Cristiano Ronaldo, la fine della leggenda a Madrid dopo 9 anni spinge Neymar verso il Real

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Quattro Champions League vinte, 120 gol in 151 partite nella massima competizione europea, 450 reti in 438 presenze con i Blancos. CR7, visti i rapporti non buoni con il presidente Perez, medita l'addio. United e Psg sul portoghese: lo scambio con il brasiliano non è più fantamercato

KIEV – Se ne va, o annuncia che sta per farlo e poi vedremo, dopo aver costruito mattone su mattone la storia recente del Real Madrid, oltre ad aver eretto un monumento perenne a se stesso. Cristiano Ronaldo ha vinto la sua quinta Champions League, quante da sole ne hanno alzate il Barcellona o il Liverpool, e sul prato dell'Olimpico di Kiev annuncia che sta per andarsene: "È stato bello giocare nel Real Madrid", la frase rivelatrice. "Parlerò nei prossimi giorni. Adesso godiamoci la vittoria, abbiamo fatto la storia del calcio, e in certi casi il futuro di un singolo giocatore non è importante. Ma poi parlerò, soprattutto rivolgendomi a chi è sempre stato al mio fianco e mi ha sostenuto. Non ho dubbi di sorta. Ora ho bisogno di riposare qualche giorno in vista dei Mondiali, ma prima di andare in Russia avrò alcune cose da dire".

Poi una sbrasata delle sue, però dopo la quinta Champions vinta magari gli è permesso: "Se sono arrabbiato per non aver segnato in questa finale? Ma per favore… Non sarebbe strano se la competizione cambiasse nome, e la chiamassero "CR7 Champions League". Chi ha segnato più gol, chi è che ne ha vinte più di tutti?". Lui, nella storia recente senz'altro, e ha pure realizzato la mostruosità di 120 gol in 151 presenze. L'infinito duello con Messi, che di Champions ne ha vinte 'solo' quattro, comincia a pendere decisamente dalla sua parte. Nella sera del trionfo, ce n'è anche da parte di Gareth Bale, eletto "man of the match" per i suoi due gol: "Nel Madrid gioco poco, invece ho bisogno di giocare con continuità. Ne parlerò col mio agente".
 
Il malessere di Cristiano parte da lontano, è almeno dall'inizio della stagione che si era notata un'eccezionale freddezza nei suoi rapporti col presidente Florentino Perez, i due si salutavano a stento quando si incontravano, e tutti lo notavano. In una recente intervista, Cristiano ha anche affermato: "Non sono amico del presidente? Ma io non ho bisogno di essergli amico, basta la relazione che abbiamo". Comunque Florentino, nella notte di Kiev, precisa subito: "Cristiano non può certo mollare così, ha un contratto con noi. Poi questa è una serata di festa completa del madridismo, non possiamo parlare dei singoli", mentre il capitano Sergio Ramos avverte: "In nessun club lui si troverà meglio di qui. A Cristiano poi piace anche farsi desiderare, a volte". Quanto a Zinedine Zidane, è secco: "Lui deve rimanere con noi, sì o sì".

La verità è che lo stesso Cristiano considera chiuso il suo ciclo a Madrid, dopo 9 anni indimenticabili, a meno che non ci sia un enorme mozione degli affetti nei suoi confronti, da parte del club e pure dei tifosi, che l'hanno fischiato spesso in questi anni, nonostante abbia segnato 450 gol in 438 partite col club più importante del mondo. A questo punto le sue destinazioni più probabili, nel senso che si tratta dei due club con maggiore disponibilità economica in Europa, sarebbero il Paris St Germain, da poco affidato al tedesco Tuchel (ma se non cede Neymar non può certo sobbarcarsi un'altra spesa monstre), e il Manchester United che è allenato da Josè Mourinho, con cui CR7 ebbe rapporti burrascosi negli ultimi tempi a Madrid.

Quanto al Real, ha messo da tempo nel mirino Neymar e si sa che prima o poi il brasiliano più celebre al mondo calerà al Bernabeu, ma a questo punto la partenza di Cristiano lascia aperto lo spiraglio per vedere Neymar a Madrid già quest'anno, emiro del Qatar permettendo. Ora la palla passa a Cristiano, che nei prossimi giorni annuncerà le sue vere intenzioni.OAS_RICH(‘Bottom’);

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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