48 ore a… Sibiu, città dove il 3 è il numero magico

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Sibiu è un borgo fortificato della Transilvania, da secoli crocevia di popoli e culture. Grazie al suo impianto urbanistico medievale, ha un aspetto più mitteleuropeo che balcanico. Oggi fa parte della Romania, ma fu fondata nel XIII secolo da Sassoni provenienti dalla Germania. E fino alla Prima Guerra Mondiale fu – come tutta la Transilvania – parte dell’Impero Asburgico. Nel 2007 – quando Sibiu fu capitale europea della cultura – furono restaurati i musei, rifatta la pavimentazione delle piazze e ridipinte le facciate di chiese e palazzi del centro storico. Tre è il numero magico di Sibiu. Ci vivono tre popoli: tedeschi, ungheresi e rumeni che, a dispetto di deportazioni etniche e orrori del Novecento, oggi convivono in pace. E vi si professano tre religioni: protestante, cattolica e ortodossa in altrettante cattedrali. 

 

PRIMO GIORNO  

MATTINO  

Visita del centro storico, dove si aprono tre piazze. Il Corso – la via dello struscio con negozi, ristoranti e birrerie ricavate in cantine con i soffitti a volta in mattone – si getta nell’immensa Piaţa Mare con il nuovo Municipio in un restaurato edificio barocco a fianco della cattedrale cattolica. È una spianata circondata di antichi palazzi con i tetti alti su cui si aprono abbaini a forma di occhio. È sede di mercati e manifestazioni. Da qui passando sotto l’arco della medievale Torre dell’Orologio si sbuca nella piccola Piaţa Mica, invasa dalle terrazze di bar e ristoranti: il posto ideale per il pranzo. 

 

© MARCO MORETTI

Piata Mare (foto di Marco Moretti)  

 

La strada che da Piaţa Mica scende verso la città bassa è sovrastata da un viadotto in ferro chiamato il ‘Ponte dei bugiardi’, perché qui per secoli i politici hanno tenuto i comizi illudendo i cittadini con promesse mai mantenute. Si sale sulla cima della Torre dell’Orologio per godere la migliore vista sul centro storico e coglierne la singolare struttura urbanistica: è collegato da scalinate e chiuso dai resti di tre giri di mura. Si vede un bel panorama anche dal campanile della gotica cattedrale evangelica di Piaţa Huet, la vicina piazzetta che ospita la memoria delle radici Sassoni con il liceo tedesco e la chiesa luterana. 

 

© MARCO MORETTI

La vista dalla Torre dell’Orologio (foto di Marco Moretti)  

 

POMERIGGIO  

Anche i musei riflettono le diverse anime di Sibiu. Il Muzeul Brukhenthal è un’eredità tedesca: in un palazzo barocco ospita una pinacoteca con tele di Cranach, Tiziano e Botticelli, oltre a un’ampia collezione di fiamminghi minori e di mobili rococò. Il Muzeul Astra per la diffusione della cultura rumena è invece in un parco con antiche chiese e case rurali trasferite da tutta la Romania. In centro da non perdere il Museo della Farmacia con arredi e strumenti dell’Ottocento. A Sibiel, 17 chilometri a ovest di Sibiu, il Museo delle Icone offre una carrellata sull’arte ortodossa: 700 icone dipinte su vetro con colori minerali e vegetali per proteggere le case contadine. 

 

© MARCO MORETTI

 

CENA  

Chi cerca la cucina tipica rumena va da Crama Sibiu Vechi (Strada Papiu Ilarian 3) , un ristorante tradizionale con pareti in legno scolpito, camerieri in costume e suonatori di fisarmonica. Tra i piatti del vasto menu: polenta, varie ciorba (minestra), diversi piatti di carne di maiale, pesci d’acqua dolce. 

 

SECONDO GIORNO  

MATTINO  

L’escursione più interessante da Sibiu è Sighişoara, la cittadina della Transilvania che custodisce il mito di Dracula. Si trova un’ora e mezza d’auto a nordest di Sibiu. Qui visse Vlad Dracul l’Impalatore, il crudele condottiero che sconfisse i turchi nel XV secolo: il personaggio storico che lo scrittore irlandese Bram Stoker coniugò alle leggende transilvaniche dei vampiri per creare il personaggio di Dracula. É un borgo fortificato in cima a una rupe. Si presenta con il profilo sinistro dei suoi bastioni dominati da guglie. La cittadella è formata da piazzette, scalinate e viuzze bordate di case antiche. Anche Sighişoara fu fondata da tedeschi. All’epoca i rumeni che vi abitavano erano servi senza diritti.  

 

© MARCO MORETTI

 

La città era circondata da mura, difese da 14 torri che portavano i nomi di altrettante corporazioni: sarti, lattonieri, calzolai, fabbri e falegnami avevano l’onere di difendere il proprio baluardo. Ne restano 9, tra cui l’imponente Torre dell’Orologio del Duecento: ospita il museo storico della città. E, in due locali a livello strada, il museo della tortura. La casa di Vlad Dracul è diventata un ristorante, dove la sagoma di Dracula con frac nero, volto cereo, occhi iniettati di sangue e lunghi canini che spuntano oltre le labbra viola, invita a entrare. Sighişoara è molto turistica e kitsch con Dracula che spunta da boccali, piatti e t-shirt.  

 

© MARCO MORETTI

Sighişoara, ristorante Dracula (foto di Marco Moretti)  

 

PRANZO  

Il miglior ristorante di Sighişoara è Casa Cu Cerb (Strada Scolli 1), serve piatti tradizionali di carne pesce; è anche la migliore guesthouse cittadina. 

 

POMERIGGIO  

Prima di rientrare a Sibiu, si visita il cimitero germanico in disuso (i tedeschi furono deportati in Unione Sovietica dopo la Seconda Guerra Mondiale), è a ridosso delle mura vicino alla piazza. Nel bosco i corvi gracchiano sulle lapidi di tombe coperte di muschio. Da qui si sale alla Chiesa della collina, dove c’era anche il liceo tedesco, collegato al borgo sottostante dalla Scalinata degli studenti, una rampa di 175 gradini costruita nel Seicento con il tetto di legno. 

 

DOVE ALLOGGIARE  

Il miglior indirizzo di Sibiu è Casa Luxemburg (Piaţa Mica 16, tel. 0040/269-216854, dimora barocca nel centro storico trasformata in locanda di charme, ogni stanza – arredata con mobili antichi – è decorata in modo diverso. 

 

[ Fonte articolo: La Stampa ]

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