Problemi di coppia? Un libro aiuta a individuare i rischi più frequenti. E a trovare le soluzioni

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Si intitola “Il piccolo manuale di sopravvivenza per coppie”, dello psicoterapeuta Luciano Grigoletto. L’obiettivo è di aiutare uomini e donne a conoscersi, imparando a individuare le trappole e disinnescando i pericolosi “personaggi” che a volte ci troviamo a interpretare

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Illustrazione di Valeria Petrone

«Troppi uomini pensano che io sia un’idea, o che possa completarli, o che possa riuscire a ridargli la vita. Ma io sono solo una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale, non farmi carico della tua!» diceva Kate Winslet a Jim Carrey, nell’indimenticabile  film Se mi lasci ti cancello. Quante volte si attribuiscono all’altro qualità che non ha affatto, per poi rimproverarlo aspramente con il fatidico: “Non sei quello che pensavo”?
«Succede sempre, ed è un fatto naturale, perché quando ci si innamora non si conosce affatto l’altro, quindi si finisce per attribuirgli caratteristiche che ci piacciono. Poi però proprio quelle caratteristiche iniziali diventano un peso. Un esempio? “Lui è un uomo che sa sempre quello che vuole e mi piace per questo, ma non ce la faccio più a sentirlo pontificare su tutto!”» osserva Luciano Grigoletto, filosofo, psicoterapeuta, che sul tema dei “rospi” baciati e mai diventati principi ha appena pubblicato un irresistibile Piccolo manuale di sopravvivenza per coppie (Edizioni San Paolo).
L’obiettivo, ovvio, è di aiutare uomini e donne a conoscersi per quello che sono, imparando a individuare le trappole che insidiano ogni rapporto e disinnescando i pericolosi “personaggi” che a volte, anche inconsciamente, ci troviamo a interpretare. Vogliamo provare?

La cover del libro di Luciano Grigoletto "Piccolo manuale di sopravvivenza per coppie"

La cover del libro di Luciano Grigoletto “Piccolo manuale di sopravvivenza per coppie”(Edizioni San Paolo)

MANIFESTARE I BISOGNI
Esistono bisogni profondi che devono essere soddisfatti nella vita di coppia. Per esempio, parlare durante il pranzo – senza tv e cellulari che distraggano – soddisfa il desiderio di sentirsi importanti e degni di attenzione, e fa sentire che la propria opinione conta. «A questo si aggiunge il bisogno di vivere una relazione affidabile, solida, duratura, lontana dal timore di essere “abbandonati” da un momento all’altro» si legge nel Piccolo manuale.
Cosa si rischia Accettare comportamenti che ci fanno sentire trascurate fa crescere amarezza e mina alle fondamenta il rapporto. L’amore non è scontato, da evitare frasi come: “Ma lo sai che ti amo, no?”.
Atteggiamento sano Dire chiaramente al partner che avete bisogno di essere ascoltata.

SMASCHERARE LA CROCEROSSINA
La crocerossina (e nella versione maschile, il bianco cavaliere) tende a sentirsi capace, competente, sempre disponibile a salvare fanciulli/fanciulle in difficoltà. Capita spesso però che, una volta “salvato”, il partner se ne vada alla ricerca di una relazione più equilibrata. Come è capitato a Simonetta, che ha conosciuto Luca in un momento in cui si era appena separato ed era tornato a vivere dai genitori. Lo ha sostenuto emotivamente, a volte anche economicamente, lo ha lasciato bivaccare a casa sua. Finito il periodo difficile, lui le ha rivelato di avere una relazione con una collega di lavoro, e l’ha lasciata.
Cosa si rischia Non sanno, questi eroi, che occuparsi strenuamente degli altri è il modo migliore per non occuparsi affatto di sé!
Atteggiamento sano Si può essere, ogni tanto, un po’ crocerossine, quando il partner sta attraversando un momento difficile e ha bisogno di essere accudito. Ma non deve diventare una modalità fissa.

Stefano Accorsi e Giovanna Mezzogiorno nel film L'ultimo Bacio"

Nel film “L’ultimo Bacio” di Gabriele Muccino, Stefano Accorsi si invaghisce di una ragazza e tradisce la fidanzata incinta (Giovanna Mezzogiorno). La relazione viene scoperta e manda in crisi la coppia.

