Design, Fabrizio Giugiaro: “La Tesla Model X è una rivoluzione della gestione dello spazio”

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“Io ritengo che l’incredibile possibilità di espressione dettata dall’auto elettrica debba andare a vantaggio dell’originalità”, ha detto al convegno Tesla Revolution

A casa ha una Tesla Model X. La usava tutti i giorni,dice Fabrizio Giugiario, “fino a quando non l’ha provata mia moglie, perché da allora la vuole sempre lei”. La passione di Giugiaro per le auto elettriche è iniziata molti anni fa: ha disegnato la sua prima macchina a batteria nei primi Anni 90, la Lucciola che è stata esposta anche al Salone del Parco Valentino di Torino, a giugno, per festeggiare i 50 anni di Italdesign (da cui però nel 2015 il designer è uscito, insieme al padre Giorgetto, dopo una serie di sconvolgimenti nel management aziendale del gruppo Volkswagen, proprietario dell’azienda torinese). 

 

CAIBAL

Italdesign Lucciola (1992)  

 

Proprio in virtù della sua esperienza, Giugiaro è stato invitato in qualità di relatore al Tesla Revolution, convegno organizzato il 9 luglio dal Tesla Club Italy per affrontare il tema della mobilità elettrica e, più in generale, della sostenibilità. Peraltro, quest’anno la cornice era perfetta, perché Giugiaro ha raccontato la sua visione del design applicato all’auto elettrica nella cornice del Museo dell’auto di Torino. 

 

“Disegnare un’auto elettrica è tecnicamente più facile che disegnare un’auto tradizionale, perché ci sono meno vincoli. Ma questa facilità alla fine diventa anche l’incubo di noi progettisti perché non hai più appigli, non hai più scuse”, ha detto Giugiaro a La Stampa, facendo riferimento alla libertà di posizionare motori e batterie e alla conseguente flessibilità dei volumi. “Io ritengo che l’incredibile possibilità di espressione dettata dall’auto elettrica debba andare a vantaggio dell’originalità. Le vetture, dicono tutti, si somigliano. Si somigliano perché i vincoli tecnici delle auto tradizionali sono forti, mentre con l’elettrico potremo esprimerci di più”.  

 

CBALNEXTA

Italdesign Quaranta (2008)  

 

Giugiaro cita la sua Quaranta come massima espressione “logica” dell’auto elettrica: linea monovolume, un grande tetto di pannelli solari, massimizzazione dello spazio interno e dell’aerodinamica. “Ancora oggi è l’auto più logica. Però proprio per questo esce fuori dai canoni e la gente non è preparata”.  

 

“Prendiamo la Tesla Model S: non ha nessun senso che un’auto elettrica abbia quella forma, non ha bisogno del cofano anteriore perché non è lì che sta il motore. Il problema è che c’è ancora la percezione che alle auto sportive serva un grande cofano motore. Alla Tesla hanno creato una vettura bellissima ma tradizionale, probabilmente per non spaventare troppo il pubblico. L’auto elettrica dovrebbe superare i dogmi ed essere più consona alla sua forma tecnica. La Model S è ancora figlia di quello che la gente è abituata a percepire, mentre la Model X è un gran bel progetto. Delle due, la Model S e la Model X, la logica è la X, non la S”. Della X, Giugiaro apprezza la spaziosità interna, i sette posti, il comodo accesso alle file posteriori attraverso le porte snodate ad ala di gabbiano. 

 

REUTERS

Tesla Model X  

 

“Con la Model X, Tesla è andata più avanti delle case automobilstiche tradizionali. Mio padre dice ’li hanno surclassati tutti’ – continua Giugiaro -. Se non la usi non capisci quanto Tesla sia andata oltre le case tradizionali. La Model X si conosce troppo poco, è una vera rivoluzione dell’ergonomia e dell’utilizzo dello spazio. Mio padre è stato il primo nel 1977 a fare una vettura con il cosiddetto ’pianale piatto’ e oggi quando sale sulla Tesla si ritrova in quella visione che lui aveva avuto quarant’anni fa”.  

 

L’azienda americana ha saputo reinventare l’auto, sollecitando anche i concorrenti. “Tesla ha aperto la strada, ma se le case automobilistiche tradizionali si impegnano seriamente nell’elettrico, il recupero non sarà difficile. Devono tenere le antenne dritte e devono decidere che cosa fare da grandi, ma per ora sono un gradino avanti rispetto agli altri”. 

 

Per Giugiaro, Tesla ha avuto il vantaggio di non essere ingabbiata in un sistema industriale. “In Tesla, non essendo connessi con i fornitori, sono liberi. Producono praticamente tutto in casa. Provi lei a vedere se alla Volkswagen un manager si prende la briga di dire ’da oggi non mettiamo più tasti nell’abitacolo, facciamo tutto dal touch screen’: secondo lei quel manager sopravvive?”. 

 

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Gfg Style Sibylla  

 

Giugiaro apprezza la Tesla al punto che avrebbe voluto usare proprio la base della Model S per la Sibylla, l’ultima creazione di GFG Style (Giorgetto Fabrizio Giugiaro), la nuova firma fondata con il padre dopo l’abbandono di Italdesign. Ma purtroppo “è impossibile contattare quelli Tesla”.  

 

GFG ha realizzato quattro progetti di auto elettriche, di cui due sono già stati mostrati e sono le Ren e Ren RS realizzate per la cinese Techrules. “A breve arriverà un quinto progetto, sempre elettrico, per la joint-venture che stiamo facendo a Shanghai insieme alla società di ingegneria cinese Ch Auto. Quest’estate apriremo uno studio di ingegneria e stile a Shanghai per il mercato cinese e il prossimo anno al Salone di Ginevra ci sarà la prima vettura sviluppata – anche stilisticamente – nello studio che abbiamo a Shanghai, ingegnerizzata e prodotta come prototipo completamente in Cina. Solo per il mercato cinese, non voglio spaventare nessuno”.  

 

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[ Fonte articolo: La Stampa ]

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