sbilanciata verso l’anteriore ricorda proprio il profilo del popolare bipede da cortile.  

 

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Battute a parte è impossibile non apprezzare il disegno aggressivo e futuristico di questa moto, senza contare i dettagli e le rifiniture di altissima qualità, come le piastre, la bulloneria, la sella o il faro anteriore. A livello tecnico, infine, il motore e le sospensioni sono rimasti praticamente invariati. Quello che è cambiato è parte del telaio (soprattutto al posteriore), l’impianto di scarico e i cerchi in lega. Ovviamente BMW ha dichiarato che si tratta di una one-off destinata a rimanere tale, ma mai dire mai. 

 

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[ Fonte articolo: La Stampa ]

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