NON PRETENDERE LA RAGIONE
«Mi hai tradita, sei una persona orribile, non voglio vederti mai più». Elisa ha chiuso con Marco, non ha voluto ascoltare nessuna spiegazione e ora si macera nella solitudine, nella rabbia, nell’amarezza. Tutti le danno ragione, perché lei ha subito l’offesa e Marco si è comportato male. Elisa e Marco sono giocatori “a somma zero”, assolutamente convinti che in tutte le situazioni della vita l’alternativa è vincere o perdere, non esiste nessun’altra possibilità.
Cosa si rischia Nelle relazioni non vince nessuno: il “vincitore morale” resta da solo, colui che ha perso anche.
Atteggiamento sano Comprendere che in amore non è tutto bianco o nero, bisogna mediare e, spesso, avere ragione non basta.

DISPONIBILITÀ A COMPRENDERE
Alessandro ha saputo che Paola ha avuto una storia nel periodo in cui lui era stato trasferito a lavorare in un’altra città. È stato malissimo, ma l’ha vista disperata all’idea che lui potesse chiudere la relazione. Ha pensato a tutti i fine settimana in cui avrebbe potuto ritornare e stare con lei, invece di mantenere anche il suo impegno di allenatore di calcio che lo teneva lontano nel tempo libero.
È possibile che dalla disponibilità a comprendere le ragioni dell’altro (atteggiamento che per il giocatore a somma zero significa sconfitta) entrambi possano guadagnare e salvare la propria storia.
Cosa si rischia Niente nella maniera più assoluta.
Atteggiamento sano Arrivare a capire che la coppia, se entrambi sono disposti a investire, è una dimensione più bella che essere soli.

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Illustrazione di Valeria Petrone

EQUILIBRIO TRA SIMBIOSI E AUTONOMIA
È molto importante, avverte Il piccolo manuale, che entrambi i partner conservino ambiti decisionali autonomi. «Fatevi una domanda-verifica: cosa facciamo insieme? Se la risposta è niente, c’è un problema. Se la risposta è tutto, c’è un problema» provoca Grigoletto. «In una relazione di coppia bisogna mantenere un buon equilibrio tra interessi comuni e interessi autonomi».
Cosa si rischia Se troppo indipendenti, si diventa una sorta di coinquilini. Se simbiotici, si soffoca.
Atteggiamento sano È naturale che io possa scegliere autonomamente amici, hobby, vestiti, momenti da dedicare a me stesso. In una relazione di coppia non è necessario fare sempre tutto insieme. Ed è giusto avere spazi privati e qualche segreto: il cellulare, la scrivania, ecc.

ABOLIRE LE RECRIMINAZIONI
Riccardo ama l’arrampicata e Matilde, sotto sotto, vorrebbe proibirgli di praticare questo sport: le fa paura. Dopo una caduta, lui si rompe una gamba. Lei prende la palla al balzo e gli ricorda che avrebbe dovuto darle ascolto. Inoltre si rifiuta di accudirlo, perché è stata colpa sua: “te l’avevo detto!”.
Cosa si rischia La tentazione di dire questa frase è dentro ognuno di noi, come la soddisfazione di avere ragione. Forse il partner non commetterà più quell’errore, ma comincerà a percepirvi come antipatici e invasivi.
Atteggiamento sano Ricordarsi che la coppia ha bisogno di solidarietà per sopravvivere.

Lily James e Richard Madden in "Cinderella".

Lily James e Richard Madden in “Cinderella”.

DIMENTICARE IL PRINCIPE AZZURRO
«La sindrome del principe azzurro, cioè la fantasia che possa esistere qualcuno in grado di renderci felici, è tra le convinzioni più dannose di cui si possa essere vittime» sottolinea Grigoletto. «Nessun essere umano riesce a essere capace di tanto! La mia felicità devo cercarla in prima persona; l’altro può aiutarmi, essermi vicino nei momenti difficili, a volte condividere serenità e gioia con me. Già questo è un grandissimo risultato».
Cosa si rischia Le conseguenze, sia per chi si crede un principe azzurro sia per chi pensa di averlo trovato, sono disastrose: le favole sono una cosa, la vita è qualcos’altro.
Atteggiamento sano Ammettere di non essere perfetti e, nello stesso tempo, non pretendere dall’altro cose che non ti può dare, è solo un essere umano.

NON GIOCARE A POVERINO/POVERINA
«Sì, ovvio, che possiamo invitare Marco e Chiara per cena! Be’, sono soprattutto amici tuoi, certo, non credo di essergli neanche molto simpatico…», Giovanni “gioca” a fare il poverino: si aspetta che la sua compagna gli dedichi tutte le attenzioni di cui ha bisogno, perché gli altri sono “cattivi” con lui e da solo non ce la fa…
Con un po’ di esercizio, tutti possono giocare questo gioco, il cui risultato è quello di conquistare l’attenzione del partner scaricandogli addosso il peso della responsabilità di una serie infinita di situazioni.
Cosa si rischia Il gioco del “poverino” può produrre un effetto collaterale devastante: dato che le parole hanno un peso, potreste riuscire a convincervi profondamente che non siete in grado di risolvere da soli i vostri problemi.
Atteggiamento sano Si può “giocare” in coppia, ma solo temporaneamente, per concedersi il gusto di essere un po’ un bambino ferito. Che non deve in nessun modo prendere il potere!

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Nel film “What Women Want”, Mel Gibson è un pubblicitario in carriera, donnaiolo e sbruffone. Improvvisamente acquisisce il magico potere di sentire i pensieri delle donne. Scoprirà così la loro sensibilità e inizierà ad apprezzare davvero l’universo femminile. Si innamora così di una collega (Helen Hunt), abbandonando stereotipi e comportamenti maschilisti.

EVITARE LA SINDROME DA CONTROLLO
Se chiama in ufficio e suo marito non risponde, Rosa non riesce a trattenersi: deve sapere dov’è. Non ha da dirgli nulla di serio però… Riprova al fisso, poi un paio di volte al cellulare, dopo chiama l’interno del collega.
Cosa si rischia Esercitare un controllo esasperato è mancare di fiducia nei suoi confronti e restringerne pesantemente l’autonomia.
Atteggiamento sano Accettare che l’altro abbia interessi, spazi, momenti che sono solo suoi. Rispettarli e dargli fiducia significa rafforzare la relazione.

NON CADERE NEI RUOLI VITTIMA/CARNEFICE
Anna si innamora sempre dello stesso tipo d’uomo: è affascinata dallo spirito libero, oggi qui, domani chissà. Però le sue storie finiscono immancabilmente quando lei pretende un minimo di affidabilità: almeno una domenica a pranzo dai suoi potrebbe concedergliela, invece di andare a fare surf con gli amici…
«È una situazione abbastanza comune: si riconduce al grande meccanismo della vittima e del carnefice» spiega Grigoletto. «La sfida è riuscire a vedere oltre questi ruoli: se lui è fatto così, come andiamo avanti? È necessario comunicare davvero, provando ad ammettere i propri bisogni e sforzandosi di mettersi nei panni dell’altro».
Cosa si rischia Collezionare storie deludenti, e finire d’ufficio nel ruolo della vittima.
Atteggiamento sano Chiedersi dove nasce l’idea di “addomesticare” il partner. E non aver paura di ammettere i propri desideri.

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Ugo e Pina Fantozzi.

NON PRETENDERE LA TELEPATIA
Francesca si aspetta che Giovanni si ricordi che oggi è il loro anniversario e quindi le porti dei fiori. Naturalmente lui si è totalmente dimenticato dell’anniversario e la sera, quando torna a casa, avrà qualche difficoltà nel comprendere perché lei è così arrabbiata. Nella migliore delle ipotesi, Francesca finirà per dirglielo e Giovanni potrà precipitarsi dal più vicino fiorista, ma non sarà più la stessa cosa perché lei penserà: «Certo, lo fa soltanto perché gliel’ho chiesto».
Cosa si rischia Supporre che il partner abbia il dono della telepatia e che quindi non abbiate bisogno di spiegargli proprio niente è una fantasia assolutamente deleteria.
Atteggiamento sano Non avere paura di esprimere apertamente i propri bisogni: nella maggior parte dei casi, il partner è felice di compiere l’azione che desiderate.

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Illustrazione di Valeria Petrone 

LIBERARSI DAL TIRANNO
Fausto torna a casa alla sera e ritiene che Laura, che in questo periodo è in cerca di lavoro, debba preparargli la cena. Se non trova tutto pronto, si innervosisce moltissimo. «Scusami, ho avuto tante cose da fare oggi» dice lei. «Lascia stare, faccio io» risponde sdegnatissimo Fausto, prendendo il controllo della cucina.
Cosa si rischia  Il “tiranno” ritiene di essere legittimato a decidere che cosa l’altro può o non può fare, cosa è accettabile e cosa no. La sua autorità deriva dalla convinzione di avere qualità morali superiori o di avere meriti particolari da far valere nello spazio della relazione di coppia.
Atteggiamento sano Chi subisce il tiranno deve trovare la forza di mettere in gioco le sue regole. Deve fargli capire che si può e si deve rimetterle in discussione. Di solito il confronto funziona. Se non funziona, è necessario prendere atto che la relazione potrebbe finire.

Monica Vitti nel film "La ragazza con la pistola in mano".

Monica Vitti nel film “La ragazza con la pistola”.

LA FORZA DEL DESIDERIO
«Ma come, io donna, tu uomo, nessunoin casa… e tu look tv?» è la battuta di Monica Vitti in un film cult, La ragazza con la pistola (foto sopra). L’ambito della sessualità non è altra cosa rispetto a tutti gli altri aspetti della relazione con il proprio partner. «Se la coppia è sufficientemente serena ed equilibrata, è probabile che anche la sessualità vissuta insieme sia soddisfacente» spiega Grigoletto. «In alcuni casi c’è un certo timore di proporsi, di essere rifiutati perché l’altro in quel momento non ne ha voglia, come se essere desiderati fosse più encomiabile che desiderare. Così spesso ci si allontana, anche se si vorrebbe la stessa cosa».
Cosa si rischia Come non si tiene insieme una relazione soltanto con il sesso, così una relazione non dura senza una dimensione intima soddisfacente.
Atteggiamento sano Allontanare la paura del rifiuto. Si può anche “giocare” a sedurre il proprio partner, è un modo per manifestarsi apertamente.

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Nel film “Se scappi ti sposo” Julia Roberts interpreta Maggie Carpenter, una donna diventata famosa perché per ben tre volte, con tre uomini diversi, è scappata a pochi passi dall’altare. La paura di legarsi a un uomo che son la capisce davvero le impedisce di fare la promessa. Scoprirà che deve essere lei per prima a farsi conoscere senza fingere di essere qualcosa che non è per non deludere il compagno.

ABBASSO LA SOTTOMISSIONE
Sonia ha deciso di passare le vacanze in montagna con Marco, il suo ragazzo. Lui detesta la montagna e vorrebbe usare le poche ferie per fare qualche bagno al mare, ma non ha il coraggio di dirglielo. Teme che possa restare delusa. «Il sottomesso ha il terrore di essere abbandonato dal partner e cerca quindi di rendersi indispensabile, provando a soddisfare ogni suo desiderio, a volte anche prima che venga espresso» spiega Grigoletto.
Cosa si rischia Non sapere che cosa rispondere se il partner chiede: “Ma a te, cosa piace?”.
Atteggiamento sano Il sottomesso si libera quando capisce che l’altro non è cattivo e non necessariamente lo lascerà. Quando riprende il controllo della sua vita, spesso diventa molto sexy (la remissività stufa…).

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Robert Pattinson e Kristen Stewart in “Twilight”.

E TORNARONO A RIVEDER LE STELLE
Andrea e Paola sono sdraiati su una spiaggia a guardare le stelle, cosa che – secondo loro – tutti nella vita dovrebbero fare il più spesso possibile. Poi Andrea appoggia la testa sulla spalla di Paola. Non sta chiedendo niente, non gli serve niente. Forse vuole dire soltanto che è lì, con lei.
«Qualche volta mi è stato chiesto: se la vita di una coppia è così complicata, perché mai le persone continuano a provarci?» conclude Grigoletto. «Potremmo elencare tanti motivi: il bisogno dell’altro, la paura della solitudine, la passione erotica. Ma non mi sembra che tutto possa ridursi a questo: c’è qualcosa che non può essere spiegato».

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[ Fonte articolo: io Donna ]

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